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mercoledì 4 gennaio 2017

Viaggio nell'Italia delle classi senza confini


Un'amica, brava insegnante, me ne aveva consigliato la lettura un po' di tempo fa. E il libro aveva occupato un posto nella pila dei testi da leggere, assolutamente.
L'ho finito questa mattina: La scuola salvata dai bambini, libro scritto da Benedetta Tobagi e uscito per i tipi di Rizzoli.
Un viaggio nell'Italia della Scuola Pubblica, nell'Italia delle possibilità e dei luoghi comuni, nell'Italia dei migranti e dell'accoglimento nelle istituzione educative.
Il lavoro giornalistico di Benedetta Tobagi attinge a dati precisi, annota, sul suo quaderno gonfio di appunti, luoghi, persone, storie, meriti e inadempienze.
Racconta con slancio ciò che il suo sguardo ha fissato oltre alle parole. 
Parla di scuole, della fisicità degli edifici, delle differenze tra spazi di possibile inclusione, resi "belli" dal lavoro di insegnanti che si adoperano per offrire a bambini e ragazzi una vera opportunità di vita, oltre ciò che lo stereotipo ha già sancito.
Parla di mediatori culturali, di alfabetizzatori, ma anche di maestri appassionati, competenti, che credono in una scuola che va oltre lo spazio dell'apprendimento, maestri che vedono i bambini come persone, nella loro fisicità, nel loro desiderio di essere, nelle loro difficoltà e nelle loro abilità.
Dal libro esce un mondo di figure cardine della scuola che si spendono per una società diversa, dal libro escono i limiti di riforme che hanno azzerato i fondi, di esperienze che avvizziscono perché manca la linfa di uno Stato che, spesso, sembra non credere che la Scuola Pubblica possa essere il luogo delle possibilità, il luogo che contribuisce alla crescita dell’individuo.
Parla di genitori, parla di mobilità, di assenza di lavoro, parla di paura, di timore dell"invasione", di biblioteche, di cibi che si intrecciamo e di parole meticciate.
Una geografia che parte da Amatrice, ombelico d'Italia, parte da quella scuola primaria ristrutturata che oggi mostra affranta i cedimenti del sisma del 24 agosto 2016.

Benedetta Tobagi è attenta, si guarda attorno a 360 gradi e nelle belle pagine del libro cita anche Mamma Lingua, la bibliografia voluta da Giovanna Malgaroli e realizzata grazie alla collaborazione tra IBBY Italia e il Coordinamento Regionale di Nati per Leggere-Lombardia.
E si congeda dal lettore con queste parole:
"Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, bensì di credere che possiamo cambiare un pochino le cose. Ognuno di noi può farlo. Ciascun individuo, ogni giorno, compie una miriade di scelta che possono fare la differenza, per sé e per gli altri".



Silvana Sola

martedì 25 ottobre 2016

Educazione naturale, orti e libri


Ieri un altro appuntamento con genitori ed insegnati in una scuola dell'infanzia bolognese, un incontro che coniugava l'importanza della lettura con un progetto che mette in campo libri sulla natura, sul verde, sull'orto, sugli alberi.
Genitori e insegnati motivati, attenti, partecipi. Riflessioni condivise sulla lettura ad alta voce, sul leggimi forte, sulle dinamiche relazionali che l'uso del libro comporta e suggerisce.
E poi il fuori, il giardino della scuola che vedrà la nascita di un orto, l'importanza di una educazione outdoor che vedrà bambini e insegnanti impegnati a seguire la nascita degli ortaggi, in un tempo lungo, quello voluto dalla natura.
Un orto in un progetto pedagogico che unisce l'idea del fuori con l'accudimento, la scoperta, la trasformazione, la narrazione.
Ho ripreso in mano, per l'occasione, un libro scoperto alcuni anni fa, il libro è Gli dei del bambino, una pubblicazione Ilisso del 2011.
Un libro che vede riuniti saggi sull'educazione naturale firmati da Raffaella Dore, classe 1905, morta del 1972, impegnata in un percorso pedagogico che la vide attiva accanto a Luigi Volpicelli nella rivista “I problemi della pedagogia”.
Il libro ci propone una bella  prefazione di Teresa Buongiono che entra nella pedagogia della Dore, nella sua  pedagogia e nella sua sarditudine. Una prefazione che mette in relazione fiabe e miti, racconti ancestrali e sociologia, letteratura e azioni, una prefazione che è saggio a sua volta.
Teresa Buongiorno si congeda dal lettore così:
“Raffaella Dore è persuasa che vi sia un'altra via di ricerca per gli educatori e gli studiosi: indagare sul modo naturale di educare (…) che scaturisce dall'impulso ad educare attraverso la trasmissione dell'esperienza.”
Importante è definire la qualità delle esperienze e le possibili forme di trasmissione.

