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mercoledì 7 dicembre 2016

Calais



Due autori francesi, uno molto popolare, l'altro a me sconosciuto, Pascal Teulade.
Del primo, Emanuel Carrère, si possono leggere le splendide pagine di un reportage scritto "scritto nello stesso modo in cui scriverei un libro", come sottolinea l'autore. 
Pascal Teulade è un signore che ho incontrato a Montreuil nello stand della casa editrice ginevrina La Joie de lire. Era seduto per il suo turno di dediche. Davanti a lui una pila del libro ma nessuno in fila. Sono sempre molto curiosa dei libri di questa casa editrice e mi sono avvicinata per comprarlo e per avere una dedica. È stato imbarazzante spiegargli che non lo avevo letto ma che mi fidavo del lavoro di Francine Bouchet che da trenta anni guida la casa editrice. Ora lo sto leggendo e lo considero fra le buone cose di questo fine anno. Il protagonista si chiama Jonas, come quello della storia antica.
È eritreo e ha quindici anni. Speriamo che qualche editore italiano lo faccia arrivare da noi. 

Grazia Gotti

giovedì 8 settembre 2016

È tornata Sophie!


Grazie all'editore Donzelli è tornato in libreria un classico della letteratura per l'infanzia.
Avevamo già apprezzato l'edizione francese proposta da Seuil illustrata da Sophie De La Villefromoit, ed ora averla disponibile in italiano è davvero una grande gioia.
Lo consiglierò a tante mamme e nonne, accanto ad un altro classico che molte libraie per ragazzi adorano, Leo e Lia di Laura Orvieto.
Bambini protagonisti, mamme coprotagoniste, fra le pagine di due donne sagge, mature, che dell'infanzia preservano il ricordo e  che la restituiscono  in una forma  che ogni lettore bambino, di ogni epoca, può riconoscere. 
I due libri somigliano anche nell'andamento: piccoli capitoli per piccoli accadimenti.


L'avventura di tutti i giorni, cioè la vita, si illumina di tanti aspetti. Nulla di straordinario, meraviglioso, fantastico. Una bambola di cera che si scioglie al sole e perde gli occhi e il rito del suo funerale trasformato in un gioco allegro.
"Così la giornata si concluse in allegria e, quando venne l'ora di partire, Camille e Madeleine chiesero a Sophie e a Paul di rompere un'altra bambola per poter rifare un funerale così divertente". 
Bentornata contessa Sophie de Ségur! Grazie Donzelli editore!
Sarà un mio bestseller di Natale, nonostante il prezzo, 28 euro. Dirò ai clienti che li vale tutti per la storia, la traduzione di Maria Vidale, le illustrazioni, la carta e la confezione.

Grazia Gotti

mercoledì 10 febbraio 2016

L'amore per il teatro


Sono ancora stregata dalle pagine della scrittrice francese Marie-Aude Murail, e scrivere di ciò che ho appena finito di leggere non è facile. Avrei dovuto prendermi tempo, ragionare, esercitare la memoria alla ricerca di altre storie che vedano ragazze e ragazzi appassionati di Teatro. La prima considerazione che affiora è che trovandoci in Francia è estremamente più facile per i giovanissimi pensare a "carriere" nel mondo delle arti, anche in quella circense, come capiterà a un personaggio della nostra storia, un personaggio secondario ma scolpito con maestria. Non siamo a Parigi, ma in una città di provincia dove i ragazzi possono tuttavia incontrare il teatro a scuola. E l'esperienza teatrale può segnare tanto da prendere in esame la possibilità di voler essere attrici o attori. I tre protagonisti, una ragazza e due ragazzi, seguiranno i corsi di un professore di arte drammatica e frequenteranno anche lezioni che consentono di acquisire i primi rudimenti circa il corpo nello spazio scenico. Poi ci sono i testi, i personaggi da interpretare: Nora, Caligola, Cyrano, Lorenzaccio, Ippolito... Ed è sorprendente come le scene del teatro classico entrano nel racconto della Murail. Le battute di dialogo sono esplosioni di senso, affondi di vita, così come i corpi, i piedi nudi, e un torace senza t-shirt, fanno percepire il "sangue", per citare Camus, citato anche nel testo.
La figura del professore è grandiosa, brilla di una luce preziosissima. Un romanzo da far leggere a scuola, nei licei come negli istituti professionali, per aprire una porta che lascia intravvedere la possibilità di accedere a percorsi di studio alternativi, seguendo le proprie passioni e provando a superare anche prove impegnative come le tre che si devono superare per entrare all'Accademia di Parigi, corso triennale per trenta ragazzi, selezionati fra  più di un migliaio provenienti dalle scuole di ogni angolo del paese.
Il romanzo non è solo questo, è anche la celebrazione del sentimento dell'amicizia e del miracolo dell'amore. Ancora una volta una Murail da Oscar, questo romanzo, come già quello precedente, sarebbero straordinari per il cinema.

