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martedì 6 ottobre 2015

Libri, ospiti inattesi


In Fahrenheit 451 i libri bruciavano e i pompieri generavano incendi invece di spegnerli.
I libri sono stati spesso messi al rogo fisicamente, ideologicamente, politicamente, in tante occasioni, ma io non posso immaginare una società senza libri. Mi aiuta e mi sostiene in questo il bel libro di Thórarinn Leifsson, La folle biblioteca di nonna Huld, pubblicato da Salani. Lo scrittore islandese, già illustratore e web designer, guarda ai collassi delle banche che hanno ingenerato le crisi finanziarie di molti paesi, guarda ai fatti che hanno portato, nel 2008, l'Islanda al tracollo economico guarda al materialismo di una società basata su beni di consumo e sul PIL, per raccontare la storia di una ragazzina e di una trisavola che possiede una enorme biblioteca.
I libri compaiono in un luogo nel quale la lettura è considerata fortemente dannosa per lo sviluppo dei bambini, la scrittura bandita, un luogo in cui la scuola è assoggettata al volere dei governanti e “diseduca” con metodo.
Per Albertina, la protagonista del romanzo, inizia una nuova vita fatta di parole scritte da leggere, di parole che evocano mondi fantastici, di storie che stimolano l'immaginario, ma incidono anche sul reale.
Insignito del Reykjavik Children Books Prize nel 2010 e presente nell'Honour List del Nordic Children’s Book Prize nel 2011, Thórarinn Leifsson mette in pagina i pensieri, i sentimenti, il desiderio di azione di una ragazzina che si oppone ad un mondo determinato dagli adulti, un mondo pervaso di paura, di sudditanza, di disvalori.
“ Ovunque guardasse vedeva libri, sugli scaffali oppure in piccoli mucchi sparsi qua e là...”
Battersi perché i libri siano dentro le scuole, perché le biblioteche pubbliche siano in tutti i paesi, perché le sezioni ragazzi vivano e facciano vivere testi che aprono porte sull'immaginario (o su realtà che si svelano nella loro straordinarietà), è un atteggiamento passatista?

Silvana Sola

lunedì 23 giugno 2014

Crescere fra i fiordi



Nel week-end ho letto due libri bellissimi: il nuovo della Murail per Giunti (letto anche da Silvana, di cui diremo a giorni, intanto leggetelo, regalatelo, consigliatelo) e il romanzo Cuori di waffel, pubblicato da Beisler Editore. Viene dal Nord, dai fiordi norvegesi il delicato, profondo e commovente romanzo di Maria Parr. Non racconterò la storia per non togliere al lettore il piacere della scoperta. Mi terrò alla larga dai protagonisti, dalle loro avventure, dagli accadimenti, limitandomi ad accennare, a lettura appena terminata, a ciò che resta maggiormente dentro: l'Infanzia protagonista, la vita normale che scorre, la morte, la festa di mezza Estate, la comunità, i bambini liberi di farsi male, liberi di andare da soli, liberi di giocare, liberi di trasgredire e al tempo stesso bisognosi di protezione e di amore dei genitori, fortunati per la presenza di un nonno vigile e, insieme, complice. Scritto con mano felice, questo romanzo, che prende un tempo della vita di due bambini di nove anni, è diventato una serie televisiva. Mi piacerebbe seguirla, così da poter godere anche delle location, del paesaggio. Auguro grande successo a questo libro. Cercherò di consigliarlo ad ogni mamma, zia, babbo o nonna che entri in libreria. E scriverò alle amiche insegnanti perchè lo leggano, a puntate, ad alta voce, in classe. L'editore Beisler è un marchio garantito per la buona letteratura.