Silvana Sola

giovedì 20 ottobre 2016

Ciascuno cresce solo se sognato


Oggi sarò a Teramo, al tavolo assieme a Barbara Schiaffino e all'assessore alla Cultura della città, Marco Chiarini, a parlare di Percorsi possibili tra persone, cultura e istituzioni, nell'ambito degli Stati Generali della Cultura.
Tra le letture fatte per l'occasione il lavoro di Danilo Dolci, un pensiero da condividere:


“C'è chi insegna guidando gli altri come cavalli passo per passo.
Forse c'è chi si sente soddisfatto, così guidato.
C'è chi insegna lodando quanto trova di buono e divertendo.
C'è pure chi si sente soddisfatto, essendo incoraggiato.
C'è pure chi educa senza nascondere l'assurdo che è nel mondo,
aperto a ogni sviluppo, cercando di essere franco
all'altro come a sé, sognando gli altri come ora non sono.
Ciascuno cresce solo se sognato.”

Danilo Dolci


Silvana Sola

martedì 11 ottobre 2016

Pedagogia dell'essenza e dell'esistenza alla Scuola Materna


Ieri ho incontrato genitori e insegnanti in una scuola dell'infanzia bolognese, un'unica sezione in una scuola che è in attesa di nuova sede, per lavori di ristrutturazione.
Un incontro teso a costruire un percorso educativo condiviso, partendo dagli albi illustrati che raccontano l'io, che parlano di identità e di differenza, di sentimenti, dell'essere e dell'apparire.
Sono andata all'appuntamento con una scelta di libri, molti li avevano loro, libri selezionati assieme in occasioni precedenti. Tra i miei libri una pubblicazione datata 1965.
Una pubblicazione data alle stampe da Armando Editore nella bellissima collana “I problemi della pedagogia” che indagava la pedagogia e le grandi correnti filosofiche. Pedagogia dell'essenza e pedagogia dell'esistenza è il titolo, Bogdan Suchodolsky, il grande animatore dell'Università Clandestina durante l'occupazione tedesca a Varsavia, poi membro dell'Accademia Polacca delle Scienze, l'autore.
Un libro che si interroga sull'educazione dell'uomo nuovo, sull'individuo e le connessioni con la realtà sociale, che parla di antichi e di moderni, del ruolo della pedagogia dentro e fuori le istituzioni educative.
Mi sono ritrovata nel dibattito che ha accompagnato i mie studi pedagogici: “la pedagogia moderna si distingue non solo per la tendenza ad identificare la vita individuale con l'educazione, ma altresì per la tendenza a difendere le posizioni della pedagogia tradizionale dell'essenza...”
Essenza ed esistenza, e poi essere e apparire, individuo e società, dichiarare e nascondere, agire e delegare.
Al centro il bambino, la sua storia, i libri da leggere, le figure da scoprire, le voci narranti degli adulti, la necessità di dilatare il tempo dell'ascolto.
E poi la comunità educante: bambini e bambine dentro alla scuola dei piccoli.


Con la precisa volontà di muovermi in modo sconnesso, il mio percorso si è concluso con la condivisione di La scuola di Leo, un albo illustrato speciale che porta la firma del grande Serge Bloch, in catalogo da Clichy, per l'edizione italiana.
È un libro che racconta un'esperienza, che descrive luoghi, emozioni. 
Un libro che parla di bambini e di adulti, di vita sociale, di identità e di condivisione con voluta leggerezza, con ironia, nel segno sapiente di uno dei grandi dell'illustrazione internazionale.

Silvana Sola

lunedì 19 settembre 2016

Dory Fantasmagory


La mia vecchia anima di maestra elementare si riaccende per una serie americana per lettori principianti che vede protagonista Dory, l'ultima di tre figli di una famiglia contemporanea. Perché si riaccende? Perché mi preparo a tornare in una scuola dove ho insegnanto e dove ora insegna un mio alunno che proprio in quelle aule ho incontrato. Lui cominicia da una prima e io sto preparando la biblioteca di classe, un regalo speciale che consegnerò a giorni. Ovviamente la lista è ricca di albi illustrati, ma l'obiettivo è quello di fare si che anche libri senza figure allietino presto i piccoli lettori.
Dory ha  le figure, in bianco e nero, e anche le nuvolette dei comics.
Perché mi piace Dory? Perché c'è l'infanzia e l'immaginazione, dentro la vita di tutti i giorni. Nelle relazioni familiari, PER FAVORE LASCIACI IN PACE, gridano i fratelli più grandi. L'autrice insegna in una scuola elementare a New York, ha due figli  e non ha perduto il senso del gioco.  Sento  che Dory diventerà una beniamina della classe del mio alunno, al quale, tanti anni fa lessi ad alta voce L'incredibile storia di Lavinia, capo lavoro di fantastico e realismo  insieme. 
Dory non è Lavinia, ma è una buona rappresentazione, un ottimo antidoto a serie molto più famose e molto meno divertenti, almeno per me.

