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giovedì 24 novembre 2016

Che forma ha la diversità?


Ho conosciuto Gusti due anni fa, aveva appena dato alle stampe Malko i papà, un libro importante per il contenuto, generoso per la capacità di creare empatia con il lettore, bello nella forma e nel segno. L'ho chiamato, mesi fa, all'ISIA di Urbino, a fare un workshop con i miei studenti della specialistica in Illustrazione.
E' stata un'esperienza forte, coinvolgente, ricca di occasioni di riflessione, di spunti per portare avanti idee e pensieri.
Oggi alle 17,30, negli spazi della Fondazione Gualandi a favore dei sordi, Giovanni Colaneri, Giulia Conoscenti, Paola Momenté, dottorandi ISIA Urbino, cureranno un workshop per adulti dal titolo Che forma ha la diversità?, un percorso alla scoperta di un infinito Sindromario.
Progetto a cura della Fondazione Gualandi in collaborazione con Giannino Stoppani Cooperativa Culturale.
iniziativa inserita nel programma "Bologna Città delle bambine e dei bambini. I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" del Comune di Bologna. 40+1 un diritto per ciascuno, 41 diritti per tutti.

Qui la locandina

Silvana Sola

lunedì 17 ottobre 2016

Grandi progetti per il futuro



La mostra Un altro sguardo è ufficialmente aperta nella sede di Arezzo.
Da oggi, per quasi un mese, le brave libraie de La casa sull'albero, incontreranno scuole, condurranno bambini e ragazzi alla scoperta di nuove figure, di nuove parole, di nuove storie.
Ieri un incontro di riflessione sulla diversabilità, sulla normalità, sulla differenza.
Un tavolo vivace, volutamente eterogeneo, che ha alternato le voci della politica, una politica in grado di dare e di mettersi in ascolto, alle conversazioni che hanno permesso al pubblico, numeroso e attento (anche diverse ragazzine), di entrare nelle storie per voce di chi le ha scritte, di chi le ha illustrate, di chi, da editore, riflette su normalità e bisogni particolari, su accessibilità reale al testo e proposte di facciata.
E poi le parole di chi i libri li legge, li consiglia, li suggerisce, di chi li usa nella pratica quotidiana, nel rapporto diretto con bambini da ricordare per il loro sorriso e la loro umanità e non per caratteristiche “speciali”.
Io al tavolo per raccontare, un percorso condiviso, un progetto corale che intreccia elementi di un'architettura germinativa che genera il nuovo.
Domani e mercoledì incontrerò, per la parte dedicata alla formazione, operatori della Cooperativa Progetto 5, che ha condiviso da subito questo progetto, e insegnanti. Il percorso si arricchirà di nuovi pensieri.
E nuovo è il libro che vi invito a leggere.



La zuppa dell'orco è in catalogo per la casa editrice Biancoenero.
Una fiaba noir scritta da Vincent Cuvellier, un testo che mette in campo il fiabesco della tradizione e lo carica di nuovi significati.
Nella storia pessimi genitori e orchi ciechi, bambini astuti e una fame pantagruelica.
Sulle pagine illustrazioni firmate da Andrea Antinori che seguono le parole ma portano lo sguardo molto oltre.
E i personaggi della fiaba diventano anche i bambini che chiedono l'elemosina ai lati delle strade delle strade e il gigante ci riporta alla pittura di Francisco Goya.

Silvana Sola

venerdì 14 ottobre 2016

Identità


Per salutare la seconda parte del nostro percorso dedicato alla disabilità legato alla mostra Un altro sguardo, condiviso con Progetto5 e la libreria La casa sull'albero di Arezzo, vi invitiamo a leggere la poesia di Janna Carioli, uno dei tanti testi poetici che riempiono le pagine del bel libro L'alfabeto dei sentimenti, pubblicato da Fatatrac. Testi che si intrecciano al lavoro pittorico di Sonia Marialuce Possentini.




"Se sei un corvo con il becco tutto giallo
rimani nero e non fare il pappagallo.
Se sei giraffa mostra fiera quel tuo collo
se sei tacchino non ti trasformare in pollo.
Se sei lombrico e non vuoi aver rivali
non ti spacciare per un cobra con gli occhiali.
E l’ippopotamo che sta leggero a galla
non può volare come fosse una farfalla.
Ognuno è bello quando ciò che vedi fuori
ti rappresenta veramente i suoi colori.
Ognuno è bello per com’è, per quel che vale
e non importa se son grilli o son cicale."

L'albo illustrato è uno dei tanti titoli che costituiscono la biblioteca speciale della mostra che affianca, ai libri internazionali della sezione BolognaRagazzi Award Disability 2016, proposte dai cataloghi degli editori italiani.

