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giovedì 6 ottobre 2016

La storia della letteratura per l'infanzia


L'anno accademico 2016-2017 dell'Accademia Drosselmeier vedrà un approfondimento della storia della letteratura italiana per l'infanzia. Si leggeranno testi di autori del passato accanto a romanzi contemporanei.
Di una scrittrice del passato, Emilia Villoresi, traduttrice della serie di Bibi, aspettavo da anni notizie. Purtroppo il lavoro qui presentato non prende in esame i romanzi a me cari, ma le lettere che Karin Michaelis inviò alla sua traduttrice italiana sono di grande interesse storiografico. Peccato non avere quelle che scrisse la Villoresi. 


Anche Giuseppe Fanciulli è un autore di grande interesse, si leggeva fino a pochi anni fa, in catalogo per Giunti. Poi faremo elenco degli ottuagenari, Teresa Buongiorno, Vanna Cercenà, Milo Milani e rileggeremo Laura Orvieto e Beatrice Solinas Donghi. 
Tradizione e rinnovamento? Nani sulle spalle dei giganti. Come ci orientiamo? Cosa ci guida?

Grazia Gotti

venerdì 6 febbraio 2015

Illustrazione all'Accademia Drosselmeier





Ieri è cominciato il modulo dedicato all'illustrazione: dopo la mattina dedicata a Alice nelle figure, nel pomeriggio il gruppo, condotto da Marcella Terrusi, ha analizzato nuovi Silent Book provenienti da tutto il mondo e ha "giocato" a fare una giuria.
Il vincitore è il lavoro di Marla Freeze, il secondo uno straordinario albo gigante di Tadayoshi Kajino per Lirabelle.

La redazione




mercoledì 4 febbraio 2015

The velveteen rabbit: giocattoli e illustrazione



Termina il modulo sul giocattolo all'Accademia Drosselmeier, lasciandoci innumerevoli spunti di riflessione.  Per prima cosa dobbiamo domandarci se il nostro sia un tempo che permette ai bambini di affezionarsi ad un pupazzo, o ad un oggetto. Le esigenze legate alle fasi della crescita rimangono sempre le stesse, ma ci rendiamo conto facilmente che oggi non collimano con le esigenze di mercato: gli spazi sono sempre più piccoli, i tempi si accorciano, il gioco è forte strumento di propaganda culturale e sociale, animato sempre più da stereotipi uniformanti. Se però proviamo ad indagare la letteratura troviamo una fiaba, scritta da Margery Williamson Bianco e pubblicata per la prima volta nel 1922, che ancora oggi viene letta in tutto il mondo: The velveteen rabbit (trad. italiana Il coniglietto di velluto, Macro Edizioni, 2007). Protagonista un coniglietto di velluto, che si domanda cosa significhi essere reali. L’amico cavallino prova a spiegarglielo, ed infatti il coniglietto scoprirà l’amore vero, l’amore che solo il bambino che lo ha scelto potrà provare per lui, e che lo renderà reale. In questa fiaba si parla di qualcosa che tutti riconosciamo, adulti e bambini, perché non si può dimenticare ciò che abbiamo provato per il nostro giocattolo preferito, un affetto che abbiamo sentito ricambiato ampiamente dall’oggetto stesso. Questo avviene perché l’attaccamento ad un giocattolo è il primo esercizio di trasferimento dell’affettività su qualcosa al di fuori si sé, un esercizio che insegna ad accudire mentre allo stesso tempo soddisfa un bisogno di protezione.


 Non a caso, la fiaba ci mostra infine che quando si è pronti ci si separa senza traumi dall’oggetto del proprio affetto. I bambini devono poter  vivere pienamente tutte le fasi della loro crescita, e ritornando alla fiaba ci accorgiamo che, nonostante sia stata illustrata da autori differenti (da Maurice Sendak a Komako Sakai), troviamo raffigurati sempre gli stessi giocattoli, tutti importanti in momenti diversi nella vita di un bambino. Ecco quindi la palla, la trottola, i cubi e le costruzioni, il carretto. Può darsi che gli illustratori si siano allineati finora alle prime tavole di William Nicholson, e sarebbe interessante proporre nuove belle edizioni, far interpretare questa storia ai nostri illustratori italiani e scoprire le loro rappresentazioni del giocattolo. 