Grazia Gotti

lunedì 4 gennaio 2016

Gargantua e Pantagruele, giganti d'eccezione


Guagantua e Pantagruel è un testo che vede la luce nel 1532: scritto dal grande umanista François Rabelais è un' importante opera satirica.
Cinque i romanzi che, con una lingua colta, a volte “grassa” e materica, disegnano i vizi della società francese del tempo.
Sofia Gallo, scrittrice capace di creare mondi fantastici e di raccontare il reale, lavora sul testo e costruisce un mirabile affresco dei due giganti.
Giganti. Le avventure di Gargantua e Pantagruele era uscito nel catalogo Nuove Edizioni Romane nel 1999, per volontà di Gabriella Armando.
Illustrato da Chiara Rapaccini il libro racconta le gesta, le grandezze e le miserie di un mondo in cui il cibo è esagerato, fame e abbondanza accompagnano situazioni rocambolesche, folli e paradossali.
In libreria in questi giorni ho pensato che sarebbe il libro giusto per la calza della Befana, ma anche titolo imperdibile per le molte bibliografie che stiliamo assieme agli insegnanti, sicuramente da aggiungere al patrimonio di quelle biblioteche pubbliche che, per ragioni diverse, non lo possiedono ancora.
Lo lessi appena uscito, lo usai per anni in percorsi rivolti ai ragazzi che si muovevano tra storie di cibo, umorismo, testi classici e buoni libri.
Ho nelle orecchie la voce di Giorgio Incerti, regista e attore teatrale, che mi ha accompagnato in questi percorsi e davanti agli occhi il ricordo, che si rinfresca tutte le volte che il testo ritorna, dell'attenzione dei bambini, delle loro risate, della partecipazione attiva ad un ascolto che regala loro occasioni “felici”.
Lo sto rileggendo e condivido con voi l'inizio:
“Era Grangola un bel tipo, burlone e mangione e anche bevitore accanito, ben provvisto nelle sue cantine di vini, prosciutti, bresaola e salami provenienti da ogni terra di Francia.
Grangola giunto alla matura età sposò Gargamella, figlia del re dei Farfalloni, una bella figliola allegra e mangiona anche lei quel che basta...”

Silvana Sola

lunedì 14 settembre 2015

A proposito di Young Adult


L'articolo apparso ieri sul supplemento letterario del Corriere della sera dal titolo Compagni di classe traduttori sul serio, dà conto di una esperienza che ha visto insieme il Liceo classico Galvani, sezione internazionale, di Bologna e l'Accademia Drosselmeier. Una bella esperienza, voluta da insegnanti che la Buona scuola la creano, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Come sia accaduto che gli studenti di un liceo abbiano potuto tradurre un libro per ragazzi francese per conto della casa editrice Il castoro, è facile da scoprire. Passione pedagogica, motivazione didattica, desiderio di relazione mi paiono gli ingredienti che hanno messo in moto il tutto. Non ricordo un progetto a tavolino, né un documento scritto con indicati gli obiettivi. Ricordo l'incontro con una prof. molto interessante,  un incontro con i ragazzi nella storica biblioteca del liceo, dove prima di me erano passati Alessandra Valtieri, traduttrice e docente dell'Accademia Drosselmeier, e David Tolin, libraio di Padova, collaboratore della Cooperativa culturale Giannino Stoppani, grande esperto di libri francesi. Il libro scelto sul quale lavorare è di un autore che coglie al volo il senso del progetto perché Bernard Friot ha un animo pedagogico naturale. I ragazzi lo hanno incontrato e sono andati avanti.
Durante un'edizione di ArteLibro abbiamo promosso un incontro pubblico, straordinariamente partecipato durante il quale i ragazzi hanno letto le storie da loro tradotte, alternandosi alle prof, una delle quali è poetessa.
Mi porto dietro la magia e l'intensità di quell'incontro e spesso quando leggo un romanzo per giovani adulti penso a quei ragazzi, e mi interrogo sul valore delle nostre azioni, su quanto potremmo fare. Il castoro ha accolto il nostro suggerimento di pubblicare il libro e siamo davvero grati alla casa editrice milanese per aver accolto le traduzioni dei ragazzi. Il ragazzo che si chiamava Piero Gobetti era un giovane adulto quando si occupava di Montale e pubblicava La Rivoluzione liberale. Era un giovane adulto Françoise Truffaut quando incontrò l'adulto che lo iniziò al cinema, e gli permise di girare I 400 colpi poco più che ventenne. Il film aveva per protagonista uno dei giovani adulti più belli della storia del cinema.

Oggi è il primo giorno di un nuovo anno sui banchi, auguriamo una Buona scuola a tutti!


Grazia Gotti

venerdì 3 luglio 2015

Un luglio di libri


Eravamo presenti all'annuncio ma non abbiamo capito se e quanto danaro pubblico sarebbe stato messo a disposizione dell'iniziativa. A dire il vero ci è sembrata un'idea somigliante al primo nostro Ottobre, Piovono libri, divenuto poi Il Maggio dei libri. Cambiano i mesi ma non la sostanza. Da noi nessun stanziamento, nessuna legge o decreto, vedremo se la festa francese porterà a nuove politiche. Il Centro Nazionale del Libro Francese fa un buon lavoro: è presente alle fiere internazionali e dialoga con i paesi che fanno circolare libri francesi. Per esperienza diretta possiamo dire che si tratta di un organismo efficiente. La libreria Giannino Stoppani è diventata fiduciaria in questa ultima primavera. Le modalità per diventarlo sono molto chiare, i requisiti esplicitati con raziocinio e pertinenza, i tempi decisionali rapidi. Alla dimostrazione di libri acquistati dagli editori francesi (non solo di alcuni ma in media non superando il 25% per editore) il Centro riconosce il ruolo di libreria speciale e mette a disposizione fondi.


