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lunedì 9 gennaio 2017

La letteratura per gli adolescenti


Ho letto molti romanzi per adolescenti nell'arco di trent'anni. Ne sto scrivendo per cercare di registrare cambiamenti, per capire qualcosa di questo nuovo genere. Come librerie specializzate abbiamo appena preso la decisione di includere la letteratura per adolescenti come nuova sezione del  premio ORBIL.
Nei trenta anni che abbiamo alle spalle, dalle prime collane specifiche, che purtroppo non hanno avuto una lunga vita, sono nate esperienze importanti, prima fra tutte il festival specializzato, Un mare di libri, promosso dalla libreria riminese Viale dei ciliegi, sostenuto dalla casa editrice Rizzoli.
Il festival coinvolge molti giovani e fa loro incontrare autori italiani e stranieri. 
C'è poi l'esperienza di Hamelin, l'associazione bolognese che oltre ad occuparsi di fumetto è particolarmente impegnata a diffondere la letteratura fra gli adolescenti.  
In ragione di questa vitalità, avevo allentato il mio impegno a leggere questi romanzi, come se l'impegno di altri mi esonerasse dall'essere sempre sul pezzo. Ho perduto molti buoni romanzi, a leggere le critiche, le presentazioni che si trovano sulle riviste specializzate. 
Da un po' di tempo ho ricominciato e lo faccio allo scopo di richiamare alla memoria le mie letture di un tempo e di fare raffronti. 
Ieri ho letto il romanzo di Antonio Ferrara pubblicato da San Paolo, Zo', nickname di Lucio, il giovane protagonista. L'idea non è male, tanti ingredienti sono mescolati insieme, e in cima a tutto 
l'eco di un nume tutelare, il grande scrittore americano Mark Twain. 
Ma non c'è solo la letteratura a fare da filo rosso al racconto, anche il cinema si infila nelle pagine.
Tante, forse troppe, sono le citazioni cinematografiche e a mio parere distraggono il lettore. 
Molti film sono patrimonio dell'immaginario di lettori della mia età e ho dubbi che siano suggerimenti tanto forti da indurre il giovane lettore a diventare cinefilo. Poi c'è il teatro, il suo linguaggio, e la musica. L'algebra è noiosa, ma per fortuna c'è l'amore a riparare al disagio, alla fatica di crescere. Poi c'è la Morte, evocata, raccontata, messa in scena. Una foto di un giovane che ha trovato la morte in  motorino fa scuotere il cuore, mentre l'apparire del suicida con la testa bianca fa venire in mente Un Lupo mannaro americano a Londra, del grandissimo, geniale John Landis.

Grazia Gotti

venerdì 16 dicembre 2016

Adolescenti



Oggi in Accademia Drosselmeier cominciamo a prendere in esame la letteratura young adults.
Giovani adulti, si cominciò a chiamarla in questo modo traducendo gli anglosassoni.
Abbiamo strumenti per cominciare: un percorso bibliografico pubblicato nel 1995 e la rivista Hamelin che dedica al tema il numero uscito a marzo 2016.
Nel primo strumento, che ha per titolo la celeberrima domanda del giovane Holden, troviamo un intervento di Antonio Faeti. Per prendere le mosse da questo dobbiamo predisporci ad immergerci nel mare della Letteratura, non solo in quella per ragazzi. È un buon esercizio; richiede tempo e dedizione. Anche la rivista Hamelin ha riusato la celeberrima domanda di Holden, togliendo però il punto interrogativo.
Dove vanno le anatre d'inverno è diventato piú assertivo, l'introduzione è a cura di Nicola Galli Laforest, ed è una breve introduzione all'editoria per giovani adulti.
Dal 1995 ad oggi tanti sono i libri che abbiamo letto. Il corso è un'occasione per ricordarli, per porsi delle domande, per redigere un indice provvisorio di un libro che potrebbe intitolarsi Dopo Holden.

Grazia Gotti


lunedì 8 febbraio 2016

Non è facile vivere a Marle


Aveva ventinove anni Aidan Chambers quando, davanti ad una classe refrattaria alla lettura, chiese loro come avrebbero dovuto essere i libri che avrebbero voluto leggere.
Abituato all'ascolto, Aidan Chambers fece tesoro dei suggerimenti dei suoi studenti e, nel 1968, diede alle stampe un romanzo breve che attestava la sua volontà di diventare scrittore.
“Era da quando avevo quindici anni che cercavo di essere uno scrittore... Quando lessi la lista fatta dai miei allievi pensai: io voglio essere uno scrittore ma non riesco a farmi pubblicare. I miei allievi non riescono a trovare libri che vorrebbero leggere. Perché allora non scrivo un libro per loro, un libro come quelli che dicono di volere?...”


