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venerdì 11 settembre 2015

Festival di fine estate e d'autunno


Ieri, tornando a casa dal Festival Letteratura di Mantova, pensavo alla quantità e qualità di appuntamenti che da ora e per tutto l'autunno animano il Paese.
Per chi si occupa di libri e bambini, e più in generale di cultura dell'infanzia, le occasioni sono davvero tante. Il programma promosso dalla libreria Il Castello di Carta e curato dalle ragazze di Vignola, Milena Minelli e Sara Tarabusi, entrambe allieve dell'Accademia Drosselmeier, mi procura una quieta e pur intensa felicità, quel tipo di felicità che non si contenta di un semplice "Mi piace", ma che necessita di prolungamenti sia di azione che di pensiero. Lo scorro, appuntamento per appuntamento, e vedo delinearsi un orizzonte vasto, costellato di tanti elementi che vanno in diverse direzioni. E' un programma che palesa una matura indipendenza di pensiero, una volontà di confronto, un'apertura che non sempre riscontro. Anche i programmi dei festival sono dei “testi” e come tali si dovrebbero interpretare. Per me non è solo la quantità di eventi, che certo sono importanti e danno il senso della capacità di lavoro, della forte spinta all'impegno, che qualifica un festival, ma la sua nascosta intelaiatura. Se poi si considera che non ci troviamo di fronte ad una organizzazione ma a libraie il cui impegno primo è mandare avanti una libreria, ecco che il disegno di questo festival, almeno ai miei occhi, si colora di molti significati. Ci sono tanti incontri che mi interessano e cercherò, in accordo con la mia agenda di lavoro, (la nostra settimana dedicata all'arte) di seguirne il più possibile. La personale felicità consiste nell'essere stata invitata a presentare un mio lavoro, ma la più piena felicità e quella di poter andare da loro per continuare ad imparare. Non c'è maggiore soddisfazione per un pedagogista o pedagogo del confronto con gli allievi.
Poi viene ottobre, fiera di Francoforte, Festival Tuttestorie in Sardegna, Segni d'Infanzia a Mantova, il convegno fiorentino sulla lettura a scuola, poi Sarmede. Quanta roba!


Grazia Gotti

martedì 28 luglio 2015

La voce delle immagini racconta il sentimento


Vorrei essere un'illustratore e poter godere dell'occasione di incontro con Jimmy Liao in un workshop organizzato nell'ambito del programma del festival Tuttestorie a Cagliari, l'11 ottobre prossimo.
Ma non sono un'illustratrice, seguo il lavoro di Jimmy Liao da anni, ho avuto l'onore di scrivere la postfazione al suo libro La voce dei colori.
L'opera di Jimmy Liao, pluripremiato artista di Taipei, è poetica, coinvolgente, capace di raccontare la vita, quella delle gioie del quotidiano, ma anche quella del dolore, dell'assenza, del vuoto, con rispettosa leggerezza.
Nel suo lavoro sono dichiarati i sentimenti, gli incontri, le amicizie, forse gli amori.
Ma nei suoi libri si parla anche di disabilità e di morte.
E' dedicato ai ragazzi che non si sentono in sintonia con il mondo Una splendida notte stellata, il racconto illustrato in catalogo per le Edizioni Gruppo Abele, nella collana “i Bulbi dei piccoli”.
Racconta di una bambina e della sua solitudine, racconta di un nonno che non c'è più, racconta di un incontro che cambia la vita.
Con parole semplici e delicate, con un'espolosione di colori che mette in campo tutte le soluzioni cromatiche possibili, Jimmy Liao parla della vita e guarda al mondo dell'arte, quell'arte necessaria a gioire della bellezza, a cercarla, a trovarla e condividerla.
Mette sulle pareti possibili opere di Magritte, propone la potenza del lavoro di Georgia O'Keefe, assieme alle notti stellate di Van Gogh.
Un libro che parla dell'importanza delle relazioni, dello scambio, un libro che dichiara la potenza dell'immagine e l'atto dell'illustrare come una continua rinascita.
Il prossimo libro Se potessi esprimere un desiderio, uscirà sempre per i tipi delle Edizioni Grupppo Abele, in occasione della manifestazione cagliaritana dedicata ai ragazzi.
Silvana Sola