Grazia Gotti

venerdì 16 settembre 2016

Si chiama Mo ed è piovuta dal cielo



La formazione con gli insegnanti all'Istituto Comprensivo Via Casale del Finocchio di Roma prosegue.
Prosegue intrecciando storie, esperienze, riflessioni su una scuola divisa tra vasi vuoti da riempire e fiaccole da accendere e tenere accese, tra legalità dichiarate e illegalità sottese.
Prosegue nelle pagine di libri che fanno sentire la loro forza, libri per ragazzi che entrano nelle storie dell'oggi, ma che sanno guardare al passato.
Nell'intreccio tra oggi e un passato prossimo mi ritrovo a parlare di un libro che dichiara trentasette anni di vita, ma che nella lettura risulta molto più giovane, fresco, quasi bambino.
Un libro bambino non ancora assillato dalle differenze di genere, che gioca con abilità sul cosa significa parità, uguaglianza, differenza.
Il libro è Extraterrestre alla pari scritto da Bianca Pitzorno nel 1979, pubblicato la prima volta da La Sorgente, oggi in catalogo per Einaudi Ragazzi. (ne abbiamo parlato qui)
Bianca Pitzorno chiama Mo il protagonista/la protagonista della storia, omaggio dichiarato al romanzo di Henry Winterfeld Piovuta dal cielo (Henry Winterfeld firmò anche, con pseudonimo, il bel romanzo Timpetill. La città senza genitori).
Mo arriva da un pianeta nel quale le persone vivono una vita che non contempla discriminazioni in base al sesso, né rigide regole di comportamento tra maschi e femmine (il sesso viene attribuito a cinquant'anni).
Un percorso a scuola sulla legalità che interseca il diritto ad “essere”, con la possibilità di esprimere la propria identità, anche sessuale.
Nel gruppo c'erano insegnanti che avevano letto il libro da ragazzine, altri che lo scoprivano per la prima volta. Ora sarà sugli scaffali di una biblioteca che esalta le differenze, a disposizione di ragazzine/ragazzini ai quali gli adulti educatori devono saper comunicare che:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (...).” 

Questo il testo della nostra bella Costituzione.
Il prossimo incontro vedrà Vinicio Ongini raccontare, nel suo modo unico e straordinario, storie di ragazzini, di migranti, di scuola, di presenze e assenze.

Silvana Sola

giovedì 15 settembre 2016

Il primo giorno di scuola è sempre il Primo

Oggi in Emilia Romagna riaprono le scuole.
Mi sono attardata, nel mio tragitto da casa alla sede della Cooperativa, per guardare con attenzione gli ingressi delle scuole: bambini piccoli, forse remigini, attaccati alle mani dei genitori, ragazzini spavaldi con lo skateboard in mano, di nuovo genitori, tanti, lontani dai loro figli, dietro alle colonne dei portici di fronte ad un liceo.
Avevamo diffuso alcuni giorni fa, ed è presente nel sito del Cepell, un invito ad iniziare la scuola, la primaria, con la lettura di Dahl.
Matilde letta ad alta voce dagli insegnanti, buona pratica educativa per avvicinare bambini e ragazzi all'affascinante modo dei libri che non può essere accantonata in favore di corse ad apprendimenti obbligati, occasione vera di condivisione.