Silvana Sola

giovedì 13 ottobre 2016

Prospettive diverse condivise


Ogni giorno la cronaca ci riporta notizie dolenti, tristi racconti di ragazzini disabili vessati, infelici incontri con il mondo della scuola, con una società che rende visibile l'invisibile spesso solo per mettere in evidenzia la patologia e discriminarla.
Oggi a Bologna, alla Fondazione Golinelli, Giacomo Mazzariol presenta Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più.
Nel libro, in catalogo per Einaudi, Giacomo, diciannovenne, racconta la sua vita con un fratello, un adolescente con sindrome di down. Racconta il rapporto affettuoso, sincero, tra due fratelli, racconta il disagio e la scoperta di una straordinarietà che cambia la prospettiva.
Un racconto luminoso, una storia capace di muovere le corde dei sentimenti. Si ride, si soffre, ci si commuove nelle pagine di Mazzariol.




Questo libro è, assieme a molti, nella bibliografia che accompagna la mostra Un altro sguardo che da Bologna si sposta ad Arezzo alla Casa dell’Energia, dal 16 ottobre al 12 novembre 2016.
Altre persone, altri occhi, altri pensieri abiteranno i luoghi che ospitano la mostra.
Raccontare la disabilità è un’occasione per narrare la complessità e la ricchezza che sfugge al primo sguardo, è un invito a porre l’attenzione sull’inespresso, a dare spazio ad altre sensibilità.
La mostra ci porta, attraverso parole e figure, a vedere oltre, con uno sguardo nuovo: un altro sguardo appunto, uno diverso per ognuno di noi.

 ©Archh Associati - Lorenzo Agnese, Giovanni Guerrieri, Lucia Segalerba

Domenica 16 ottobre, dalle 15, siete tutti invitati per un pomeriggio di studio e di scoperta che mette insieme illustratori, scrittori, editori, cultori della materia, narratori, per avviare una riflessione e un confronto su un possibile progetto condiviso, perché ogni storia, ogni illustrazione, ogni testimonianza ci riguarda. 
Al tavolo:
Lucia Tanti, Assessore politiche sociali Comune di Arezzo; Patrizia Castellucci, Direttore Servizi Sociali Azienda Usl Toscana sudest; Maria Cristina Rossetti, Presidente Cooperativa Sociale Progetto 5; Silvana Sola, Presidente di IBBY Italia‐Cooperativa Culturale Giannino Stoppani; Irene Scarpati, editor Biancoenero; Chiara Carrer, autrice-illustratrice; Gabriele Clima, scrittore; Elena Giacomin, libraia .

Seguirà la performance L’onda dal progetto Donne/Madri nella Disabilità a cura di Fondazione N. Galli e Diesis Teatrango.

Scarica qui l'invito.

Silvana Sola

lunedì 25 luglio 2016

Fuori c’è la vita


Dario non ha un buon rapporto con la scuola e la scuola non ha un buon rapporto con lui.
E dopo l’ultima maniglia rotta arriva un incarico obbligato: il preside lo assegna al servizio scolastico che si occupa di studenti disabili. Dario si ritrova accanto a Andy, un ragazzo sulla sedia a rotelle, apparentemente incapace di comunicare con il mondo esterno. La quotidianità, le regole non discutibili, le prescrizioni mal si addicono alla vita di Dario, che le infrange portando con sé Andy.
Nel fuori, sulla strada, sulla spiaggia, i rapporti cambiano.
Dario deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e Andy risponde al nuovo in modo imprevedibile. Differenze, disagi, difficoltà che si incontrano e diventano una risorsa per una possibile nuova vita, sia per Dario, ma in modo particolare per Andy.
Il romanzo mette in pagina una storia vera, quella di Andrea, una storia che dimostra che “la disabilità ha confini incerti e sempre-comunque- dilatabili.”
Il libro Il sole fra le dita, scritto da Gabriele Clima, in catalogo per San Paolo, si aggiungerà alla mostra bibliografica Un altro sguardo che, assieme alle tavole originali di sedici illustratori, raggiungerà Arezzo, nel prossimo autunno.

Silvana Sola

mercoledì 13 aprile 2016

Un altro sguardo


Fase preparatoria e conclusiva del laboratorio curato da Manuel Baglieri nei giorni 9 e 10 aprile, per il progetto Un altro sguardo. Figure e storie di diversabilità nei libri per ragazzi.
La mostra rimarrà aperta fino al 30 maggio alla Fondazione Gualandi di Bologna. Le scuole possono prenotarsi allo 051.6446656
Oggi l'invito è quello di scegliere dalla bibliografia il libro Oliver Twist di Charles Dickens.

"Quel nome, Londra, risvegliò in lui
una quantità di idee. Una città
enorme, dove nessuno sarebbe
riuscito a scovarlo… proprio il
posto adatto per uno come lui,
senza casa..."