Presentata al Salone di Montreuil, la Festa del Libro per ragazzi mobiliterà, librerie, biblioteche, spiagge, case di vacanza, campeggi, alberghi, piazze di grande città e di piccoli centri.
Anche le iniziative come incontri con Autori, mostre e convegni vengono riconosciute.
Il nostrano Centro per il Libro, diretto da un libraio, sembra essere ritornato a porre l'attenzione al mese di ottobre e ha rivolto il suo interesse verso il mondo della scuola con il progetto Libriamoci. Come libraie per ragazzi abbiamo sempre guardato alla Francia come un modello, atteso che anche dai noi si ragionasse di lettura nel curriculum scolastico e che si promuovessero le biblioteche scolastiche, che le librerie indipendenti si riunissero in associazione riconosciuta come interlocutore importante sia dallo Stato che dagli editori.

Con fatica abbiamo dato gambe per camminare alla nostra Alir, abbiamo dato vita a festival importanti, fondato una scuola per i librai, e ci sentiamo pronte a fare la nostra parte come interlocutori di nuove politiche. (Ad esempio potremmo suggerire alla renziana Buona Scuola di prendere in esame anche l'assunzione di qualche bibliotecario scolastico).
Ora vedremo cosa succederà a luglio in Francia, poi ragioneremo se anche qui, ci metteremo a lavorare sulle spiagge, sotto le tende dei campeggi, armati di una pila, per portare la lettura al centro del nostro risveglio e rinascita culturale.

Grazia Gotti

martedì 30 giugno 2015

A proposito di cibo e di intelligenza



Sui giornali nazionali e sul web è stata annunciata la versione kids della famosa Carta di Milano in occasione di Expo. Presentata dal Ministro Martina, è stata redatta dalla Scuola Holden, gode del tratto che ha dato vita a Stilton ed è pubblicata da Feltrinelli. Accipicchia! I bambini a Expo vestono maglietta e cappellino con immagini riprodotte. Sono felici, entusiasti, come si coglie dalla foto che qualcuno ha pensato di twittare. Da settembre la Carta sarà distribuita a tutte le scuole di Milano. Si tratta di un libro suddiviso in tre parti, racconta l'intera pagina di Repubblica. Di libri per ragazzi e di cibo, parla, invece, con competenza Mara Pace nella sua consueta rubrica.
Fra i numerosi titoli che l'editoria mondiale ha dedicato al tema, non per via di Expo, ma per interesse culturale al tema e per volontà di fare buoni libri, Le voler de sandwichs, pubblicato dalla casa editrice canadese La Pastèque, è una gradevolissima sorpresa. Intelligente, ironico, meravigliosamente disegnato e impaginato, racconta cosa e come si mangia a scuola. Il "piccolo" Marin, che odia quelli che lo chiamano "piccolo", come il direttore della scuola che mangia della orrenda pizza ai peperoni a pausa pranzo, ha genitori amorevoli e amanti del buon cibo. La mamma prepara dei sandwich deliziosi, con tanto di maionese fatta in casa, ricchi e ogni giorno diversi.
La qualità del pane è altresì importante e sottolineata. Ma cominciano a sparire.
Chi sarà il ladro? Vari tentativi per stanarlo vanno in fumo, fino a che la cucina molecolare verrà in aiuto. Geniale! Bella e promettente la storia dell'autore e dell'illustratore.

Grazia Gotti

venerdì 29 maggio 2015

Grégoire Solotareff e il piccolo Cesare



Abbiamo deciso di dedicare una settimana all’editoria francese, abbiamo tolto dagli scaffali gli albi illustrati che da sempre scegliamo per i nostri clienti e li abbiamo disposti in modo tale da dare loro il massimo risalto, abbiamo riguardato il lavoro degli autori e degli illustratori d’oltralpe, abbiamo letto i testi tradotti, attenti alla lingua dei traduttori e alle scelte degli editori italiani.
Abbiamo messo in teca, con l’aiuto di SalaBorsa Ragazzi, alcuni libri che furono oggetto di uno speciale percorso bibliografico e di una mostra datata 1995, abbiamo selezionato i titoli da raccontare ai ragazzi delle scuole che verranno in visita da lunedì prossimo.
E tra i tanti titoli che attestano la ricchezza di un’editoria che cresce lettori ho trovato Cesare, albo in catalogo per Babalibri, scritto e illustrato da Grégoire Solotareff.
Un incontro fortunato con parole e figure che raccontano di un piccolo uccello desideroso di scoprire il mondo, desideroso di vedere il paese d’origine, desideroso di dimostrare il suo coraggio, desideroso di fare sapere a tutti che non ha paura dei coccodrilli.
Un libro quasi “autobiografico” che riporta l’autore, assieme al protagonista della storia, nella sua terra natale.
Un libro divertente, pieno di colore, un colore che si rafforza, pagina dopo pagina, per esplodere nella luce abbagliante della valle del Nilo, nel rosso delle fauci del coccodrillo, nel rassicurante azzurro di un telo da bagno.
“ Mio caro papà 
   nel nostro paese c’è bel tempo,
   Faccio molti bagni e trovo sempre cibo a volontà...”