Nel giorno che celebra il centenario della nascita del grande scrittore per ragazzi Roald Dahl, si suggerisce di rendergli omaggio attraverso la lettura condivisa, a scuola, di Matilde, libro pubblicato nel 1988, in Italia da Salani nel 1995, e divenuto presto un classico contemporaneo.
Nel racconto autobiografico Boy. Tales of Childhood, uscito in Gran Bretagna nel 1984 e giunto in Italia nel 1994, quando Roald Dahl non è più in vita, fra i tanti ricordi scolastici non certo idilliaci, vi è una paginetta che ci riporta il professore di Arte, Arthur Norris: 
"Diventammo buoni amici e, nell' ultimo anno lui mi organizzò una mostra fotografica, mettendomi a disposizione tutti i locali di educazione artistica e aiutandomi a far incorniciare gli ingrandimenti. L'esposizione fu un successo e certi professori che mi avevano a malapena rivolto la parola per quattro anni se ne uscirono con battute tipo: 'È straordinario... Non sapevamo di avere un artista fra noi... Sono in vendita?'. Arthur Norris mi offriva il tè con i pasticcini nel suo appartamento e mi parlava di pittori come Cezanne, Manet e Matisse, e ho l'impressione che sia nato là il mio grande amore per la pittura.”
Così come nella vita reale il professor Norris aveva aiutato Roald, nella vita letteraria di Matilde la signorina Dolcemiele, sua insegnante, sarà un punto di riferimento, una nuova parentela elettiva fuori dalla famiglia.
Accanto a questa relazione se ne sviluppa una nuova attraverso la biblioteca. Matilde, aiutata da una gentile e competente bibliotecaria, scoprirà il piacere della lettura, e in lei prenderà forma una passione duratura che accompagnerà la sua crescita. 
Roald Dahl, oltre che grande scrittore, è stato un autore capace di far percepire al lettore la forza della lettura, senza mai dare l'impressione di voler insegnare o di indicare una strada. La lettura è eccitante, mette in moto il pensiero, è avvincente, nell'accezione di Dahl è avventura al pari dell'avventura del vivere. 
Molto note sono le pagine di Matilde nelle quali si passano in rassegna diversi autori frequentati in tenerà età senza capirli per intero, ma non per questo privi di interesse, anzi. Matilde, dopo aver letto il meglio della letteratura per ragazzi, si era rivolta allo scaffale degli adulti, scoprendo scrittori come Ernest Hemingway, che Dahl incontrò davvero, come testimonia la fotografia pubblicata in Roald Dahl Il cantastorie, la biografia a cura di Donald Sturrock.
L'invito è rivolto a tutte le scuole primarie. 
Matilde è libro da leggere, da farsi leggere, da scoprire, da rileggere.
Un libro che non può mancare in nessuna biblioteca scolastica e in nessuna biblioteca pubblica.
Non è un imperativo, ma un affettuoso invito a condividere esperienze  di lettura e buone pratiche.


Oggi il mio invito, oltre al capolavoro di Dahl, è quello di concedersi il tempo per andare alla ricerca, tra le pagine di Compagni di scuola, antologia collettiva in catalogo per Einaudi, del racconto dal quale iniziare la lettura.
Io ho cominciato da un Roadl Dahl, già presente in Storie Impreviste e altre storie ancora più impreviste, che racconta ricordi di scuola legati al dolore, psicologico e fisico, ricordando “Il Comandone”, poi, presa dal piacere delle pagine, ho proseguito con un piccolo capolavoro di Maria Messina titolato “Compagne di scuola” e con un giallo firmato Stefano Benni.
Buona lettura ai piccoli, ai meno piccoli e ai grandi.

Silvana Sola

lunedì 12 settembre 2016

Il vizio di pensare e una biblioteca frutto del pensiero agito



Il parco che ho appena attraversato è intitolato a Peppino Impastato. 
E' un parco nato per volontà popolare, dal desiderio e dall'azione di chi, dagli anni'70, ha avuto a cuore questo territorio. Cittadini in prima linea che hanno coltivato contenuti etici e li hanno offerti alla comunità.
La comunità è quella della Borgata Finocchio, area della periferia Est di Roma.
La collina, territorio della criminalità organizzata, è stata riconsegnata agli abitanti del quartiere dopo l'azione di sequestro dei beni alla tristemente famosa banda della Magliana. Oggi la collina ospita, nel   recupero di alcuni casolari, una bellissima biblioteca.
Un luogo dell'essere e del fare, gradevole nel lavoro di rimodellamento architettonico di un'area che è storia e memoria, e che ora è testimonianza del presente-futuro.
Sono andata a Borgata Finocchio per una formazione ancora in essere titolata Il Diritto di avere Diritto, il progetto messo a punto in un lavoro corale tra l'Istituto Comprensivo Via Casale del Finocchio e la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani.
I fili li ha tenuti con garbo, passione e grande competenza, Monica Di Bernardo, insegnante che ha al suo attivo diversi interventi sull'importanza della legalità, del diritto, della partecipazione.
Ho incontrato molti insegnanti, dalla materna alla secondaria di primo grado, in una Scuola con un elevato numero di bambini e ragazzi iscritti, in una delle zone "più giovani" di Roma.
Con loro ho riannodato i fili di un percorso che, come Giannino Stoppani, avevamo messo in campo con una pubblicazione, datata 1999, titolata Alle porte della città.
Allora indagavamo su Rom, Sinti, Camminanti e sulla letteratura per ragazzi che li ha messi in pagina, allora erano gli “zingari” dei campi nelle periferie, quelli gasati nei campi di sterminio, i musicisti struggenti, i ramaioli, i cantori di un'idea di libertà che spesso confligge con altre regole
sociali, al centro del lavoro pedagogico educativo.
Oggi, assieme ai tanti partecipanti a questo nuovo progetto formativo, abbiamo parlato di figure educanti, di dignità, di aspirazioni, di diritto leso, di identità, di morte e di speranza, di diversità, di vita e di nuovi scenari. Lo abbiamo fatto usando le parole, la letteratura, la poesia, il ritmo della filastrocca, le immagini, le citazioni, i riferimenti giornalistici e quelli della rete.
Continueremo a farlo nelle prossime settimane.
E continueremo ad aggiungere, o ad attingere a titoli già presenti, a particolari sollecitazioni di lettura, nella biblioteca della legalità ideata da IBBY Italia, assieme al Comune di Isola del Piano, a Libera, ad Aib Marche, all'Associazione Nazionale Magistrati-sottosezione di Pesaro, al Forum del Libro, titolata Bill-Biblioteca della Legalità, pagine, parole e figure per crescere liberi.


