Il Presidente Napolitano ha detto che il Paese merita fiducia ed io sono d’accordo.
Ammiriamo il suo nobile portamento, misurato, elegante, vicino al popolo e ai suoi rappresentanti, mai sguaiato, come altri signori appena un po’ più giovani di lui.
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domenica 12 giugno 2011
AD#28 Nasco ora e mi chiamo Anita
La famiglia avrebbe voluto un maschio e lei, alla casa da accudire, preferisce montare a cavallo, esattamente come un maschio.
Inizia così il romanzo, per adolescenti grandi, di Loredana Frescura e Marco Tomatis, Ho attraversato il mare a piedi. L’amore vero di Anita Garibaldi, in catalogo per Mondadori, nella collana “Shout”.
Anita vorrebbe fare davvero ciò che ai maschi è permesso, ma si ritrova sposa di un uomo che non ama, a soli quattordici anni, a vivere una non vita.
AD#27 Cuddu e la Storia
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AD#26 Gianduiotti e polvere di magnesio
Per l’Italia si era adoperato negli anni precedenti utilizzando le sue riconosciute doti di abile diplomatico e competente statista.
AD#25 Cosa sarebbe successo se…
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domenica 5 giugno 2011
AD#25 L’American Dream?
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domenica 29 maggio 2011
AD#19 Un paese bambino: poesie per italiani in erba
Mani che salutano, bocche che assaggiano un gelato, nasi che fumano e mani che prudono per la rabbia, lingue che producono suoni che si trasformano in pensieri, la punteggiatura che non la vedi ma la ascolti, paesaggi di città attraversate da crepe profonde (la guerra, la tragedia accidentale, l’inquinamento): sono le prima cose che mi colpiscono leggendo le poesie di questa raccolta, poesie che fanno vibrare l’immaginazione attraverso il corpo e i cinque sensi.
venerdì 18 marzo 2011
Il Risorgimento dei libri

Uscito in questi giorni, in edizione tascabile, il lavoro di Alberto M. Banti, La nazione del Risorgimento, può esserci utile per affrontare un tema, al quale sarebbe opportuno dedicare attenzione e impegno, perché il gran parlare che si fa sulla scuola produce un rumore assordante che cancella parole semplici e chiare quali didattica della storia.
Il libro di Banti, pubblicato nel 2000, è un libro serio, frutto dello studio, dello scavo, delle domande che lo storico si pone e dei materiali che mette in campo. “ Ho cercato una risposta esaminando un campione di 33 memorie ed epistolari di uomini e donne del Risorgimento: e se si osserva la questione della prospettiva di queste persone, se si ascoltano le loro memorie, le loro parole, bisogna arrivare a concludere che fu l’idea di nazione, così come venne creata da un pugno di intellettuali straordinariamente creativi, a costituire la motivazione fondamentale che li spinse all’azione, e non il tale malessere economico o sociale, o la tale ambizione politica. Ciascuno di questi elementi (malessere e ambizione) avrà sicuramente avuto il suo peso. Ma non sarebbero stati sufficienti a trasformare dei giovani di buona famiglia in “pericolosi terroristi” (così avrebber potuto esprimersi nei loro riguardi i portavoce dell’establishment preunitario), destinati a morte prematura, o alle prigioni, o all’esilio, se non ci fosse stato qualcosa di più, se non ci fosse stato un orizzonte ideale capace di scatenare tempeste emotive nella mente e nel cuore”. Tempeste emotive nella mente e nel cuore di giovani, vissuti nella prima metà del XIX secolo, giovani che trovano nei libri, e precisamente nella produzione letteraria nazional-patriottica, un riferimento decisivo.
Ora ascoltiamo Antonio Faeti dalla prefazione del catalgo della bellissima mostra “La spada di Domokos. Il Risorgimento e l’Unità d’Italia nel fumetto e nell’illustrazione per l’infanzia”, inaugurata il 16 marzo nella piazza coperta della biblioteca Salaborsa di Bologna.
“Si pose assai presto, all’attenzione di molti, il problema di narrare il Risorgimento ai giovanissimi con una lingua e con immagini che potessero dignitosamente rifarsi agli eventi, senza tradire la complessità di quanto era avvenuto. Se Guido Gozzano voleva “rinascere” nel 1850, se i “picciotti” volevano essere collocati accanto ai garibaldini, se Giannino Stoppani voleva far di tutto perchè si notasse che era nato il 20 settembre, nell’anniversario della “Breccia di Porta Pia”, se la piccola vedetta lombarda non voleva scendere dall’albero fatale da cui osservava gli austriaci che tendevano un agguato, allora le date, i fatti, gli eroi, gli episodi meritavano di essere ritrovati e offerti alla giovane percezione di chi non c’era.” La rassegna apre con una tavola tratta da un volume di Rosa Errera, la maestra di Laura Orvieto, pubblicato nel 1892, e chiude con un testo scolastico del 1976. Visitare questa mostra e studiare questo catalogo consente di ritornare alla formulazione iniziale di una dicitura semplice semplice: DIDATTICA DELLA STORIA. Possiamo avvalerci della letteratura per l’Infanzia? Per fortuna resiste, contro i detrattori, e i critici che non ci credono troppo e la canzonano. Nel 2000, mentre Banti pubblicava i suoi studi, mi accingevo a far pubblicare, nella collana Sirene, Cristina Belgioioso, essendomi accorta che anche fra le classi colte era pressochè sconosciuta. Non ero sola a sentire il bisogno della Storia: Francesca Lazzarato e Margherita Forestan stavano producendo la collana “Storie d’Italia” e lì il Risorgimento c’era. Non erano libri dovuti ad alcuna celebrazione, ma libri sentiti come necessari per alimentare la mente e il cuore dei più giovani.
Grazia Gotti
illustrazione di Grazia Nidasio
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lunedì 28 febbraio 2011
Tessitori di storie