Nasce così Marle, il libro ora in Italia, in catalogo per Rizzoli, con il titolo Ombre sulla sabbia.
Lo traduce Beatrice Masini che, con la sua lingua limpida, è capace di creare atmosfere, decrivere luoghi e delineare personaggi, rispettando la voce dell'autore.
Abile cercatrice di parole porta il lettore alla scoperta delle vite di due adolescenti che hanno condiviso tutto fino al momento delle scelte del dopo. Un dopo ordinario e già definito, dentro le geografie conosciute, o straordinario, perché capace di mettere in evidenza il nuovo anche dove non è dichiarato. Aidan Chambers traccia, con questo romanzo breve, il futuro itinerario letterario nel quale ci riconosciamo, sempre.

Silvana Sola

giovedì 10 settembre 2015

Letteratura YA


"La giovinezza gli appare come un inutile rogo di allegria e angoscia".
A pag 237 del romanzo di Paola Predicatori questa frase mi fa fermare nella lettura per prendere la matita e scriverla sul taccuino. Non lo faccio spesso, ma mi capita. 
Mi capita se leggo Shakespeare, con certe battute di dialogo o con Amleto quando spiega come si sente quando sta male. Giovinezza, allegria e angoscia che bruciano insieme, l'immagine mi piace molto. Ripenso a Shakespeare in un piccolo passaggio quando Ascanio, insolito nome  per un romanzo contemporaneo per giovani adulti, che comincia con la A come Amleto, sottolinea che è passato poco tempo da un lutto e la madre già ha un nuovo compagno, anche se non ci sono banchetti, perché oggi si va a vivere sotto lo stesso tetto anche senza celebrare il matrimonio. La battuta di Shakespeare è micidiale, ricordate? Si banchetta con i resti del banchetto del funerale. Il lutto, e la sua elaborazione, è uno dei temi del romanzo ed è tenuto con maestria, tanto da suscitare commozione. Ascanio ha diciotto anni, famiglia classe media, studente. Intelligente, bravo in matematica, circondato dagli amici, carino, quindi senza problemi con le ragazze. Tutto normale, di quella normalità che fa dire "cesso" o " ritardata"  a una nuova ragazza nuova della classe che non risponde al canone.
Accanto a questa gioventù ne scopriremo un'altra, oggi definita Neet, non coinvolta nello studio, senza lavoro e fuori da un percorso formativo. Ascanio è sospeso fra questi due mondi e non sapremo come finirà. Vogliamo metterci anche l'amore?
Anche qui non si può che essere sospesi. Facile trovare una ragazza con cui passare il tempo, con cui fare sesso, ma  scoprire e dominare le emozioni è un'altra cosa.
C'è Adele, anche lei che inizia con la A, e un'altra che se ne è andata a Londra.
Un altro filo da seguire è il viaggio, dalla gita domenicale alla scoperta di una grande città, ad un viaggio fra le città della nuova Europa. Intreccio di idiomi, di persone, gesti più di parole: la muta solidarietà di un tassista di notte, l'asciutto vocabolario di un caporale dell'edilizia, e le parole dei viaggiatori che si fermano nell'ostello presso il quale Ascanio lavorerà per qualche tempo. Non dico nulla di più. È troppo presto, ho finito da poco la lettura, volevo solo comunicare ai nostri affezionati lettori che siamo di fronte ad un romanzo per giovani adulti che tenta di fare letteratura, quel genere di scritto dove non si vede l'imbastitura, dove le cose non sono scontate, dove il lettore è chiamato sì a emozionarsi, ma anche a pensare. Leggo con piacere che il precedente romanzo dell'autrice è stato tradotto in diversi paesi. Me ne rallegro e per sapere qualcosa di lei rimando all'intervista di Agata Diakoviez.

Grazia Gotti

venerdì 12 giugno 2015

Prima domanda: Dove vanno le anatre d’inverno? Seconda domanda: Ci sono ancora le anatre a Central Park?