Dall'elenco dei 202 titoli presenti in bibliografia suggerisco la rilettura di Più forti della mafia, di Pina Varriale, uscito nel 2013 per i tipi di Piemme: un libro che vuole sottolineare come l'onestà e il coraggio possono essere armi attuali e spendibili contro la violenza e la criminalità, ribadendo che alla forza dei singoli serve sempre la presenza di una comunità che ha a cuore i valori della democrazia.
I capitoli del libro sono in perfetta sintonia con i punti di un nuovo indice utile al proseguimento del progetto formativo in essere:
il vizio di pensare, ovvero la necessità di mantenere il vizio
l'immaginazione come risorsa
il coraggio che accompagna le azioni
la memoria contro la “distrazione”
la consapevolezza che, nella condivisione, c'è la forza utile al ribaltamento

Silvana Sola

venerdì 22 luglio 2016

La grande avventura di una piccola linea


Serge Bloch, nato a Colmar nel 1956, è un virtuoso del segno molto popolare fra i bambini francesi che lo hanno trovato presto sulla loro stampa come Astrapi e Pomme d'Api. Negli Stati Uniti è pubblicato dai maggiori quotidiani. Ha cominciato la sua formazione alla scuola superiore di arti decorative di Strasburgo. I bambini italiani, che non hanno mensili tutti per loro, lo possono ammirare in libri come Moi j'attendes o nella bellissima antologia dedicata agli asini a scuola assai creativi. Questo libro di grande formato, che noi possediamo in edizione inglese, mentre in Francia è pubblicata da Sarbacane, è una ode alla linea, protagonista del racconto. 
Un libro riuscitissimo che vorrei obbligatorio alla scuola elementare per le attività grafico-espressive. Non dico che dovrebbe essere pubblicato in Italia. Il testo, molto semplice, non necessita di una grande competenza linguistica:

I was out walking one day when I saw it.
A little line, lying by the side of the road.

Il personaggio raccoglie questa piccola linea che diventerà una fedele compagna.
Non racconto lo svolgimento del plot, dico solo che ad una certa pagina si incontrano i protagonisti della linea, uno per tutti, Saul Steinberg. Sì un libro obbligatorio, un libro da curriculum, senza il quale non si può dire Buona Scuola. Io proporrei la Bella Scuola, cominciando dai bei libri.

Grazia Gotti

martedì 21 giugno 2016

Finalmente estate!



Stamattina, appena entrata al Nido Scuola MAST, i bambini mi sono venuti incontro per annunciarmi che è arrivata l'estate! Mi sono guardata intorno e mi sono sentita in un altro mondo, diverso da quello che mi ero lasciata alle spalle. Traffico, rumore, maleducazione e sporcizia.
Qui tutto è pulito, curato, disposto con ordine, ma un ordine creativo, progettuale, che mette in primo piano i processi. Un laboratorio dilatato dove la curiositã, l'intelligenza, l'allegria e le buone maniere si coniugano felicemente. Dodici bambini se ne andranno in prima elementare, ci auguriamo tutti che trovino un'altrettanta accoglienza.

Grazia Gotti






venerdì 6 maggio 2016

Le figure non disegnate


Le figure retoriche sono state il mio tormento in IV Ginnasio.
La prof di Italiano arrivava in classe con un micidiale schedario contenuto in una scatola da scarpe. Lo posava sulla cattedra, apriva il registro e in un silenzio angoscioso sceglieva i malcapitati del giorno. A raffica estraeva una scheda relativa ad una figura retorica e noi dovevamo infilare esempi dalla poesia, dall'epica, o dalla nostra invenzione. Una tortura. Che bello sarebbe giocare alla scuola elementare con questo libro pubblicato da Quodlibet in collaborazione con Ottimomassimo.
Il personaggio finale è una bambina che di cognome fa Parafrasi. Con lei è un gioco affrontare l'ironia, il sarcasmo, la metonimia o l'alliterazione. Un libro da mettere sullo scaffale della maestra, insieme ad altri, utilissimi per il mestiere. Stay tuned perché presto la nostra associazione di librerie per ragazzi (ALIR) preparerà una bibliografia dal titolo "I ferri del mestiere".