Grazia Gotti

martedì 2 luglio 2013

Rapita in un giorno di giugno: era una strana estate



E’ una strana estate quella che stiamo vivendo, strana per fenomeni atmosferici che alternano l’autunno alla primavera, che portano bombe d’acqua e notti quasi fredde anche in riva al mare, che alzano i venti e li fanno correre per la penisola. E’ una strana estate che cancella l’aumento previsto dell’ IVA, ma potenzia l’anticipo Irpef, che racconta il declino delle facoltà umanistiche e i suicidi per una pressione fiscale insostenibile, una strana estate, come quella di Vera, la protagonista del romanzo della finlandese Siri Kolu, in catalogo per Feltrinelli Kids.
Ma fortunatamente il romanzo non lamenta lutti, non parla solo degli aspetti tragici del vivere,  La mia estate con i Ruberson è un libro ironico e divertente, una storia capace di tenere il ritmo fino all’ultima pagina. E’ un libro imprevedibile, in grado di far sorridere e anche di ridere. 
Un libro in cui la lingua, aiutata dall’abile traduzione di Delfina Sessa, guarda frequentemente ad Astrid Lindgren, all’universo sorprendente di Pippi. E’ letteratura umoristica e insieme romanzo di formazione, è una storia che supera le imposizioni di un certo conformismo e si propone come un inno alla libertà, ad una vita vissuta fuori dalla consuetudine e dalla noia.
Chi è Vera? Chi sono i suoi genitori? E perché un giorno di giugno si ritrova in una famiglia non sua, alle prese con arrembaggi d’asfalto e predoni al volante?
Solo un’attenta lettura, in questa strana estate, può offrire risposte alle molte domande.
Siri Kolu ha quarantun anni, si occupa di teatro: drammaturga, insegnante e regista è stata insignita, per questo libro, di molti premi.  
La storia di Vera e della famiglia Ruberson è pronta per diventare un film e un videogioco.
Silvana Sola

lunedì 20 maggio 2013

Astrid Lindgren, Kalle Blomkvist e la criminologia moderna



Le storie di Kalle Blomkvist , il giovane investigatore nato dalla penna della grande Astrid Lindgren tra il 1946 e il 1953, già presenti nel catalogo Feltrinelli Kids come libri singoli, escono ora in un unico volume nella bella traduzione di Laura Cangemi e Fiorella Onesti.
Il Grande Detective è una raccolta di quasi cinquecento pagine con una bella copertina di Allegra Agliardi che riporta, nel segno contemporaneo, le atmosfere degli anni ’50. Astrid Lindgren scrittrice di gialli? Cerchiamone i motivi.
Astrid aveva lavorato come segretaria per Harry Soderman, uno dei pionieri della moderna criminologia svedese e il primo a dirigere il Laboratorio Nazionale di Scienza Forense.
Dalle carte che maneggiava per il suo lavoro, dai discorsi che sentiva, dalle centinaia di resoconti di fatti criminali, dai nuovi approcci adottati nel mondo dell’investigazione, Astrid Lindgren attinge per creare il personaggio di Kalle Blomkvist.
Un ragazzino biondo amante delle storie gialle, attento osservatore, capace di collegare velocemente i fatti tra di loro, in possesso di una lente d’ingrandimento e di una pipa, come i grandi investigatori della letteratura. Kalle vive in una piccola città dove normalmente non capita mai nulla, ma in estati che si prevedono pigre e senza colpi di scena, succede qualcosa che lo incoronerà dectective con la D maiuscola. “Kalle esitò un istante. L’idea di scendere da solo in quei sotterranei gli faceva venire i brividi. In effetti, era andato lì con la sola intenzione di provare il grimaldello, ma visto che la via era libera, sarebbe stato proprio da stupidi non approfittarne per scendere di nuovo nei sotterranei. Imboccò la scala e si sentì molto orgoglioso di essere l’unico ragazzino della città in grado di farlo...”
Da leggere ora, da regalare (Amo chi legge e gli regalo un libro), da mettere in valigia alla prossima estate.
Silvana sola

venerdì 6 luglio 2012

E’ la vita a farci diventare poeti? O essere poeti modifica il corso della propria vita?

Guus Kuijer ha frequentato collegi, studiato per diventare insegnante e nel 1975 è entrato, a pieno titolo, nel mondo della letteratura per ragazzi. Autore olandese di fama internazionale ha al suo attivo importanti riconoscimenti che hanno accompagnato la sua carriera di scrittore, per ragazzi e per adulti, il suo lavoro di drammaturgo e autore di testi per la televisione. Nel 2012 viene insignito del prestigioso premio Astrid Lindgren per “la profondità della filosofia e la lievità della poesia” che contraddistinguono sempre i suoi testi. Per sempre insieme. Amen, FeltrinelliKids, è la storia di Polleke (in Olanda e in molti paesi del mondo la ragazzina olandese è protagonista già di diversi libri), della sua vita normale e straordinaria. Polleke ha undici anni, genitori separati, una madre solida e presente, un padre perso in un universo “poetico” che lo porta ai margini della società. Polleke ha un ottimo maestro che piace a tutti, un fidanzato, due nonni molti religiosi, un’amica speciale e una vitellina/mucca che porta il suo nume. Guus Kuijer racconta il quotidiano di una società multietnica, la fragilità dei rapporti umani, l’importanza degli affetti, la religiosità, attraverso una scrittura fresca, mai moralista, lieve e, al contempo, capace di andare in profondità. Il suo romanzo fotografa una realtà possibile, la analizza attraverso gli occhi”innocenti” di Polleke, riesce a parlare di multicultura senza retorica, di sentimenti in modo coinvolgente, di scelte importanti intrecciando ironia, divertimento, invito alla riflessione. Frutto di una sintesi intelligente e acuta dei contenuti narrati la bella copertina di Manuele Fior.