Silvana Sola

Domenia 31 maggio, la Libreria Giannino Stoppani dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30 accoglierà il pubblico per un'apertura straordinaria. E alle 17.30 Storie dalla Francia, letture di albi Babalibri in occasione dei 15 anni della casa editrice.

mercoledì 27 maggio 2015

Bernard Friot, l’autore che vorrei come amico



Bernard Friot è una persona speciale: colto, aperto, straordinariamente capace di trasferire ai ragazzi, attraverso i suoi scritti, quell’invito al riso civile che ha tanto caratterizzato la produzione letteraria di Gianni Rodari.
Lo abbiamo premiato, nel 2012, con il Premio Orbil (premio assegnato dall’associazione librerie indipendenti per ragazzi) e lui si è generosamente prestato ad un tour che lo ha portato in giro per lo Stivale, felice di poter condividere pensieri e parole con i suoi giovani lettori.
Sono da poco sugli scaffali due nuovi libri: pubblicati in Francia da Flammarion, sono in Italia per merito della casa editrice Lapis.


Libri che uniscono la prosa unica, leggera, vitale di Bernard Friot, la traduzione a firma di Janna Carioli e il lavoro di editing di Luisa Mattia.
Un trio felice, come felici sono le storie “disastrose” di Ben Cardin, undici anni e la sensazione di essere più stupido degli altri.
Una stupidità da guardare con attenzione, perché produce effetti straordinari: a lui il record degli insulti, la palma d’oro per schifezze ingurgitate, per bugie impossibili da sostenere, per un tempo vacanze da riempire, e per molto altro.
Una vita accompagnata da disastri prodotti, ricercati, conservati gelosamente, a volte frutto degli errori degli adulti.
Il libro delle mie vacanze disastrose e degli scarabocchi e Il libro dei miei record disastrosi si leggono con piacere, portano nell’editoria per ragazzi quello humour sottile capace di far sorridere, di appassionare, di parteggiare per un protagonista che offre al lettore un diario da condividere, giorno dopo giorno, parola dopo parola, segni, schizzi, sottolineature, e note compresi.
Grazie allo “scrivano pubblico”, definizione di sé suggerita dallo stesso Bernard Friot.

Silvana Sola

I libri di Friot sono tra le proposte al lettore nelle giornate dedicate all’editoria francese, in lingua e tradotta, di cui trovate qui il programma.

venerdì 22 maggio 2015

Beniamino


Non avevo mai letto la serie di Vincent Cuvellier pubblicata da Biancoenero e sono davvero sorpresa. Qui in Accademia David Tolin è stato un fan di Cuvellier dalla prima ora. Con il personaggio di Beniamino, lo scrittore francese, che presto sarà a Bologna, dà voce ad una infanzia molto credibile e a un mondo intorno altrettanto vicino alla vita. Un realismo venato di uno sguardo tenero, ironico, a volte melanconico.


Mi piace molto Beniamino, come mi piacciono le persone che lo circondano, a cominciare dall'autista dello scuolabus raccontata ne La settima onda. C'è una umana pietà nello sguardo di Vincent che rende più teneri. C'è apertura alle cose del mondo, attenzione, ricerca, curiosità nei confronti degli umani. E c'è uno stile asciutto, rigoroso, con dialoghi essenziali che vanno però in profondità. Apparentemente non succedono grandi cose, ma basta addormentarsi sul bus e bigiare la scuola per un giorno per scoprire la vita che scorre fuori dall'aula. 


O vivere un'esperienza insolita come il matrimonio dei propri genitori, celebrato da un prete di colore è da una sindachessa, due cose che alla nonna anziana e burbera sembrano incredibili.
Una bella scoperta da far conoscere. Aspettiamo Vincent per ascoltarlo a viva voce.

Grazia Gotti


venerdì 15 maggio 2015

La Francia



Dumas, Verne, Malot, George Sand, Alain Fournier, Alphonse Daudet, la comtesse De Ségur, sono autori che sono rimasti a lungo sugli scaffali delle librerie italiane. Alcuni di loro sono stati archiviati, in modo particolare le donne. Penso si potrebbero ristampare con grande vantaggio per il lettore contemporaneo, adulto o ragazzo che sia.
Con questa idea in testa mi preparo alla settimana, anzi ai nove giorni di lavoro, per studiare e divulgare la letteratura francese classica e contemporanea.
Anche Otto giorni in soffitta, come tanti altri titoli della Semaine de Suzette, mirabilmente studiata da Antonio Faeti, era un titolo francese, un titolo amato da diverse generazioni di giovani lettori. Il titolo della nostra iniziativa è un omaggio alla bambina fuggita di casa e accolta in soffitta da tre maschi.
Troppo moderno! Il Minculpop (Ministero della cultura popolare) impose alla collana anche qualche maschio protagonista, specie se aviatore. L'autarchia e il machismo si insinuarono in un'area libera, una Francia da rileggere, insieme ai romanzi contemporanei.
Ringraziamo di cuore  tutti quelli che ci hanno aiutato a promuovere questo maggio francese, non certo rivoluzionario, ma almeno europeista.
Il programma è ricco di proposte, per ogni età, quindi vi aspettiamo numerosi! 
Qui il programma.