martedì 2 dicembre 2014

Figure e parole dello Sport a Roma


Se non ci fosse l’atletica, lo sport forse non esisterebbe. E’ la base, la radice, le fondamenta su cui  si è costruito l’attuale grattacielo. Il blocco di partenza, per restare nel linguaggio specifico di quella disciplina. Il big bang dal quale tutto ha preso le mosse. Fa bene ricordarlo a chi lo avesse dimenticato. Non a caso, lo stàdion fu la prima e unica gara della prima Olimpiade, nel 776 a.C. e rimase così fino alla 18esima edizione, nel 708 a.C. quando si aggiunsero la lotta e il pentathlon. All’esordio vinse, secondo la tradizione, un certo Koroibos, che di professione faceva il cuoco. Lo stàdion si correva su una misura lineare corrispondente a 600 passi greci (192 metri e 27 centimetri), per la quale ci si era ispirati, secondo il mito, alle orme lasciate dal piede di Ercole. Spesso è la sola competizione per la quale è stato tramandato il nome del vincitore. Questo fino alla 254esima edizione, nel 237 d.C. Dopo di allora, sempre non a caso, l’Olimpiade remota prese la strada della decadenza. Dunque, l’atletica come prima genitrice dello sport contemporaneo. Del resto, basterebbe osservare con occhio indagatore i movimenti dei campioni attuali per scorgere l’uomo antico e fare così un balzo di millenni indietro nel tempo. L’uomo delle caverne correva per sfuggire agli animali che lo avevano scelto come preda; saltava in alto e in lungo per superare un ostacolo; lanciava un ramo appuntito come fosse l’odierno giavellotto per colpire una belva da distanza di sicurezza e poi ricavarne nutrimento; balzava da una pietra all’altra per attraversare un fiume creando in questo modo i presupposti di quello che oggi chiamiamo il salto triplo. Insomma, per farla breve, l’atletica è studio dell’uomo, delle sue origini, della sua evoluzione e della sua storia. Fino a diventare, da esercizio fisico legato alla sopravvivenza, divertimento del corpo o prova di abilità con se stesso e con gli altri...

Con le parole di Marco Franzelli, autore nel catalogo della mostra del pezzo "Se non ci fosse l'atletica", e le immagini di Giuseppe Palumbo, invitiamo tutti all'inaugurazione di "Sport. Figure e parole dai libri per ragazzi", che dopo Bologna e Biella approda a Roma, nella manifestazione "Pesi Massimi. Le regole del gioco" organizzata da Teatro Verde, in collaborazione con Roma Capitale e Regione Lazio.
La mostra aprirà i battenti domani, mercoledì 3 dicembre a Villa Pamphilj, Teatro Scuderie Villino Corsini (via San Pancrazio, 10) e sarà visibile fino al 28 gennaio 2015.

La redazione Zazienews


martedì 25 novembre 2014

Letteratura per ragazzi - Decima Arte



Domani a poche fermate di metro (linea 9, direzione Mairie de Montreuil) dal centro della ville lumière, si apriranno le danze della 30° edizione del Salon du livre et de la presse jeunesse, che dal 2011 la Commissione Europea ha fatto rientrare tra i “Festival européen”.
Un programma ricchissimo, nemmeno a dirlo!
Mostre, incontri, dédicace di autori e illustratori francesi e internazionali...
Tra le mostre ricordiamo quella del trentesimo, “Passage”, che vede protagonisti nove tra i più grandi artisti di tutto il mondo: Quaentin Blake, Blexbolex, Serge Bloch, Carll Cneut, Philippe Corentin (forse, il mio preferito! E voi, cosa ne dite?), Elzbieta, Wolf Erlbruch, Jean-François Martin e Kveta Pakovska.
Domani sera la grande festa, aperta agli addetti ai lavori, dopo una giornata tutta dedicata ai bambini, che il mercoledì, almeno gli alunni della scuola primaria, hanno libero!
Non perdetevi le Pepite: una per tutte, per la sezione libri d’arte, lo splendido Tous les ponts sont dans la nature, di Didier Cornille, edito da Helium.


Lunedì la giornata professionale che propone mille spunti di discussione: dai testi di divulgazione ai 50 anni de L’école des Loisirs, dalla letteratura per adolescenti al focus sul lavoro di Olivier Douzou, dalla produzione di libri digitali a quelli d’arte di Palette éditions.
Concludiamo con l’interrogazione/affermazione di cui si discute a Montreuil: Letteratura per ragazzi, Decima Arte, con l’idea, più che di rivendicare l’iscrizione ufficiale in una gerarchia, di dare vita ad una riflessione sull’importanza di quest’arte, delle sue forme, del suo spazio all'interno del mondo della cultura per l'infanzia.
David Tolin