lunedì 4 giugno 2012

La seconda guerra mondiale, il singhiozzo e la fine del mondo




Leggendo libri per bambini e per ragazzi abbiamo molte volte riflettuto sul fatto che spesso manca la leggerezza, l'invito al riso, la gioia del divertimento nella lettura.
Divertono, invece, le storie di Jo NesbØ.
Apparentemente strampalate, lievemente folli,  sono capaci di coinvolgere il lettore con un ritmo travolgente.
Gioia, riso, attesa, stupore si alternano in una prosa meravigliosamente costruita, costruita così bene che, come ci suggerisce Francesca Lazzarato, sul Manifesto "quasi non ci si accorge di quanto l'autore sia stato bravo a tenere insieme tante sottostorie e tanti personaggi."
Paragonato a Roald Dahl con cui condivide i natali nordici,  Jo NesbØ è uno dei più importanti scrittori della scena norvegese.
Acclamato autore di gialli per adulti, i suoi libri hanno fatto il giro del mondo, scalato le classiche dei libri più letti e venduti e sono stati tradotti in decine di lingue.
Per ragazzi ha ideato le storie del Dottor Prottor, oggi alla sua terza avventura. Il dottor Prottor e la distruzione del mondo. Forse, in catalogo per Salani, è l'ultimo della serie.
Il libro rimette in campo il famoso dottore, autore della superpolvere per petonauti, che assieme a Bulle e Tina dovrà fronteggiare un'invasione aliena, strani errori ortografici, palle di neve ghiacciate cerebrorisucchi e evitare la fine del mondo.
Jo NesbØ, figlio di una bibliotecaria e di un padre narratore di storie, un passato di giornalista free lance e di agente di cambio, oggi si divide tra la scrittura e la musica.
"Jo NesbØ scrive con un ritmo allegro, una spumeggiante esuberanza narrativa e un'anima gioiosa. E tra i dialoghi dall'intonazione perfetta e gli eventi che si susseguono incessanti si intravedono sprazzi di serietà e tocchi di vera poesia" da Politiken (Danimarca)
Silvana Sola

venerdì 1 giugno 2012

Sai tenere un segreto?


Ci dispiace che impegni ci abbiano impedito di essere a Roma ad incontrare Stian Hole, in occasione della manifestazione “La tribù dei lettori”. Apprezziamo il suo lavoro e lo abbiamo dichiarato in più occasioni.
Di lui abbiamo raccontato il felice incontro con il libro Garmann’s summer presente al Bologna Ragazzi Award 2007, vincitore per la sezione Fiction. Di lui abbiamo scritto in La bussola segna il Nord, il percorso tra parole e figure dalla penisola scandinava, realizzato per salutare il centenario della nascita della grande Astrid Lindgren.
Oggi ci occupiamo di lui, perché è sugli scaffali il secondo libro tradotto in italiano, l’albo illustrato Il segreto di Garmann, in catalogo per merito dell’editore Donzelli.
Un libro che sa parlare di infanzia, che regala le emozioni del primo amore, che costruisce meravigliosi giardini segreti nei quali immaginare una vita senza adulti o intrusi curiosi.
E’ una storia di scoperta che Stian Hole esalta attraverso un visivo che  fissa sulla pagina un realismo nato per essere superato dalla descrizione di speciali luoghi dell’immaginario.
Due gemelle, un rottame che ricorda una capsula spaziale, un bosco di betulle, uno stagno pieno di ninfee, la scuola e la difficoltà di integrazione, le prevaricazioni, l’invisibilità e la dolcezza.
L’autore norvegese ci svela segreti, ci accompagna nei silenzi, ci comunica l’energia degli affetti. Lo fa con uno stile personale, miscelando illustrazioni su carta, scansioni, appunti, schizzi, con tecniche digitali.
“Alla Scuola d'Arte ho scritto la mia tesi finale sui montaggi politici di John Heartfield durante il periodo tra le due guerre. L'occasione di preparare questo lavoro di ricerca mi ha dato la possibilità di approfondire lo studio e la conoscenza del movimento surrealista e dadaista, e ricordo che fin dal principio fui del tutto affascinato dall'uso della prima tecnica di foto-collage. Cresciuto nel mezzo di una rivoluzione digitale, poi, sapevo di avere a disposizione nuovi strumenti per lavorare con i montaggi e ho iniziato a fare a mia volta le prime sperimentazioni con il collage digitale. Più tardi, ho trovato anche altre fonti di ispirazione e mescolato e giocato con riferimenti presi da artisti ed epoche diverse della storia dell'arte, per fare solo un esempio, dai film italiani e da pittori come Edward Hopper, ma anche dalla musica devo ammettere che ho preso molto.” dal blog “Gavroche” di Elisabetta Cremaschi, 11 settembre 2011
Le sue immagini sono frutto di un lavoro lungo ed elaborato, un processo creativo attento alle complesse alchimie dell’albo illustrato, quello di sendakiana memoria.
Silvana Sola