Grazia Gotti

mercoledì 4 maggio 2016

La collana ORBIS PICTUS


La collaborazione fra la casa editrice Lapis e la Cooperativa Culturale Giannino Stoppani ha dato vita ad una nuova collana che prende il nome dalla famosissima opera di Comenio.
La collana non è il frutto di una progettazione, risultato di un tempo di riflessione; è piuttosto il frutto di una decisione repentina, di una valutazione rapidissima. C'era un libro sotto i nostri occhi a spingerci in una direzione, il libro tedesco Das beste Von Allen, pubblicato dall'editore Aladin. Il libro era un progetto di Jutta Bauer e Katia Spitzer, due illustratrici molto attive nel mondo dell'illustrazione. In Germania, da tempo, gli illustratori collaborano a sostegno della loro associazione e del Museo di Troisdorff. Memorabile fu l'asta che si tenne alla Fiera di Francoforte qualche anno fa, durante la quale venivano battute opere per 4000 euro. Io sono riuscita ad aggiudicarmene una di illustratrice allora non famosissima. Chi offriva migliaia di euro per una tavola di illustrazione? Noti scrittori, editori, collezionisti. Il frutto dell'asta fu fantastico, un budget in grado d finanziare in parte le attività del museo. Ci auguriamo che anche in Italia l'illustrazione possa salire di grado e che insieme si possano progettare nuove iniziative. 
Noi non abbiamo rispettato il titolo del libro, perché oltre che capirlo come prodotto di un'idea tutta interna al mondo degli illustratori, ne abbiamo colto lo spessore educativo e didattico. Stamattina, grazie a FB ho potuto constatare che un libro così, portato a scuola, fa venire voglia di disegnare. Potete vederlo sul blog APEdario di Antonella Capetti, insegnante di italiano, arte e immagine e musica. Antonella insegna a leggere e a scrivere utilizzando gli albi illustrati ed educando i bambini all'arte, alla bellezza, alla creatività e al pensiero critico. I lavori che vedete sono opera di due terze della Scuola Primaria di Carimate e Montesolaro in provincia di Como.

Questo era l'obiettivo di Il libro delle cose reali e fantastiche. Ora si va avanti con la collana.

Grazia Gotti







lunedì 18 aprile 2016

Dopo la fiera di nuovo a scuola


Al Nido Scuola Mast sono arrivati i libri selezionati alla libreria internazionale della Bologna Children's Book Fair. I bambini e le insegnanti hanno accolto il pacco con grande interesse ed entusiasmo. Mercoledì dedicheremo il pomeriggio ai libri, coinvolgendo anche educatrici dei servizi educativi del Comune di Bologna. I libri illustrati non solo per le storie, per il fantastico, per il comico, l'ironia... anche le ipotesi scientifiche affollano le menti dei giovani amici.


Stamattina un papà che ha lavorato in Giappone ci intrattiene con un racconto per immagini su Tokyo. I bambini di cinque anni seguono con attenzione, fanno domande curiose, animano la loro mattina con partecipazione e allegria. 
Questa sì è la Buona Scuola!

Grazia Gotti




 



giovedì 10 dicembre 2015

Una rivoluzione in parole e immagini



C'è grande fermento studentesco in America Latina. In questi giorni le strade di San Paolo sono occupate da giovani che scendono in strada con le sedie dei loro banchi e si siedono davanti ai fiumi di auto e motocicli. I motivi della protesta riguardano il progetto governativo di riordino dei cicli. Da noi vorrebbe dire ripensare il tempo di scuola, come suggerisce Walter Tocci nel suo imperdibile La scuola, le api, le formiche, uscito per Donzelli, mentre per i brasiliani il riordino (la proposta) deriva dagli spazi.
Da quel che capisco se io madre devo accompagnare un figlio alle elementari e uno alle medie, in due luoghi diversi di San Paolo, so di non farcela. Il problema della mobilità è uno dei punti di crisi di molte città. L'ho vissuto di persona a Bogotà e ricordo ore di macchina a San Paolo. La protesta per ora ha bloccato il decreto, ma tutto il mondo della scuola continua a protestare contro la manifesta volontà di aprire molti spazi perché anche la scuola si metta, come si suol dire, sul mercato.
In Cile la protesta studentesca è entrata nei libri: Al Sur de la Alameda, graphic novel che ha conquistato il pubblico e guadagnato tanti premi.