Stefania Zaghi, Master Accademia Drosselmeier


martedì 10 giugno 2014

Accademia Drosselmeier - Open Day




Giovedì  12 giugno, alle ore 18, si terrà il consueto Open Day dell'Accademia Drosselmeier.
Un incontro per dare informazioni sulla struttura del corso: giornate, orari, calendario e contenuti.
Sarà presente Enfap, insieme al quale, la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani ha delineato un percorso formativo accolto nel Catalogo dell'Alta Formazione della Regione Emilia Romagna. L'Alta Formazione si rivolge ad altre regioni, pertanto è possibile entrare in graduatoria anche se residenti in altri luoghi.
Accanto alla fisionomia consolidata, il prossimo anno accademico sviluppa la parte dedicata alla traduzione ed aggiunge un modulo dedicato ai temi di Expo 2015, nutrire il pianeta, energia per la vita. 

La segreteria
Elena Rambaldi

lunedì 3 marzo 2014

Una giuria fatta in casa




Venerdì 28 febbraio, durante una lezione del master dell’Accademia Drosselmeier, noi studenti siamo stati gli improvvisati giurati di un premio al Silent Book. Dopo aver sfogliato ed esserci passati di mano in mano i libri senza parole pervenuti quest’anno al Bologna Ragazzi Award, siamo riusciti (abbastanza incolumi) a selezionare una prima rosa di preferiti e, tra questi, a votare tre vincitori e due menzioni d’onore. Non è facile, anche quando si tratta di una giuria per gioco, ritrovarsi d’accordo sul segno di un illustratore o sulla bellezza e originalità di una storia, ma il nostro primo premio ci ha visti votare all’unanimità in suo favore. Con Marcella Terrusi abbiamo analizzato le nostre scelte e vi abbiamo ritrovato caratteristiche presenti frequentemente nei Silent: il tema del movimento (legato al tempo, così come alla metamorfosi, alla crescita e alla migrazione), il tema dell’incontro, l’organizzazione dello spazio della pagina, lo spazio vuoto come spazio narrativo, la circolarità della narrazione, la relazione che si crea tra lettori oltre a quella tra libro e lettore. Riprendendo gli studi di Ardigò, pedagogista di inizio Novecento, Marcella Terrusi ci ha fatto soffermare sull’importanza delle immagini nel rendere visibile ciò che non ci è possibile cogliere con i sensi: il movimento troppo piccolo dinamico (come, per esempio, il battito d’ali di un colibrì) e il movimento troppo grande dinamico (lo sbocciare di un fiore o il movimento dei pianeti). I Silent Book riescono, attraverso il linguaggio delle immagini, a rendere visibile queste categorie quasi inafferrabili. Resta comunque il mistero di questo neologismo che, come ci ha ricordato Grazia Gotti, solo noi italiani usiamo, senza sapere chi lo ha inventato. Per concludere la lezione sui Silent Book, Marcella Terrusi ci ha guidati in una lettura condivisa di Flotsam e di Tuesday di David Wiesner, vincitore di tre medaglie Caldecott e autore imprescindibile in un discorso sui libri senza parole.  




Ecco qui di seguito i nostri premi che vedono soprattutto l’infanzia protagonista, con la sua capacità di creare mondi fantastici, di viverli e poi tornare alla realtà. Viene in mente Max, re dei Mostri Selvaggi, d’altronde Sendak lo sapeva bene: “Children do live in fantasy and reality; they move back and forth very easily in a way we no longer remember how to do”.

I premio 
Renato Moriconi, Barbaro, Companhia das Letrinhas, Brasile 2013
Motivazione:
Immagine e immaginazione stringono appieno in queste pagine il loro legame, alimentandosi a vicenda, in un racconto di grandi imprese, come solo un bambino sa viverle. Un guerriero affronta con coraggio nemici, draghi, fiamme e mostri marini senza batter ciglio; quando la sua corsa termina, muta l’espressione del suo viso e compare presto un pianto disperato, fino allo svelamento finale della narrazione, che stupisce e diverte il lettore. L’albo senza parole narra con il movimento, seguendo il soldato barbaro su e giù all’interno delle pagine e contemporaneamente seguendo la linea orizzontale della lancia e della corsa del cavallo al galoppo attraverso l’avventura. 

II premio
Nayul Kim, Jump up, Somebooks, Repubblica di Corea, 2013
Motivazione:
Un’opera prima già matura per la qualità della rappresentazione e per la capacità di raccontare, attraverso una narrazione semplice, la gioia e l’amicizia nel gioco condiviso. Jump up, il cui titolo guida sin dalle prime pagine la lettura, riesce a valorizzare, sfruttandone le possibilità, l’unità narrativa della doppia pagina nell’albo illustrato. Un panda e un lemure sono in volo (anche se, inizialmente, non sappiamo come facciano), uno nella pagina sinistra e l’altro nella destra, e si alternano in alto e in basso fino a quando non riescono a coordinare il loro salto e a incontrarsi sulla linea che divide le due pagine (per poi poterla oltrepassare). Con le sue incisioni, Nayul Kim riesce a esprimere il divertimento nel gioco, l’empatia tra i due personaggi, attraverso lo scambio di sguardi prima ancora del contatto fisico. 