giovedì 24 maggio 2012

Verso Nord




Da tempo ammiro il lavoro di Akin Duzakin, illustratore turco-norvegese, classe1961, formatosi alla scuola di design industriale di Ankara e all'Accademia Reale d'Arte di Oslo.
Mi avevano molto impressionato  i suoi primi albi, Tvillingbor nel 1995, seguito da Tvillingsoster nel 1997. La sua arte ha trovato accoglienza presso i piú importanti editori del Nord, da Cappelen a Samlaget, fino alla piccola casa indipendente Magikon.
Duzakin concepisce in solitario i suoi progetti, cosí come lavora in coppia con diversi autori, dal grande Jon Fosse per il libro Kant (opera messa in scena a teatro per i ragazzi), alla recente collaborazione con Jostein Gaarder per l'ultimo libro Det spørs e per la nuova uscita in arrivo a luglio, Fragen Fragen. É stato nominato per la Norvegia al Premio Andersen nel 2002, e per l'Astrid Memorial Award nel 2008. Mi piacciono molto anche le storie, come ad esempio Ikke helt alene, che suppongo significhi Io vado da solo, storia di un attraversamento del bosco ricco di incontri fantastici, in un'atmosfera incantata, sospesa, dove si percepiscono sia la paura che il suo superamento.
All'uscita del bosco c'é la presenza rassicurante della mor (mamma), e, in lontananza le case del paese. Mi piacerebbe trascorrere un po' di tempo al Nord e leggere le loro lingue.
La pensione é prossima e quindi posso cominciare a fare progetti.
Grazia Gotti






venerdì 5 agosto 2011

La storia di un long seller

Era un luglio torrido di vent'anni fa e avevo un terribile mal di denti. Non potendo stare in libreria e, in attesa che il mio dentista mi fissasse un appuntamento, all'ora di pranzo, facevo zapping televisivo quando fui colpita dall'annuncio, sul tg regionale, di una mostra a Ferrara dedicata a Monet. Con grande soddisfazione il sindaco della città estense si rallegrava dell'accordo con i francesi e preannuciava il grande evento. Come un'automa ritornai in libreria e con il mio inglese terrificante chiamai la casa editrice Raben & Sjogren per chiedere informazioni circa i diritti del loro libro su Monet. Nessun editore italiano aveva comprato la bellissima storia del viaggio di Linnea alla scoperta di Monet. Il libro, pubblicato nel 1984, era stato tradotto in molte lingue e faceva mostra di sé nei bookshop dei più importanti musei del mondo. Il maldidenti persisteva, ma nonostante ciò, mi recai a Ferrara per incontrare Andrea Buzzoni, responsabile di Ferrara Arte, su indicazione del sindaco. Proposi una partnership per l'edizione italiana. Buzzoni chiese qualche giorno per leggerlo e per valutarlo dal punto di vista scientifico. Mi rispose entusiasta e così fu possibile stamparne 2000 copie, 1000 per Ferrara e 1000 per noi, cioè per la nostra libreria e per qualche libreria interessata.
Venne il tempo della mostra, non bella ma frequentatissima. Il libro fu molto apprezzato dal pubblico e si esaurì prima della fine della mostra, tanto che cedemmo anche delle nostre copie. A quel tempo, oltre che libraia-stampatrice, ero insegnante elementare in una piccola scuola di campagna. Accompagnai alla mostra una classe di una collega, un'insegnate molto impegnata che voleva per i suoi piccoli il meglio di tutto. Da Molinella giungemmo a Ferrara con un pulmino di bambini vocianti. Palazzo dei Diamanti li zittì; entrarono silenziosi e ordinati, come se andassero in chiesa.
Io presi a raccontare, davanti alle “figure”, ciò che avevo imparato da Linnea e dal suo amico Signor Bloom.
I bambini mi seguivano con interesse e anche molti adulti si accodarono. Ora siamo alla quarta ristampa. Dell'autrice Christina Bjork, appassionata narratrice-divulgatrice abbiamo tradotto anche il volume dedicato alla storia di come vide la luce un libro long-long seller: Alice nel paese delle meraviglie. Christina ha poi raccontato Venezia ed ha reso omaggio ad Astrid Lindgren, ma, purtroppo, questi ultimi si possono leggere, per ora solo in inglese oltre che, ovviamente, in svedese.
Vent'anni dopo l'edizione italiana di Linnea, il suo “mecenate”, Andrea Buzzoni, è appena stato eletto presidente dell'Istituzione Musei di Bologna.
Di solito, le nomine pubbliche mi fanno storcere il naso, questa, al contrario, mi fa aprire il cuore! Non ci siamo mai più incontrati da allora; sarà piacevole ritrovarsi, dialogare, progettare e lavorare per la città, per il bene comune, per la cultura dei grandi e dei piccoli.
Zazie chiude i microfoni (mi piacerebbe moltissimo fare una radio).
A presto e buone cose a tutti.
Grazia Gotti