Grazia Gotti

lunedì 11 maggio 2015

Omissione di soccorso o Reato di fuga?


Della Passarelli mi aveva parlato appassionatamente di questo libro durante un campo Ibby Italia a Lampedusa. Ne aveva parlato anche ai ragazzi incontrati sull’isola come dichiara nel volume.
La storia era piaciuta ai ragazzi come era piaciuta a me. Oggi il romanzo scritto da Christophe Léon è sugli scaffali per merito delle edizioni Sinnos, con il bellissimo titolo Reato di fuga. Per l’edizione francese era Délit de fuite, omissione di soccorso.
Il titolo è una scelta difficile per un editore, il titolo, assieme alla copertina, è “l’abito” con cui il libro si presenta al potenziale lettore. Titolo e copertina dichiarano il progetto che sta alle base del prodotto editoriale. Altro elemento determinante per un libro tradotto è la lingua italiana usata, è il ritmo della storia che che le parole sono in grado di mantenere.
Federico Appel per me è scrittore, illustratore, editor. Non lo avevo annoverato nella lista dei traduttori.
Ora lo scopro traduttore capace di coinvolgere il lettore in un plot narrativo complesso, in una storia che dibatte temi come legalità e illegalità, sentimento e azioni, viltà e coraggio.
Una storia di scelte, di rapporti tra un ragazzo e il proprio padre, di delusioni, di necessità di vivere relazioni vere, di assumersi le responsabilità del proprio agire, qualunque cosa ciò possa comportare.
Federico Appel incontrerà, da traduttore, i ragazzi del liceo Galvani di Bologna per parlare di questo libro, per confrontarsi con loro, coinvolti, nella loro scuola, in un progetto sperimentale di traduzione.
Questo succederà il 5 giugno all'interno del programma Nove giorni in una soffitta, la settimana dedicata all’editoria francese promossa da Giannino Stoppani Cooperativa Culturale e Libreria per Ragazzi, Accademia Drosselmeier con la collaborazione di Alliançe Francaise di Bologna, SalaBorsa Ragazzi, Biancoenero, Camelozampa, Sinnos, Vitamina. 

Bruno Munari nel saggio Arte come mestiere, Laterza, ci ricorda che un buon libro può aiutare gli adulti di domani ad “un buon comportamento sociale, non nel senso dell’obbedienza cieca e assoluta dei superiori e del timore delle autorità anche se fasulle, bensì al rispetto della propria personalità e di quella degli altri (...) alla possibilità di prendere delle decisioni...”.
Il libro entra a pieno titolo nella nuova selezione dei libri della Biblioteca della Legalità che da Isola del Piano e dalle Marche auspichiamo possa diventare esempio di buona pratica su tutto il territorio nazionale.

Silvana Sola

giovedì 29 gennaio 2015

Lullaby



All'indomani dei fatti di Parigi e in pieno dibattito internazionale  sui temi dell'Islam, del terrorismo e della convivenza fra culture, è apparsa su vari siti francesi la lettera del premio Nobel per la letteratura 2008 J.M.G. Le Clézio a sua figlia all'indomani della grande manifestazione a Place de la Republique. Con parole di una semplicità disarmante Le Clézio apre il cuore a una ragazza entusiasta della marea umana che, unita e calorosa, era scesa in strada l'11 gennaio e le pone il problema della necessità di un lavoro continuo d'inclusione e di ascolto che deve essere fatto verso quelli che definisce gli alienati della società: quelli che ogni giorno incontriamo sul nostro cammino, nella metro o nei corridoi delle scuole; sottolinea la necessità di bloccare la loro discesa all'inferno attraverso un atto di condivisione delle opportunità e di distruzione delle barriere che creano un senso di estraneità all'interno della nazione Francia. 
La stessa disarmante semplicità la possiamo trovare nel suo romanzo breve Lullaby in cui si ritrova lo stesso sentimento di alienazione ed estraneità verso il mondo. Lullaby è una ragazza insofferente e sola che, per sconfiggere questo stato d'animo, compie una scelta: non frequenterà più il liceo e passerà ogni giorno nella natura compiendo un inconsapevole percorso di guarigione. E' vivendo il mare con i suoi odori, colori, immersa nel rumore delle onde che si rifrangono contro le rocce e in uno stretto contatto con la natura che lei ritrova un equilibrio perduto, E' attraverso le carezze del vento che riesce a riconciliarsi con la figura del padre assente.
La scrittura poetica e contemplativa di questo testo riesce veramente ad infondere un senso di pace e ad avere dunque un effetto terapeutico. Il lettore, come la protagonista, perde le proprie radici e si ritrova in una dimensione parallela viva, sana e forte. E se Lullaby riesce, infine, a trovare il coraggio di trovare un centro, rivolgendosi alla speciale figura del prof, Filippi; Le Clézio auspica che la società francese, così come tutte quelle che vivono lo status di società multiculturali, compiano uno sforzo d'inclusione, vadano incontro, riconoscano il disagio, in un atto di profonda apertura verso l'altro.

