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lunedì 24 agosto 2015

Perché l'Ultima Guerra non è mai l'ultima?



Domenica scorsa, in una giornata di pioggia, sono andata a vedere la mostra La guerra che verrà non è la prima. 1914-2014, al Mart di Rovereto.
"La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente."
I curatori hanno scelto le parole di Bertolt Brecht per far entrare i visitatori nello spirito delle guerre, guerre che hanno attraversato il ventesimo secolo per entrare nel nuovo millennio con la stessa forza, virulenza, carico di morte e di devastazione.
Dalla Prima Guerra Mondiale che vede coinvolte potenze di stati diversi, dislocate geograficamente lontano dal conflitto, alle guerre dell'oggi focolai che si alimentano e si muovono in un territorio di triste mondialità. Nel museo una selezione accorta, intelligente, di opere d'arte che testimoniano una guerra, un sentimento, un agire, gli effetti del dopo, le macerie del pensiero, l'assenza di libertà.
Nel mio viaggio a zigzag tra Trentino e Alto Adige, nel mio ricercare tracce di quella prima guerra che ha cambiato i confini dell'Italia, le relazioni tra gli stati, mi hanno accompagnato i libri.


Un libro non per ragazzi, ma che invito tutti a leggere, è La paura e altri racconti della Grande Guerra, pubblicato da e/o. Scritto dal napoletano Federico De Roberto, in una lingua italiana che emoziona, i racconti sono veri capolavori di letteratura e di storia. C'è la paura, la fame, la lontananza, ci sono gli ufficiali e i soldati semplici arrivati da lontano, i fanti che parlano i dialetti delle diverse regioni italiane. C'è lo sguardo di chi fotografa, con le parole, le contraddizioni di una guerra che alterna esaltazione, amor di patria, a opportunismo e miseria umana.


E poi due libri per ragazzi: Il sentiero dei ricordi scritto dalla penna felice di Teresa Buongiono per le edizioni Piemme, corredato di un'introduzione e apparati di approfondimenti firmati da Paolo Colombo e da una nota storica di Luciano Tas. Dentro la storia delle Dolomiti che avevo di fronte mentre leggevo, le gallerie scavate dai soldati, i percorsi ad alta quota strappati alla natura.


Il terzo libro, in catalogo per Fetrinelli Kids, è di Massimo Birattari, storico, redattore editoriale, scrittore capace di mettere in pagina i segreti della grammatica e di farli diventare occasione di avventure letterarie che in L'Italia in guerra. 1915-1918. Niente sarà come prima descrive un mondo che cambia, descrive la guerra di trincea, le alleanze e le intese, racconta la tregua di Natale, parla di eroi e di soldati semplici, di atti di coraggio e desiderio di diserzione. Accompagnano le parole le belle illustrazioni di Matteo Berton capaci di riportare, assieme, il rigore dell'informazione storica e le gesta dell'umano.

Silvana Sola

martedì 21 luglio 2015

Pralibro: il piacere dello stupore rinnovato


Bologna, sabato 18 luglio: alle 8,30 del mattino, davanti alla stazione il termometro dichiara 29 gradi. Sul Frecciarossa la temperatura scende pericolosamente obbligando ad avvolgersi in tutti gli indumenti a disposizione. A Torino di nuovo l'asta sale.
La mia destinazione finale è Prali. Ritorno, dopo alcuni anni, in Val Germanasca per la manifestazione Pralibro invitata da Rocco Pinto, pensiero, anima, cuore e azione dell' importante (e unica nel suo genere) occasione letteraria.
E' la giornata inaugurale della rassegna. Il Tempio è gremito di gente, tanta davvero.
Persone diverse al tavolo: il Moderatore della Tavola Valdese, un sindaco che arriva dalla Val Susa, una giovane libraia appassionata, il Pastore, un editore, Giuseppe Laterza, amico e sostenitore di questa speciale esperienza con i libri, io che porto la voce di chi si occupa di libri per ragazzi.
Chiude l'incontro, che richiede un aggettivo superlativo per esssere meglio definito, lo scrittore Giuseppe Culicchia, capace di trovare le giuste parole che aggiungono ironia e garbato umorismo ad un'occasione che ha regalato molte emozioni.
Emozioni mosse dal ricordo di Luca Rastello, scomparso prematuramente il 6 luglio scorso, un ricordo affettuoso nelle parole di Rocco Pinto, nelle pagine forti e dolorose tratte dal suo primo libro, edito da Einaudi nel 1992, La guerra in casa, lette meravigliosamente da Margherita Laterza, nella voce commossa della moglie.
La memoria di Luca Rastello, giornalista, testimone attento del nostro tempo, presente in prima persona nel cercare di dare risposte agli effetti di eventi devastanti, è stato il filo rosso che ha tenuto insieme due ore di un tempo in cui i libri, altre storie, l'impegno, la passione, la comunità, si sono intrecciate in un perfetto lavoro di trama e ordito.