lunedì 25 luglio 2011

I fratelli di Emma

Tore Aune, l’autore di Nuvoloni su via del Bombo, è nato nel 1970 ad Asker, in Norvegia.
Vive a Oslo, dove ha lavorato come traduttore, insegnante e giornalista. Il libro, pubblicato da Salani, si presenta con una fascetta che recita: "Umorismo, fantasia e genialità nella più pura tradizione scandinava". Quando ho cominciato a leggerlo, qualche giorno fa, la Norvegia non era stata ancora colpita da questo terribile massacro. Leggevo con curiosità e piacere la vicenda di Emma, a cui capita di cambiare casa, quartiere, scuola, amici. “Vista dall’alto, per esempio attraverso gli occhi di un’ape, via del Bombo non appare diversa da una comunissima zona residenziale. Una strada che forma un quadrato, con case piuttosto simili fra loro, siepi e alberi da frutto. Per Emma, invece, che ha imboccato la via soltanto poco fa, quello che vede dal sedile posteriore è assolutamente speciale. Non tanto perché non ci sia mai stata prima - cosa che peraltro è vera - ma perché questo è il suo nuovo quartiere, il posto in cui abiterà finché non sarà adulta. E quando si hanno dodici anni sembra quasi un eternità.”
Il romanzo mi piace molto, è pervaso da un’aria scanzonata, da un tocco lieve ed è sorretto da un sostrato di ottimismo che mette di buon umore. Certe scene uno se le immagina al cinema, girate come una commedia dal ritmo allegro, condite da effetti speciali misurati e credibili. Ma riprenderlo in mano dopo il massacro, al piacere della lettura, all’ottimismo, al gusto per la scrittura intelligente, si sovrappongono le immagini dei ragazzi appena un po’ più grandi di Emma, suoi possibili fratelli maggiori. Tore Aune, i suoi amici insegnanti, i suoi colleghi scrittori e giornalisti, dovranno attrezzarsi, interrogarsi, scrivere, parlare ai ragazzi, perchè le vie Bombo norvegesi tornino ad essere popolate di umanità, di disponibilità, di serenità.
Grazia Gotti

lunedì 11 aprile 2011

"The Most Beautiful Book of the Year"

Rimettendo ordine fra le borse del dopofiera, ho ritrovato un libro bellissimo!!!!!!!! Con questo titolo Svein Nyhus si è aggiudicato il premio norvegese per il miglior picture book del 2011. E’ un libro che gli ha preso molto tempo, tempo per pensare e per realizzare il catalogo “delle cose che sono,” viste da uno sguardo bambino e disegnate nella più felice sintesi di maestria tecnica e di pensiero sul disegno infantile che artista abbia mai prodotto. Un’opera che davvero si distingue e che meriterebbe l’interesse critico e l’attenzione degli editori del mondo. Da tempo i libri nordici non arrivavano al cuore degli editori europei, ma poi bastò il premio a Stian Hole, per accorgersi che in Norvegia emergevano giovani talenti(L’estate di Garmann è in arrivo per Donzelli). La singolarità di Svein è sottolineata anche dal rigoroso lavoro grafico, un lavoro di maniacale dedizione alla pagina, capace di coniugare grafica e illustrazione, fondendole in armonioso matrimonio. Nel sito di Svein, che qualche anno fa a Bologna mi ha fatto un ritratto rapido con la biro blu, potete ammirare anche la serie di manifesti che ha realizzato per una compagnia teatrale che mette in scena Pinocchio, Matilde, fra i classici della letteratura per ragazzi.
Grazia Gotti

martedì 21 dicembre 2010

Largo ai giovani!