Bruna Cocciolo
Master - Accademia Drosselmeier

martedì 25 novembre 2014

Letteratura per ragazzi - Decima Arte



Domani a poche fermate di metro (linea 9, direzione Mairie de Montreuil) dal centro della ville lumière, si apriranno le danze della 30° edizione del Salon du livre et de la presse jeunesse, che dal 2011 la Commissione Europea ha fatto rientrare tra i “Festival européen”.
Un programma ricchissimo, nemmeno a dirlo!
Mostre, incontri, dédicace di autori e illustratori francesi e internazionali...
Tra le mostre ricordiamo quella del trentesimo, “Passage”, che vede protagonisti nove tra i più grandi artisti di tutto il mondo: Quaentin Blake, Blexbolex, Serge Bloch, Carll Cneut, Philippe Corentin (forse, il mio preferito! E voi, cosa ne dite?), Elzbieta, Wolf Erlbruch, Jean-François Martin e Kveta Pakovska.
Domani sera la grande festa, aperta agli addetti ai lavori, dopo una giornata tutta dedicata ai bambini, che il mercoledì, almeno gli alunni della scuola primaria, hanno libero!
Non perdetevi le Pepite: una per tutte, per la sezione libri d’arte, lo splendido Tous les ponts sont dans la nature, di Didier Cornille, edito da Helium.


Lunedì la giornata professionale che propone mille spunti di discussione: dai testi di divulgazione ai 50 anni de L’école des Loisirs, dalla letteratura per adolescenti al focus sul lavoro di Olivier Douzou, dalla produzione di libri digitali a quelli d’arte di Palette éditions.
Concludiamo con l’interrogazione/affermazione di cui si discute a Montreuil: Letteratura per ragazzi, Decima Arte, con l’idea, più che di rivendicare l’iscrizione ufficiale in una gerarchia, di dare vita ad una riflessione sull’importanza di quest’arte, delle sue forme, del suo spazio all'interno del mondo della cultura per l'infanzia.
David Tolin

venerdì 10 ottobre 2014

Con o senza occhiali, leggere il Nobel



La letteratura porta spesso a incontri speciali, a intrecci, permette al lettore di stupirsi. 
Sto preparando il mio intervento per un convegno a Torino dedicato ai lettori senza frontiere e nella mia bibliografia figura Caterina Certezza, il libro di Patrick Modiano in catalogo per Donzelli. 
Scelto prima, perché è un bel libro e poi perché la doppia (o tripla o quadrupla) possibilità di vedere le cose di Caterina mi permette di riflettere sulla percezione, sui sensi. Il libro racconta Caterina, la vita a Parigi, gli occhiali, poi la danza, la mamma ballerina a New York e il desiderio di seguirne le orme.
La scrittura di Modiano, da ieri Nobel per la Letteratura, si modella sulle illustrazioni lievi, puntuali, meravigliosamente semplici, di Sempé. Le parole accompagnano le figure che riportano alle parole, in un gioco elegante di rimandi. Caterina vede il mondo attraverso le lenti, un mondo filtrato, reso a volte opaco altre unico, ma lo vede, anzi lo sente, anche attraverso il movimento, nel gesto che fende l’aria, nelle atmosfere sospese di un passo di danza.  Un mondo che le offre tante possibilità di essere.

Silvana Sola

martedì 30 settembre 2014

Una ballerina, un automa e uno splendido teatro


Consegnatoci direttamente dalle mani dell’autore Fred Bernard e dell’illustratore François Roca nello stand di Albin Michel durante la scorsa edizione del Salone di Montreuil, l’abbiamo letto appena in tempo per inserirlo nel nostro catalogo “Infanzia e Danza” (nel catalogo troverete anche uno scritto dell'autore).


La storia di Fred Bernard è, come al solito, popolata di strani individui, bizzarre figure e teneri protagonisti. In questo racconto la piccola Rose, petit rat, come vengono chiamati gli allievi ballerini della scuola dell’Opera, aiutata da Maréchal, un anziano impiegato del teatro che ricorda il nostro Geppetto, rimontano e rimettono in moto un vecchio automa, riuscendo, non senza difficoltà, a farlo esibire in uno spettacolo di danza.
Vero centro della storia è però l’Operà stessa, iniziata a costruire nel 1861 e inaugurata il 15 gennaio del 1875. La Storia rallentò in varie occasione i lavori: la guerra franco-prussina prima, la Comune del 1870, poi.
Attraverso le pitture di Roca, visitiamo il Palais Garnier, iniziando dalla maestosa facciata, passando per gli spogliatoi, i camerini, i magazzini, l’elegantissimo scalone e le sale di ripetizione, fino a giungere nel grande spazio della platea, il cui soffitto (solo nel 1964) fu dipinto da Chagall, e sul palco.
Ancora una perla nel percorso professionale di questa coppia di artisti che collabora da quasi vent’anni (il primo lavoro, La Reine des fourmis a disparu, data 1996). E ora Logos ha portato in Italia questo albo. L’editrice ci ha confessato che ci saranno altre sorprese (che non sveliamo ancora!) per quanto riguarda Bernard/Roca. Quella più vicina, Il pompiere di Lilliputia.
David Tolin