Diversi anni fa ci interrogammo sulla lettura per adolescenti e decidemmo di titolare la riflessione e la bibliografia che ne seguiva Dove vanno le anatre d’inverno? prendendo in prestito la domanda che, nel grande romanzo di Salinger, il giovane Holden si fa, mentre attraversa Central Park.
Tra i libri suggeriti mettemmo capolavori letterari raccolti in collane come “Gaia”, “Ex libris”, “Frontiere”, “I Delfini, Supertrend”.
Romanzi straordinari, alcuni spariti nel meccanismo editoriale che porta all’oblio, altri fortunatamente destinati a nuova vita in altra veste, con altra traduzione e titolo.
Nella pubblicazione Antonio Faeti ricordava che gli adolescenti “abitano un tempo che a noi adulti appare indecifrabile, perché accumula pause immense, stentoree frenesie, dilatazioni e restringimenti”, un tempo altro al quale noi, gli adulti, possiamo rispondere con proposte letterarie di altissima qualità.
Ed è pensando ai punti di riferimento alti che voglio condividere una lettura che non nasce per coloro che chiamiamo giovani adulti, ma che alcuni di loro sicuramente leggerebbero con piacere, con passione, forse anche voracemente, o meglio con il giusto tempo della lettura.
Il libro mi è arrivato in regalo da Silvana Amato che ha firmato il bel progetto grafico del volume: un libro, con una veste grafica elegante, un romanzo potente, doloroso, vitale, capace di parlare di nascita, morte e rinascita, di analfabetismo sofferto e di riscatto attraverso la prosa ricercata di Miguel Bonnefoy, giovane autore parigino, con madre venezuelana e padre cileno.
L’opera prima dello scrittore ventinovenne è un omaggio al Sudamerica, un omaggio che si esprime nella geografia dei luoghi raccontati e nel riferimento ad una forma narrativa che chiama in causa il realismo magico dei grandi maestri.
Il meraviglioso viaggio di Octavio è in catalogo per 66nhand2nd.
Per la copertina è stata scelta una bella illustrazione del tedesco Martin Haake.
Silvana Sola

Vi ricordiamo che questo fine settimana avrà luogo il Festival Mare di libri a Rimini. 

giovedì 11 giugno 2015

Ancora Giovani Lettori


In attesa del Festival di Rimini ritorniamo sul tema sollecitati dalle pagine di ieri del quotidiano La Repubblica dedicate alla Letteratura Young Adult. Si sostiene che gli adolescenti siano lettori forti e che l'editoria sia stata salvata proprio dai romanzi scritti per loro. Pare che anche i genitori (quelli che leggono) siano incuriositi dalla letteratura che i figlioli leggono con avidità. Ci si chiede se questo non significhi perdita di "Adultità". Io l'ho pensato in alcuni casi, ad esempio nel caso di Harry Potter, ma anche Nel cane ucciso a mezzanotte, in Inghilterra uscito come libro per ragazzi, qui pubblicato da Einaudi adulti. Sempre nell'articolo citato, Alice Bigli, della libreria per ragazzi di Rimini, auspica che il mondo della scuola si apra al contemporaneo.
A questo proposito penso che la scuola italiana lo abbia fatto con Ammaniti, Grossman, Pennac, solo per citare alcuni autori molto letti, o, meglio, molto prescritti.
Certo se le prof e i prof prendessero a frequentare anche i grandi autori per ragazzi, forse avremmo qualche lettore in più. Ma, a mio avviso, ora dovrebbe succedere un miracolo: che la scuola elementare si rimettesse al lavoro per formare dei lettori forti, per allargare la base dei lettori forti, quelli che si muovono su più piste, che passano da un genere all'altro, quelli che quando scoprono un autore nelle loro corde poi lo leggono tutto. Quelli che vanno nelle librerie a curiosare, accompagnati dai genitori (sempre lettori) e fanno  provviste per le vacanze.
È il lettore giovanissimo, quello che contrae il morbo prima possibile, che rimane lettore. In mezzo ci passano gli occasionali, quelli che hanno letto solo Stilton, più per imitazione e conformismo che per una genuina passione. Il lettore ostinato, come lo definiva Antonio Faeti, in un lontano saggio, si muove spinto dalla curiosità, dal desiderio, dall'individualismo e dall'anarchia. Certo incontra anche i lettori di un bestseller o un fenomeno, ma poi continua tutti i giorni, per tutta la vita, a cercare i libri di cui sente il bisogno.
Ho letto Lettori si cresce con la copertina di Lorenzo Mattotti. L'ho letto tutto di un fiato, appena uscito. Non ho sottolineato niente, nemmeno fatto orecchie per ritrovare le pagine. Non ricordo quasi nulla, o ero molto stanca, o non era il libro per me.
Proverò a ragionarci ancora nei prossimi giorni, dopo il Festival Un mare di libri.
Penserò anche al Papa lettore de La Schiappa. Del protagonista del libro famoso ricordo che va in chiesa alla domenica.

Grazia Gotti