mercoledì 8 ottobre 2014

La voce dei librai nella Torino dei libri


Torino, lo scorso fine settimana, offriva un clima mite, adatto anche alle passeggiate notturne.
Particolarmente adatto a camminare sotto i portici che hanno ospitano l’ottava edizione di Portici di Carta.
Centoventi librerie per l’edizione dedicata a Dino Campana, in occasione dei cent’anni dalla pubblicazione dei Canti Orfici. Sul successo della manifestazione un piccolo neo dovuto all’errore nella scelta della fotografia del manifesto che avrebbe dovuto rappresentare Campana ma, nella realtà, porta alla ribalta un suo compagno di liceo.
Un neo perfetto per una nuova storia da raccontare, con serenità, sorridendo di riso civile.
Domenica scorsa un incontro tra librai, tra reti di librai che si interfacciano con bibliotecari, editori, scrittori, lettori, un incontro di grande civiltà.
Non esercizi egotici di autoesaltazione, ma fotografie di realtà che provano a creare “comunione”, comunione di intendi e di azioni per fare cultura, per esercitare al meglio il proprio lavoro, per promuovere il libro e la lettura.
Al tavolo associazioni che rappresentano librai di varia e librai specializzati per ragazzi, librerie del mare, librai indipendenti che per sopravvivere hanno dovuto ridurre i loro spazi di vendita, altri che contano la riduzione dei numeri degli iscritti perché la crisi, le trasformazioni, l’assenza di una politica attenta al ruolo delle librerie, miete vittime.
Si è citata spesso la legge francese, la legge tedesca, la volontà di agire in ambito europeo perché una rete coesa, che porta avanti istanze economico-culturali, può illuminare la strada.
Si è parlato di sconto, di campagne e il pensiero condiviso va nella direzione dell’abolizione di una scontistica selvaggia, alla quale sostituire l’offerta di un’alta professionalità e servizi.
Tutti uniti nel ribadire che il volontariato, indicato spesso dai politici e dai media come una risorsa per la sopravvivenza della cultura del nostro paese, non è la soluzione ad un’assenza di strategia: il volontariato si inserisce in un sistema che funziona, non supplisce alla mancanza di risorse umane e di pensiero.
Concordi tutti nel pensare che una legge sul libro e sulla promozione alla lettura debba tenere conto della rete del libro, ma nei fatti, non nelle dichiarazioni di intenti.

La mia bella giornata torinese finisce con la lettura di un libro, Storia di una maestra, di Josefina Aldecoa, in catalogo per Sellerio, suggerito da una libraia nell’anima, con in tasca il libro di Cristiano Cavina, Inutile Tentare Imprigionare Sogni, uscito lo scorso anno per i tipi di Marcos y Marcos, da rileggere, e con la soddisfazione di portare a casa una raccolta delle annate del settimanale satirico illustrato Becco Giallo, nato in opposizione al Fascismo, nel 1924.

Silvana Sola

mercoledì 17 settembre 2014

Passa la Parola, in anteprima


Tra Modena e Carpi ha inizio venerdì prossimo, 18 settembre, la quarta edizione del Festival Passa la Parola, curato dalle libraie della vignolese Castello di Carta. Numerosissimi gli ospiti, tantissimi gli incontri, le letture, gli spettacoli, i reading.
Per i piccolissimi, Nicoletta Costa e il suo Giulio, Nicola Grossi, Alessandro Sanna e Alessandro Riccioni, Sabrina Giarratana e Paolo Domeniconi.
Per i bambini delle elementari, ricordiamo solo, l'autore e illustratore francese Yvan Pommaux, Roger Olmos, Andrea Valente e Paolo di Paolo.
Per le medie una per tutti, Chiara Carminati con il suo ultimo romanzo, Fuori Fuoco, mentre per gli over 15, il collettivo Wu Ming.
Tra le mostre rammentiamo solo quella di fumetti, presso la biblioteca Delfini, di Vanna Vinci e Zero Calcare, mentre tra degli spettacoli vi consiagliamo di andare domenica a Carpi per il finale poetico e musicale di Jorge Lujàn e Tersa Porcello, A filo di cielo.
Il programma è però molto più vasto e vi consigliamo di guardarvelo sul sito del festival, o seguire la pagina facebook.
Intanto vi invitiamo domani, mercoledì 17 alle 17, all'anteprima del Festival, per la presentazione del testo I nostri anni '70, per scoprire uno dei decenni più vitali e rappresentativi dell'editoria italiana per ragazzi, per parlare di editori, autori, illustratori e libri che hanno fatto grande il nostro paese nel mondo.
L'incontro avrà luogo presso la Sala Conferenze della Biblioteca Delfini (Corso Canalgrande 103, Modena). Al tavolo: le curatrici Silvana Sola e Paola Vassalli e l'editore Marzia Corraini.

La redazione
Zazienews