venerdì 5 settembre 2014

Bernard Friot tra Mantova e Padova



Bernard Friot è, in questi giorni, a Mantova al Festival di Letteratura. Due gli incontri:
sabato 6 settembre, ore 10,30: “Storie per la testa e per il cuore”, presso l'Aula Magna dell'Istituto Carlo d'Arco e Isabella d'Este; domenica 7 settembre, ore 11,00: “Insegnare la lettura?”, al Palazzo degli studi – Liceo Classico Virgilio, incontro, quest'ultimo, che lo scrittore divide con Annalisa Strada (modera Simonetta Bitasi).
La discesa in Italia dell'autore francese non termina però a Mantova ma continua, presso la libreria Pel di Carota di Padova dove l'autore, martedì 9, terrà un corso sulla poesia. “A scuola di poesia” è rivolto a insegnati e adulti appassionati a rime, canti e poemi.
Un incontro che farà mettere le mani in pasta, che permetterà agli “allievi” di giocare con le parole, con la lingua, che ha come principale obbiettivo quello di provare, manipolare, inventare, imitare, elaborare, rabberciare… come dice lo stesso Friot, nell'introduzione della sua Agenda du (presque) poète.
Ma la festa continua giovedì 11, e di vera e propria festa si tratta: il 4° compleanno del “rosso” padovano. Per questo giorno, con l'ospite d'onore, Pel di Carota ha organizzato una “promenade” letteraria. Quattro tappe cittadine che ci faranno entrare nelle “stanze” della produzione dell'autore francese attraverso i suoi racconti, le sue poesie (in doppia lingua!) e i suoi albi. Gli invitati, ultima fatica italiana, edita dalla fiorentina Clichy, è infatti la fonte d'ispirazione dell'intera giornata. Ogni tappa della promenade sarà dedicata ai diversi ambienti della casa: il giardino vissuto soprattutto dagli animali, la prima stanza, la sala dei bambini (animato dalle poesie con gli stessi bambini!), la cucina e il bagno...
In libreria, continua poi la festa, dopo la lettura della storia dell'ospitale signora Elena, illustrata da Magali Le Huche.
Non mancate, se siete nei paraggi!
David


venerdì 18 luglio 2014

Dentro la crisi



Nel 2009, quando la crisi economica comincia a mordere al pari e forse più di quella del 1929, esce in Francia Papa et maman sont dans un bateau, di Marie-Aude Murail, ora in italiano per merito di Giunti editore, che  ha cambiato il  titolo e ha avuto il coraggio di dare alla crisi l'onore della copertina. Cinque anni fa, ma sembra ora, e le domande che il libro pone al lettore resteranno per un po'. Con la consueta capacità di sguardo la Murail la scruta questa crisi, nel profondo, dietro le pieghe delle esistenze, e uso il termine esistenza e non vita, allo scopo di distaccarmi dal fluire acritico dell'ordinario per cercare di stare sulle rive dell'esistere , fiume nel cui flusso il soggetto prova ad interrogarsi. 
Non racconto la trama, cerco il senso della storia e provo a trovare le parole per dirlo.  La prima che mi viene in mente è INSENSATEZZA, mancanza di senso, intendo senso dell'umano.
Come ci siamo ridotti? Sembra chiedersi l'autrice. A fogli excel, dove i dati devono seguire le linee tracciate; o siamo lì, o siamo fuori. L'economia ci governa, la multinazionale extraterritoriale decide per noi (se vale per i francesi, pensiamo per noi italiani!). Murail ci mostra tutti i meccanismi ed è davvero geniale nel portarci al fondamento, cioè all'educazione. Il suo occhio si accosta alla scuola dell'infanzia per disegnare la figura di una insegnante, mamma, moglie di un medio dirigente  di una azienda di trasporti  francese appena comprata dagli olandesi. Tutto si fa incerto, precario, e anche se le condizioni lavorative della mamma non sono a rischio, trattandosi di una dipendente dello stato, l'inquietudine non la risparmia. E' una mamma che si sente in colpa per non essere troppo presente con i suoi figlioli, che si occupa di quelli degli altri con scrupolosa diligenza, seguendo i dettami della pedagogia di stato, attenta al bambino competente, misurabile, incasellabile, anche lui, in un foglio excel. Ma basta un piccolo slittamento, un'immagine che porta il nostro desiderio da un'altra parte a mettere in moto il racconto. E' il pensiero di un altrove, di una diversa possibilità di esistenza ad insinuarsi fra i personaggi e a renderli più marcati, più pieni.
Ci sono poi i bambini, gli adolescenti, con i problemi della loro età, tutti mossi con grandissima perizia stilistica e umana. La Murail ci regala un romanzo che spinge alla compassionevole ricerca di giustizia, di libertà, di pensiero critico, per un'esistenza migliore, dentro questa vita dentro la quale cambiare è possibile a cominciare dal nostro sguardo.
Mi ero ripromessa di aspettare Silvana per scrivere insieme su questo romanzo, ma oggi sono tornata sulla spiaggia maremmana nella quale vado da trent'anni e il segno tangibile della crisi mi ha fatto ripensare alla Murail, ma non avendo con me il romanzo non ho potuto fare una recensione puntuale, né citare i nomi dei protagonisti, ma posso affermare che ci siamo tutti noi in questo romanzo, e che i nomi non contano.