La saga che vede protagonista Piccolo Babbo Natale continua e quest’anno, per merito di Emme Edizioni, ecco anche in italiano il messaggio più speranzoso di questo Natale: largo ai giovani!
Piccolo Babbo Natale entra a far parte della “squadra” dei Babbi Natale.
La creatrice di questo mondo, Anu Stohner, è svedese ed è diventata un po’ tedesca per via del suo sodalizio lavorativo e sentimentale con il grande editor della casa editrice tedesca Hanser di Monaco.
Presso questa casa editrice sono usciti i lavori per ragazzi di Hans Magnus Enzerberger e ha trovato posto il nostro Buzzati dell’Invasione degli orsi in Sicilia. Casa editrice di cultura, aperta a libri di altre culture, Hanser prepara per i più piccoli albi stupefacenti, di grande formato, nei quali le avventure del Piccolo Babbo Natale si dipanano fra le nevi dei boschi, così come in giro per il mondo fino a capitare su di una gondola veneziana.
L’illustratrice Henrike Wilson, formatasi in Germania e negli Stati Uniti, lavora in stretta collaborazione con Anu e dalla coppia hanno preso vita altri personaggi destinati alla circolazione mondiale e a durare nel tempo.
Grazia Gotti

martedì 2 novembre 2010

Kalimera, Kalispera, Kalinychta e Tsatsiki

Moni Nilsson ha tre figli, una madre ebrea arrivata in Svezia durante la seconda Guerra Mondiale, parenti in molte parti del mondo.
E’ cresciuta tra viaggi frequenti, in una famiglia aperta attenta ai diritti civili. Vive a Stoccolma: è sceneggiatrice e autrice di romanzi per ragazzi.
Ha vinto il prestigioso premio Nils Olgersson Award, dedicato alla miglior letteratura per ragazzi svedese.
Abbiamo lasciato Tsatsiki, il protagonista delle storie di Moni Nilsson, in Svezia, alle prese con una madre anticonformista, e lo ritroviamo in Grecia alla ricerca di un padre, pescatore di polpi.
Tsatsiki e Pa’ è un libro perfetto per i ragazzini della scuola elementare che amano l’avventura, l’intreccio e la sottile vena umoristica che si muove tra le pagine, giovani lettori pronti allo stupore, mossi dalla curiosità e da un costante desiderio di ricerca. Tsatsiki e Pa’ è il quinto volume della collana “Bohem racconta”, in catalogo per Bohem Press Italia.
Tradotto egregiamente da Laura Cangemi, affianca alle parole il segno bianco e nero di Alessandro Sanna, capace di raccontare, con le figure, sia le emozioni che la dinamicità degli eventi, in un romanzo dedicato alla famiglia.
Una famiglia senza confini definiti, che intreccia lingue e abitudini, disposta verso l’imprevisto, lontano da qualsiasi forma di conformismo.
Silvana Sola

lunedì 1 novembre 2010

La Festa dei Morti

Aspettavo la festa dei morti con trepidazione. Il cappotto nuovo, i guanti, la cuffia, e, soprattutto, i ceri. Ceri modesti, alla portata di tutti, ceri di classe per le signore che venivano dalla città e vestivano abiti di buona foggia e bel tessuto, guanti morbidi, gioielli. Dalla mia postazione vedevo tutti i visitatori del cimitero; molti venivano da me a comprare i ceri. Ero una bambina brava e giudiziosa, e mio zio, necroforo del comune, mi affidava il banco per la vendita dei ceri. All’altro lato del loggiato gli adulti vendevano i crisantemi. Ho familiarità con la città dei morti e questo mi aiuta ad amare la vita.
Anche i libri per bambini possono aiutare a familiarizzare con la Morte: quello che si annuncia in casa Gyldendal sembra molto interessante. E’ opera di Eli Rygg, scrittrice norvegese giunta al suo quarto romanzo. Racconta della bisnonna di Michael che ha deciso il giorno della sua morte e ha invitato tutti alla festa di addio. Sul catalogo dell’importante casa editrice si legge che non è un libro triste sulla morte, ma piuttosto un libro pieno di gioia, di divertimento, di malinconia e di profondità. Si legge inoltre che i tedeschi hanno acquistato i diritti, che è indicato per i lettori di 10+ e che è di 224 pagine.
Grazia Gotti