Seguiamo con partecipazione gli eventi latino americani e cerchiamo qui lettori di Walter Tocci per intraprendere i "sentieri interrotti" di cui parla il nostro senatore della Repubblica, un uomo che vorrei Ministro della Pubblica Istruzione per cinque anni, poi Presidente della Repubblica.

Grazia Gotti



lunedì 16 novembre 2015

Il grande gigante generoso


Al centenario della nascita di Roald Dahl ho cominciato a pensare molti mesi fa quando, preparando una lezione per l'Accademia dedicata agli autori inglesi, ho fatto un elenco di quelli di cui intendevo parlare e ponendo le date di nascita accanto ai nomi, l'occhio mi è caduto su quella di Roald Dahl, il 1916. Da lì si è acceso il desiderio di ripensare a questo autore molto amato dai bambini ma non accettato facilmente dagli adulti. Alla notizia che Steven Spielberg avrebbe girato il GGG, ho pensato che prima del film sarebbe stato utile porre l'accento sulla produzione letteraria di Dahl. Ho anche pensato che dai suoi romanzi avrebbe potuto ripartire una educazione alla lettura nelle scuole. In un bel saggio di Antonio Faeti, Un tenebroso affare, accolto nella grande opera dedicata al romanzo curata da Franco Moretti per Einaudi, Faeti afferma che la Scuola non ama il romanzo e ne spiega le ragioni, spingendosi a dire che (siamo nel 2000) teme che un autore come Dahl non trovi accoglienza nelle classi. Le cose cambiano: domani cento insegnanti di scuola primaria di Arezzo aprono ufficialmente le celebrazioni del centenario, partecipando ad un corso di aggiornamento promosso dalla libreria La casa sull'albero. Dopodomani sarà la volta degli insegnanti delle scuole superiori di primo grado, poi ci sposteremo a Montevarchi. Il grande gigante generoso, ritratto da Alessandro Sanna, accompagnerà il nostro lavoro di formazione. Stay tuned!

Grazia Gotti

giovedì 12 novembre 2015

Leggere a Monopoli

Il corso di formazione promosso dal Cepell ci ha portate a Monopoli, splendida cittadina pugliese. Nella sede della biblioteca che presto sarà risistemata con la collaborazione di Antonella Agnoli, settanta insegnanti, provenienti anche da paesi vicini come Conversano e Rutigliano, hanno preso parte attiva al pomeriggio di dialogo sui libri e la lettura. 


Mariella Fusillo, della libreria Minopolis, è il riferimento tecnico (registro delle presenze e coordinamento) e si è prodigata, insieme a Vita, sua socia, per dedicare parte della libreria proprio ai libri della bibliografia che il coordinamento responsabile della formazione ha redatto.



Hanno allestito un settore di saggistica sul tema che nessuna libreria italiana può vantare. Sono rimasta davvero sorpresa! Ottimo lavoro, grande servizio per tutte le insegnanti, per quelle delle scuole dell'infanzia, così come per quelle dei licei. Vedere tutti insieme tanti libri di studio sulla letteratura per l'infanzia fa pensare che potremmo fare tutti così noi librai specializzati. Il pubblico dovrebbe poter riconoscere la nostra specificità, il nostro impegno culturale.
Durante le tre ore di incontro abbiamo passato in rassegna molti di questi libri.
Prima di cominciare ho letto parti del saggio "Un tenebroso affare" di Antonio Faeti, contenuto nell'opera Il romanzo, curata da Franco Moretti, per Einaudi. Il saggio di Faeti è contenuto nel primo volume dal titolo La cultura del romanzo, ed è stato pubblicato all'inizio del nuovo Millennio. Il volume è poderoso e contiene saggi di Adriano Prosperi, Walter Siti, Stefano Calabrese, solo per citare alcune presenze. 


L'affare tenebroso di cui parla Faeti è l'odio tenace che la scuola nutre nei confronti del romanzo. Perché, si chiederà il lettore. Perché il romanzo disvela, critica, sorprende e la scuola non può sopportarlo. Ho molto semplificato, ma penso che tutti siamo d'accordo. Dopo un avvio sulla scuola post unitaria, Faeti si allunga fino ad autori contemporanei: "Oggi, infatti, si fatica ad accettare le opere di Roald Dahl...".
Abbiamo preso nota e ci siamo lasciati con un impegno: quello di leggere tutto Dahl e di celebrare il centenario della sua nascita (2016) in più scuole possibili, dalla scuola dell'infanzia al liceo.

Grazia Gotti

mercoledì 11 novembre 2015

Matera Capitale della Lettura?