Il nome del sito del Comune di Biella per il centocinquantesimo dell’Unità d’italia è Biellesi tessitori di Unità.
E’ bello il termine tessitori: in terra biellese la tessitura è di casa, ma il termine lo proporrei per un uso più frequente e separato da geografie precise.
E ai tessitori di storie guardiamo nel nostro percorso sull’ “amor di Patria” portato ai ragazzi.
Due romanzi usciti per i tipi di San Paolo raccontano il Risorgimento, animano storie che fanno coniugare le vicende storiche con la vita e gli amori.
Il Risorgimento è stato periodo di forti sentimenti, di passioni intense, di slanci violenti: é giovane il protagonista di 1861 Un’avventura italiana messo in pagina da Annalisa Strada e Gianluigi Spini, aderisce agli ideali garibaldini, veste la camicia rossa, guarda all’Italia che sarà con nel cuore Agata, la figlia di un poliziotto borbonico.
Ed è sempre l’amore, ma nell’Italia scossa dai moti insurrezionali del 1821, che anima il bel romanzo, anche in questo caso frutto di un lavoro a quattro mani, di Anna Lavatelli e Anna Vivarelli.

Protagonista di Senza nulla in cambio è Francesco Morselli, l’affascinante ragazzo, figlio di un ricco mercante di stoffe fiorentino, che infuoca il cuore di tante fanciulle.
Alla normalità degli incontri quotidiani, alla vita senza pensieri, si sostituirà un vissuto fatto di cambiamenti repentini, di ricongiungimenti fraterni, di abbandoni, di nuovi incontri.
Il tutto in un’atmosfera che racconta Restaurazione e desiderio di nuovo, sogni e speranze, spesso deluse, di chi crede che sia ormai venuto il tempo di chiamare, l’Italia, nazione.
Il lavoro del tessitore non si ferma di fronte alle difficoltà e se, il 1821, sarà teatro di feroci reazioni alle rivolte, i tempi del cambiamento sono già in essere.
Basta lavorare alacremente di trama e ordito.
Silvana sola
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venerdì 25 febbraio 2011
Garibaldi di Laura e Giovanni
“La stanza è in penombra. Scorgo un ritratto appeso alla parete. Gli occhi azzurri mi fissano dal dipinto. E’ Giuseppe Garibaldi. Un cappellino rotondo, la barba bionda e folta sul volto aperto, la camicia rossa. Pare inquieto, quasi infastidito di dover restare bloccato dentro la tela, lui abituato a navigare sugli oceani di tutto il mondo, correre a cavallo, combattere fino all’ultimo respiro per i suoi ideali.” Lo stile narrativo di Laura è gradevole, la lingua pulita, la narrazione procede armoniosa come letta da una voce di narratrice esperta e sicura. Le immagini di Giovanni sono straordinarie. Suscitano un’attenzione e un’adesione subito sentimentale. La tenerezza e la dolcezza dell’acquerello messe al confronto con la pittura di carattere storico, si pensa alla pittura di Massimo d’Azeglio, le tavole che invece accompagnano l’Avventura, le nebbie degli sbarchi, l’iconografia popolare dell’”eroe”, compongono un registro ricco di riferimenti capaci di raggiungere atmosfere dense di emozione.
Un gran bel libro, un libro meditato, un grande omaggio alla storia d’Italia.
Grazia Gotti
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giovedì 24 febbraio 2011
C’è un canto per gli Italiani

Da mesi stiamo riflettendo sui libri per ragazzi dell’800 e sull’800 nei libri per ragazzi, una riflessione su come “le storie della storia” possano avvicinare i lettori giovani e invitarli a riflettere su quanto la storia passata determini la qualità della vita presente.
E nel presente, accompagnato spesso da polemiche, c’è il nostro inno nazionale, ragione di vanto per alcuni, assoluto non riconoscimento da parte di altri.
Fratelli d’Italia è diventato pretesto e testo per un bel albo illustrato scritto da Serena Piazza e affidato all’abile segno di Paolo d’Altan, un libro illustrato, in catalogo per Rizzoli, che racconta il momento e il luogo in cui “Il canto degli italiani” prende corpo. Era il 1847, una sera di settembre, il testo scritto da Goffredo Mameli arriva nelle mani del dimenticato musicista Michele Novaro, che “appoggia il foglio sul leggio del cembalo e comincia a far correre le mani sulla tastiera…”
Tra la commozione degli amici, Novaro musica le parole che avrebbero fatto battere il cuore degli Italiani. Paolo d’Altan descrive, con un colto bianco e nero i protagonisti dei fatti e, con un' esplosione di colori, le parole dell’inno.
Un libro che mette in giusto risalto un simbolo della nazione come ci ricorda il Presidente Giorgio Napolitano:
“I simboli più significativi della nostra identità di Nazione, come “Il canto degli italiani” di Goffredo Mameli, esprimono l’anelito di unità e di libertà di un popolo. Attraverso questo filo, dal Risorgimento alla Repubblica, si è costruita la comune identità di valori che il nostro popolo custodisce e garantisce con le sue Istituzioni. Anche di questo è fatta l’identità di una Nazione: il sentirsi Nazione nel mondo, riconosciuta e rispettata.”
Silvana Sola
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