Accanto alla sala che ospitava l'incontro, una bella e grande libreria, dentro al Tempio. Frutto del lavoro condiviso della libreria Il ponte sulla Dora e della Libreria Claudiana, una libreria che offre un' attenta selezione di libri per grandi e per bambini, una libreria che rimarrà aperta fino alla fine della manifestazione.
La manifestazione è una storia di intelligenza, perseveranza, resistenza.
E in omaggio alla Resistenza, alla guerra di Liberazione, un libro da leggere, nato per adulti, ma perfetto per adolescenti grandi. Di Marco Rovelli, Eravamo come voi, storie di ragazzi che scelsero di resistere, pubblicato a luglio 2015 dall'editore Laterza. Bella la copertina illustrata da Matteo Berton.

Silvana Sola

lunedì 6 luglio 2015

La Grande Guerra delle donne: storie di visibilità, di pensiero e di azione


Ci sono tanti modi per raccontare la storia, ci sono tanti modi per muoversi sulla linea del tempo creando interesse nel lettore o nell'ascoltatore.
L'altro fronte. 1915-2015. La Grande Guerra delle donne, in catalogo per Lapis, svela la storia di un periodo tra i più drammatici del secolo scorso, attaverso ritratti di donne.
Ci sono le crocerossine che offrono assistenza negli ospedali da campo, spendendosi per salvare il numero più alto di uomini impegnati al fronte, ci sono le prostitute, a busta paga nei bilanci dello stato, che contribuiscono all'umore delle truppe, ci sono le scrittrici che ne raccontano le gesta.
Ci sono le madri che piangono i figli soldati, tanti volati via, perché, come ricorda il poeta Ungaretti, “si sta come d'autunno sugli alberi le foglie”.
E' poetico anche il testo che parla delle donne protagoniste e vittime della Grande Guerra, e di tutte le guerre che dal 1915 arrivano all'oggi.
Parole dense di significato, firmate da Fabio Magnasciutti, che diventano figure realizzate da un gruppo tutto al femminile, giovanissime illustratrici che danno volto, corpo, anima alle donne, accompagnandole, con il loro segno, ora delicato, ora forte, ora volutamente metaforico, fuori dall'invisibilità.
Dall'introduzione a firma di Concita De Gregorio:
“Mi sarebbe piaciuto, quando studiavo storia a scuola, che me la raccontassero così. Con le storie vere che puoi dire, mentre le ascolti, chissà cosa avrei fatto io al posto loro e metterti nei panni, pensare i loro pensieri perciò capire davvero e non dimenticare più...”

Silvana Sola

lunedì 7 luglio 2014

Un racconto della Grande Guerra



James Riordan ha vissuto una vita avventurosa: ha fatto lavori umili, poi si è messo a studiare la lingua russa. È stato comunista ed ha studiato a Mosca, in compagnia di Alexander Dubcek.
Esperto di sport, ha scritto dello sport sovietico, quando l'Unione sovietica non partecipava alle Olimpiadi perché ritenute una celebrazione del capitalismo. Ha scritto anche diversi romanzi per ragazzi. Bellissimo il primo tradotto in italiano da Lorenzo Borgotallo, bello per la costruzione  e per la capacità di raccontare la vita, le condizioni e i pensieri di tre adolescenti inglesi, mandati in Francia a combattere la Grande Guerra. Dalla scuola, dal campo di football alla trincea. L'entrata in guerra è annunciata proprio l'ultimo giorno di scuola, ma c'è da battere il nemico della squadra di calcio e il 
"crucco" resta lontano. Seguono dei noiosissimi addestramenti. Poi la partenza, via mare, da Portsmouth, a bordo di un postale marittimo utilizzato per il trasporto delle truppe.
Hanno 17 anni, ma fingono di averne 19. Le coetanee, le amiche, le sorelle, non stanno a disperarsi, c'è bisogno di loro per tanti mestieri che fino a quel momento sono stati maschili. Persino la squadra di calcio, per mancanza di giovani calciatori, si apre alle ragazze.
Molte vorrebbero prendere parte alla guerra, una guerra che Riordan racconta con sorprendente bravura. Dalle note biografiche si legge di un romanzo che racconta di un giovane all'assedio di Stalingrado. Sarebbe bello vederlo presto sugli scaffali.

Grazia Gotti