lunedì 6 settembre 2010

La Guerra delle due Rose e le lastre

Pubblicato in Svezia nel 1953, uscito per la prima volta in Italia nel 1983 presso l’editore Vallecchi, Kalle Blomkvist e i gangster ritorna oggi sugli scaffali nel catalogo Feltrinelli Kids.
Le avventure di Kalle, il giovane investigatore biondo, capace di grandi intuizioni, nato dalla penna della scrittrice Astrid Lindgreen, uniscono giochi da ragazzi a intrecci gialli, atmosfere nere, spionaggio, intrighi internazionali all’apparente normalità delle vacanze estive.
Mentre i ragazzi sono impegnati a combattere la loro Guerra delle Rose, separati tra Rose Rosse e Rose Bianche, la formula segreta per una nuova lega di metallo, destinata al governo svedese, finisce in mani sbagliate.
Toccherà ai detectives in erba lanciarsi in una nuova e pericolosissima missione, e, coraggiosi come i cavalieri delle due Rose, salvare Rasmus e il suo papà. Astrid Lindrgreen aveva lavorato come stenografa, alla fine degli anni ’30, per un professore di criminologia dell’università di Stoccolma. Nello studio del criminologo aveva, forse, iniziato a raccogliere indizi utili alla stesura dei suoi libri gialli per ragazzi. Dal suo romanzo è stato tratto un film, Kalle Blomkvist och Rasmus, uscito in Svezia nel 1997.
Silvana Sola

lunedì 26 luglio 2010

Ninfee, robinie e ponti giapponesi

Il signor Bloom ha gli occhiali tondi, pochi capelli, un’aria simpatica, ama semi, piante, fiori e ne conosce tutti i nomi: era un giardiniere, ora in pensione.
E’ a lui che Linnea deve la scoperta del grande pittore Claude Monet. Anche Monet amava i fiori, ne ha dipinti tanti. Linnea li ha visti prima sul grande libro del signor Bloom, un libro in cui c’erano anche le foto di un bellissimo giardino, di un ponte e di una casa rosa, e poi dal vero, in un giorno d’agosto.
Il signor Bloom l’ha portata a Parigi, all’hotel Esmeralda (l’hotel Esmeralda esiste davvero: è vicino a Notre- Dame), un piccolo albergo ospitato in un edificio del 1640, che si affaccia sui giardini di Saint-Julien le Pauvre. Dalla sua finestra Linnea vede una robinia antichissima. Si dice sia stata portata dalle Americhe alla fine del ‘600.
Il signor Bloom e Linnea sono andati al museo a vedere Le ninfee di Monet e poi hanno preso un treno diretto a Vernon. Alla stazione hanno affittato delle biciclette per fare i quattro chilometri che li separavano da Giverny, dove si trova la casa del pittore Monet e il famoso ponte giapponese.
Linnea nel giardino di Monet, oggi ristampato per i tipi di Giannino Stoppani edizioni, racconta di una bambina svedese e del suo viaggio alla scoperta dell’opera e della vita del grande Claude Monet. Il libro è un incontro con l’arte, ma anche con la natura, con la geografia, con la storia: un libro prezioso che, nato in Svezia presso l’editore Raben & Sjogren nel 1985, ha fatto il giro del mondo.
Silvana Sola