Grazia Gotti

martedì 8 luglio 2014

Dovete assolutamente conoscere Marcellino Sassetti e Renato Rastrelli



In libreria sugli scaffali, da pochi giorni, c’è un libro dalla copertina rossa, molto rossa.
Marcellino è il titolo del libro, un capolavoro di Sempé in catalogo per Donzelli.
Avevo scoperto il libro a Roma, l’autunno scorso, assieme al gruppo del Laboratorio d’Arte del Palaexpo, in occasione della preparazione di I nostri anni ’70.
L’edizione era del 1972, editore Milano Libri.
Nella traduzione Marcellin Caillou era diventato Matteo Sassolino.
Ma chi è Marcellino (Marcellin Caillou, Matteo Sassolino...)?
E’ un bambino che diventa rosso senza motivo: non per timidezza, ma per uno strano gioco del destino.
Destino piuttosto inclemente con il piccolo Marcellino che si muove nelle pagine, straordinariamente bianche, portandosi appresso il suo disagio e diventando sempre più solitario.
Finché un giorno la sua solitudine incontra un’altra solitudine, quella di Renato, un bambino che starnutisce senza raffreddore.
Ora la loro è una bellissima solitudine a due: rossore e starnuti sono un’ottima compagnia.
E Marcellino e Renato crescono uno accanto all’altro fino al giorno in cui, un trasloco e un indirizzo mancato, determinano la loro separazione
Il libro, che ci regala una delle tante prove di grandezza di segno e pensiero che caratterizzano Sempé, è un omaggio all’amicizia, è un canto alla condivisione, è una lieve e poetica storia di differenze e di condivisioni.
Un bel libro per tutti.

Silvana Sola

giovedì 3 luglio 2014

Divagazioni estive, pigrizia e disordine



Mentre le palline del tennis rimbalzano sul prato di Wimbledon, per non sentirmi troppo in colpa per la distrazione che mi concedo, cerco di mettere in ordine. Mettere in ordine i libri in realtà vuol dire stare in loro compagnia, prenderli dai tavoli, dai ripiani, e spostarli da altra parte. In pila quelli da leggere per "lavoro", cioè quelli per ragazzi, e tutt'intorno quelli da leggere e basta.


Sono momenti magici: ecco ritornare in vita libri comprati sulle bancarelle sotto l'impulso del momento, certa che saranno i primi ad essere letti non appena rientrata in casa. Poi la vita, il suo scorrere, una telefonata, le zucchine da raccogliere, gli indumenti da lavare (che orrore!) mi distraggono e i libri restano dove li avevo messi. Da un po' di  tempo c'è un libro che non perde occasione di mostrarsi. Si tratta di un libro francese pubblicato da Albin Michel nel 2005, un libro su Socrate, ospitato in una collana che presenta Sagesses et Malices di Confucio, dell'antica Cina, della Persia, della tradizione ebraica, africana, araba, solo per citare alcuni titoli. Questo su Socrate, il solo che possiedo, è illustrato da Stéphane Blanquet, una interessante autrice di fumetti e filmaker.


Un altro greco appare sullo schermo e mi distrae dalla lettura di questo magnifico piccolo libro che porta la firma di tre autori. Il tennista è giovanissimo, 19 anni, ha battuto Nadal e ora ha di fronte Raonic. Tutti parlano di lui, vedremo...
Intanto leggo delle parti del libro: l'Elogio della povertà, il Vero, il Bello e il Buono, il Metodo, un po' di Logica, la morte del Saggio. Il greco-australiano a Wimbledon è sostenuto da un gruppo di ragazzini, un po' caciaroni per lo stile Wimbledon. Ma intanto ha vinto il primo set! 
Il libro francese per ragazzi è straordinario! Elegante, bella carta, grafica elegante e tante parole magistrali, ben formulate, precise, come i colpi del giovane tennista. Osservando il disordine mi torna in mente un libro per bambini che non ho mai letto e che ora vorrei qui fra le mie pile.


Si tratta de Il re del disordine, pubblicato da Einaudi, opera della grandissima traduttrice letteraria Floriana Bossi. Ha tradotto grandi libri, ma sulla rete non c'è una riga di biografia.
Ecco le mie divagazioni sono terminate. Ora mi metto a seguire la pallina, senza sensi di colpa.

Grazia Gotti