III premio 
Aaron Becker, Journey, Candlewick Press, Stati Uniti d’America, 2013
Motivazione:
Una storia ricca e complessa, un vero e proprio romanzo d’avventura affidato esclusivamente alle immagini, una porta aperta sull’Oriente e sul fantastico. In Journey, sua opera prima, Becker mette a frutto il suo lavoro d’artista nel cinema di animazione e i suoi innumerevoli viaggi per regalarci un inno all’immaginazione: ciò che si può immaginare esiste. Una ragazza che si annoia a casa, messa in disparte da famiglia e amici, disegna grazie a un magico gessetto rosso (come la matita viola di Harold negli anni Cinquanta) una porta che dalla sua stanza la farà entrare in un altro mondo dai colori ben più accesi e vari di quello appena lasciato. L’immaginazione non è una condanna alla solitudine, un’evasione o fuga nel sogno, e l’incontro con l’altro permette di riprendere il viaggio in due, ognuno con il suo gessetto. 

Menzioni: 
Mark Pett, The Boy and the Airplane, Simon & Schuster, Stati Uniti d’America, 2013
Poong Mihwa, Bone, Somebooks, Repubblica di Corea, 2012




Per leggere o ascoltare qualcosa in più sui Silent Book, on line trovate una lezione di Marcella Terrusi presso l’Università di Bologna e due suoi recenti interventi per la rivista Andersen (la traduzione della prefazione di Shaun Tan al volume Visual Journeys Through Wordless Narratives. An International Inquiry With Immigrant Children and The Arrival e un breve reportage da Lampedusa per Labibliotecacheverrà di Ibby Italia).  
Enrica Colavero

In Fiera, al padiglione 33, potrete leggere tantissimi Silent Book, ma #nonditeloaigrandi 



mercoledì 29 maggio 2013

Accademia Drosselmeier, ultimo giorno di scuola


23 maggio, ultimo  giorno di lezione dell'Accademia Drosselmeier. Alla mattina incontro con Celia Rees. La scrittrice era molto contenta per lo scambio fra adulti. "Incontro tanti ragazzi e sono particolarmente impressionata da questo incontro con giovani esperti di letteratura". Gli studenti hanno fatto tante domande, quella centrale, che ha dato modo a Celia di raccontarsi, riguardava il momento in cui ci si rende conto di voler scrivere. "Da piccola odiavo scrivere, avevo molte difficoltà, facevo errori mostruosi forse avevo una lieve forma di disgrafia, i miei compiti erano cimiteri di croci rosse, ero mancina. Mio fratello leggeva molto, di conseguenza ho letto molti libri da maschio, horror, avventura, azione. Ho lavorato  come insegnante di Inglese con i ragazzi dagli undici ai diciotto anni. Ho fatto esperimenti di scrittura, la narrazione era materia di curriculum. Usavamo degli espedienti, il gioco della creatività mi coinvolgeva molto, tanto che svolgevo anch'io il compito assegnato e la verifica diveniva  un confronto alla pari, dove ciascuno metteva sul piatto le proprie cose. Mia madre era una grande story teller, aveva creato due gemelli per parlarci delle cose buone e cattive, memoria dei cautionary tales di Belloc. 
Sono diventata scrittrice in seguito alle mie dimissioni dalla scuola. C'era stato un concorso interno e io ero stata trattata male, me ne sono andata e ho cominciato a scrivere". 
Poi Celia è andata a pranzo con Alessandra Valtieri, traduttrice, che ha coordinato l'incontro.
Il pomeriggio, nella bella sala dei Carracci di Strada Maggiore, abbiamo celebrato il decennale dell'Accademia con un incontro regionale con editori, librai, scrittori, grafici, blogger. Piccole imprese appena nate come Minibombo, Radice-Labirinto, Zoo, accanto a marchi consolidati come Zoolibri, Artebambini, Fatatrac, tutti insieme a parlare di progetti e di futuro. L'Accademia Drosselmeier vi dà appuntamento a giugno per l'Open Day.
Redazione Zazie


Celia Rees autografa una copia del libro per le studentesse 
dell'Accademia Drosselmeier


Studenti Accademia Drosselmeier 2012/2013 in libreria


Silvia Borando, Minibombo



Elena Baboni, Fatatrac. Manuela Draghetti, Bottega Finzioni
Marica Morichetti, animatrice della lettura


Alessia Napolitano, Radice - Labirinto
Noemi Bermani - Zoo