martedì 15 dicembre 2009

Storie con figure, figure e storie

La Bohem Press Italia nasce nel 2001 con alle spalle la grande esperienza, nel campo dell'editoria per ragazzi, della Bohem Press, la casa madre svizzera ("La casa madre Bohem Press è nata a Zurigo, nel 1973, per volontà di due giovani boemi provenienti da Praga, che hanno voluto ricordare, anche nel nome della casa editrice, la loro terra d’origine. Uno era l’illustratore già affermato Stepan Zavrel, e l’altro era un giovane musicista di nome Otakar Bozejovsky von Rawenoff, figlio di collezionisti d’arte.").
Albi illustrati, storie semplici, ma profonde, libri pensati davvero come mediatori di relazione tra l’adulto e il bambino. Libri da leggere assieme, da scoprire, libri che dialogano con l’universo infantile, capaci di portare, nelle pagine, il mondo.
Oggi la casa editrice presenta una nuova collana, “bohemracconta”, che si rivolge a bambini più grandi, a bambini lettori che vanno alla ricerca di storie diverse.
Due autori svedesi, Asa Lind e Moni Nilsson, due brevi romanzi: nel primo, Lupo Sabbioso. L’incontro, si narra una storia di piccole solitudini e l’incontro con un amico immaginario, un amico di sabbia dorata, fedele, presente, pronto a dare a Zacharina le risposte alle sue innumerevoli domande; l’altro, Tsatsiki e Ma’, è il racconto divertente, pieno di humor di un ragazzino, Tsatsiki, di una madre davvero unica “- Se non fossi la mia mamma, ti crederei una strega. (…) No non era una strega, ma con lei non si poteva mai sapere. Non somigliava a nessun’altra mamma del mondo…”, che suona il basso, di un direttore puntiglioso, noioso e terribilmente, e ingiustamente, severo. E poi c’è l’amicizia, le risse, gli incontri, l’amore.
I libri sono accompagnati da bellissime illustrazioni in bianco e nero, segni lievi e decisi che portano la firma di Alessandro Sanna. Un lavoro attento, figure che accompagnano le parole, che mettono in evidenza un momento importante, che danno volto ai personaggi.
Immagini che fanno sentire quanta magia ci possa essere nell’incontro con un romanzo illustrato, quando è ben illustrato.
Alcuni tra gli originali del lavoro che Alessandro Sanna ha realizzato per Bohem Press Italia saranno visibili, assieme ad altre illustrazioni, nella mostra Come un sogno, ospitata presso la libreria per ragazzi Il Castello di carta, a Vignola, fino al 31 gennaio 2010. Sabato 19 dicembre laboratorio, a cura dell’autore, rivolto a bambini e ragazzi (per informazioni 059 773679).
Silvana Sola

venerdì 10 luglio 2009

Con Linnea e Lydia alla scoperta dell'arte

Lydia arriva dalla Svezia proprio come Linnea, la bambina che parte dal Nord per raggiungere Parigi, alla scoperta delle ninfee di Monet.
Proprio come Linnea ama la natura e l’arte, il parco e il museo, che sono per lei luoghi d’infinita magia. Ha un nonno speciale con bellissimi capelli bianchi spettinati, l’unico adulto che la prende sempre sul serio.
Viaggia sempre con un piccolo blocco in carta spessa e una matita e nel disegno esprime il meglio di sé stessa.
Ma non ha ancora iniziato a disegnare il giorno in cui, toccando il quadro di Rembrandt, Fanciulla alla finestra, si ritrova in un vortice spazio-tempo che la porta nell’Olanda del ‘600.
Un viaggio nel mondo dell’arte alla scoperta degli artisti, della loro vita, del contesto in cui operavano.
Scopre l’uso dei colori del grande pittore olandese e contribuisce al rinforzo delle dighe per evitare che il mare si riappropri della terra dei Peasi Bassi, siede alla corte del Re di Spagna e assume il ruolo di speciale giullare per la piccola Infanta dipinta da Velasquez, si diverte a seguire i processi ideativi di un grande Leonardo alle prese con il sorriso di una Monna Lisa afflitta dalla flatulenza.
Scopre Degas all’Opéra di Parigi, vive assieme alle sue famose ballerine, dipinge in compagnia della grande pittrice americana Mary Cassat, allieva del pittore francese al quale contesta l’assoluta incapacità di rapportarsi ai paesaggisti.
Affronta le tempeste rappresentate nei quadri di Turner, approda su una spiaggia che sarà teatro dell’incontro con il grande Dalì.
E dal mondo folle e surreale del pittore catalano, tra orologi liquefatti, telefoni aragosta, una musa che risponde al nome di Gala, Lydia fa ritorno alla vita di sempre. Lo fa in modo rocambolesco, portando scompiglio alla corrida, cercando di impedire che il toro soccomba sotto la spada del torero.
Era l’agosto del 1935… oggi Lydia è di nuovo nel terzo millennio, è al museo dove una guida parla di impressionisti, ha il suo blocco da disegno e tante storie da raccontare, storie incredibili alle quali nessuno darà credito.
Ma lei sa di aver davvero incontrato quei pittori e l’incontro con l’arte le ha sicuramente cambiato la vita. A lei, come a molti altri.
Il romanzo edito da Salani, Il segreto di Lydia, porta la firma dello svedese Finn Zetterholm, scrittore, paroliere, cantante di successo.
Silvana Sola