È in pieno svolgimento il corso di formazione promosso dal Cepell che ci vede impegnante a Matera, Monopoli e Fano.
Sono arrivata a Matera in una mattina di sole e ho camminato fino all'ora dell'incontro che si è tenuto nel primo pomeriggio. Sono andata alla ricerca dei libri: biblioteche e librerie per cercare di immaginarmi cosa troverà il visitatore dei tanti eventi programmati per Matera Capitale della Cultura 2019. Non ho trovato una città in salute dal punto di vista delle case dei libri e anche l'incontro con le insegnanti ha confermato le mie perplessità. Nicola Tamburrino, libraio della libreria dell'arco, auditore al corso, mi ha parlato di possibile sfratto. Certo che una pizzeria può essere più interessante di una libreria per i proprietari di immobili nel centro della città. Con questi pensieri sono tornata a Bologna e mi interrogo sulla "cultura" degli Eventi. Expo Milano non aveva una libreria, ad esempio. Immaginate una libreria sui temi di Expo, una libreria internazionale, con una parete di riviste (alcune davvero splendide e militanti). Come andrà a Matera? Prima  che per i turisti, penso che una politica per la lettura, per i materani, piccoli e grandi sia urgente. La biblioteca provinciale é in stand by, biblioteca e mediateca sulla piazza non sono in buona salute, le librerie  a rischio.


Nella scuola media che ha accolto il corso Cepell la biblioteca è molto curata, ci si sta bene, libri in ordine, computer funzionante, schermo bello grande. E le insegnanti, vive, partecipi, critiche e desiderose di partecipare.
I loro bambini e ragazzi saranno grandi nel 2019. Cosa troveranno dopo l'Evento?
Puzzling Question...

Grazia Gotti

giovedì 22 ottobre 2015

Leggere, azione spregevole e straordinaria

Perché leggere, leggere perché: domanda e affermazione assieme.
Indagare quali sono le ragioni che accompagnano la necessità della lettura, riflettere sull’azione del leggere, confrontarsi sul come l’azione vive e si ramifica dentro la scuola, fuori dalla scuola, nel quotidiano, nelle biblioteche, nelle librerie.
Questi i punti da cui partirò per il corso Nei panni degli altri, percorso di educazione alla lettura rivolto agli insegnanti, promosso dal Cepell.
E dalla bibliografia ricca ed estesa, condivisa con il gruppo che ha elaborato il progetto, scelgo tre libri da cui, idealmente, iniziare.


Il capolavoro del compianto Giuseppe Pontremoli, straordinario maestro, pedagogo, visionario, lettore, scrittore, che in Elogio delle azioni spregevoli, in catalogo per l’ancora del Mediterraneo, invita a leggere. Sempre e comunque, scegliendo i testi che generosamente possono essere proposti ai ragazzi, prestando la propria voce, offrendo il proprio pensiero. Stupendosi assieme a loro, regalando la gioia dell’incontro con la narrazione, con la lettura silenziosa o condivisa.


Accanto il testo recente di Edgar Morin, in catalogo per Raffaello Cortina, Insegnare a vivere. Manifesto per cambiare l’educazione.
Morin va oltre la lettura per occuparsi di educazione e di “vita". Lo fa partendo da affermazioni che allargano gli orizzonti, quelli del sapere e dell’azione:
“Quindi insegnare a vivere non è solo insegnare a leggere, scrivere e fare di conto, né solamente conoscenze basilari utili della storia, della geografia, delle scienze sociali, delle scienze naturali. Non è concentrarsi sui saperi quantitativi, nè privilegiare la formazione professionale specializzata: è introdurre una cultura di base che includa la conoscenza della conoscenza...”.


Per finire, anzi per invitare a ricominciare, il bellissimo libro Il Narratore di Saki, nell’edizione voluta da Orecchio Acerbo, illustrata dalla mano felice e colta di Michele Ferri.
Un racconto breve del grande Hugo Hector Munro (Saki), che incanta: acuto, leggermente crudele, sicuramente politicamente scorretto, meravigliosamente imprevedibile, con un ritmo che invita a lasciarsi stupire e a gioire dello stupore ritrovato.
Prima tappa Fano, ospitati nella bella Mediateca Montanari, luogo di libri, di letture, di azioni e di pensiero.

Silvana Sola

giovedì 8 ottobre 2015

Costruire

E' bello ammirare il lavoro dei bambini del Nido e Scuola Mast. Dai loro disegni si coglie quanto lavoro sia stato fatto: fonti iconografiche, lavori individuali e progettazione collettiva. Sono bambini cresciuti in atelier, alcuni hanno lavorato per un anno con Nino Migliori, quindi conoscono molte procedure, diversi linguaggi. Hanno cinque anni e penso a quanto potranno sperimentare ancora in questo anno scolastico. Spero che alle elementari trovino bravi insegnanti capaci di valorizzare le loro esperienze. 

Grazia Gotti