Silvana Sola


lunedì 22 febbraio 2016

Un altro sguardo


Un altro sguardo è il titolo scelto per il percorso dedicato alla rappresentazione della disabilità nei libri per ragazzi che vedrà la luce domenica il 3 aprile, negli spazi della Fondazione Gualandi, a Bologna.
Quella la data in cui saranno disponibili al pubblico i lavori di 16 illustratori scelti in un panorama internazionale (tra gli altri Gusti, Chiara Carrer, Maria Giron, Sonia Possentini, Diego Bianki), quella la data per sfogliare i libri, oltre 200, che fondono i titoli arrivati per la sezione Disability del Bologna Ragazzi Award 2016 con pubblicazioni per bambini e ragazzi selezionate in questi mesi di ricerca, quella la data per poter avere tra le mani l'antologia stampata, antologia che accompagna le figure a muro. Non solo una mostra, non solo una pubblicazione, ma un progetto: incontri, narrazioni, formazione, scambio. Un progetto fatto di confronti con chi ha condiviso il nostro pensiero e lo ha arricchito di nuove suggestioni.
A Bologna prima, ad Arezzo poi, e poi speriamo in altre geografie italiane, perché parlare di rappresentazione della disabilità vuol dire parlare di persone, vuol dire parlare di emozioni, vuol dire parlare di storie da guardare, leggere o ascoltare.
Ed è mettendo in ordine una bibliografia non ancora definitiva che ho ripreso in mano Occhio al gatto di Silvana Gandolfi, un libro del 1995 che mi era piaciuto moltissimo.
Il titolo, scelto per Salani dalla straordinaria Donatella Ziliotto, è il numero 100 della collana Gl'Istrici.
L'ho riletto e ho ritrovato il garbo narrativo che ricordavo, ho trovato la storia di Dante (lo stesso nome di mio padre), la sua difficoltà a mettere ordine tra le lettere, ho trovato il gatto Virgilio, il ponte Storto, calle del Forno, il professor Cosimo Dolente e tutte le avventure nate dopo aver sorseggiato cioccolata calda.
“ - Che cosa vuol dire dislessico?- gli chiesi a bruciapelo, dopo una di quelle fantastiche cioccolate.
 - Si tratta di una difficoltà nel leggere o nello scrivere, se si ha troppa fretta, troppa ansia. Si invertono le lettere...”
Non una storia di disabilità, ma la disabilità nell'esistenza, nella vita reale e immaginaria, normalmente, fuori dall'ordinario.

Silvana Sola

mercoledì 27 gennaio 2016

Mistaken Identity


Alcuni mesi fa, durante un’esercitazione con i miei studenti all’ISIA di Urbino, mi è stata sottoposta un' illustrazione davvero singolare titolata Mistaken Identity, che portava la firma di Ken Wong, artista australiano, virtuoso del digitale. Un’immagine bellissima diventata la copertina di Out of my mind, il libro scritto da Sharon M. Draper, ora in catalogo per Feltrinelli, con il titolo Melody.


Un libro commovente, divertente, capace di coinvolgere il lettore, di renderlo partecipe della vita di Melody, una ragazzina che non parla, non cammina, non…
Non può fare nulla, è totalmente dipendente dagli altri, perché il suo handicap la tiene imprigionata in una armatura solida e inespugnabile.
Ma Melody sente, capisce, conosce, prova sentimenti, fotografa con i suoi occhi la vita che le si muove attorno. E spinge per trovare il punto debole dell’armatura.
Non è un libro sulla disabilità, è un libro in cui la disabilità diventa il cardine narrativo per dichiarare che la differenza non è una sottrazione. E’ un libro sulla Visibilità, contro l’indifferenza, è un libro sull’ascolto, sui bisogni inespressi.
E’ un libro, come afferma in un’intervista Sharon M. Draper, che vuole mettere in primo piano la persona, l’individuo, le sue peculiarità, e le relazioni. Relazioni che sono la base per rendere il mondo un luogo possibile, vivibile, umano.
Vorrei Sharon M. Draper a Bologna. Vorrei la scrittrice americana pluri-premiata, formatrice, ex insegnante, al tavolo che IBBY Italia sta preparando, un tavolo in cui la rappresentazione della disabilità è occasione per parlare di buoni libri per tutti.
Sceglieremo le sue parole anche per l’antologia che, come Cooperativa Giannino Stoppani, stiamo mettendo a punto, un’antologia che dichiara la possibilità di un altro sguardo.

Silvana Sola

mercoledì 4 novembre 2015

Disegni, parole, segreti e bugie


Ieri a Matera c'era il sole. Un giornata tiepida, colori bellissimi. Ad accogliermi, per il primo incontro del corso di formazione Nei panni degli altri, un'insegnante straordinaria, un'insegnante che ha segnato e segna la vita dei ragazzi che incontra nel suo percorso educativo.
Un'insegnante che, come ci suggerisce Massimo Recalcati in L'ora di lezione, "può cambiare la vita, imprimere al destino un'altra direzione."


Nel viaggio tra autobus, taxi, aerei, mi ha accompagnato la lettura di un libro davvero bello in catalogo per il Castoro, Smart.
Opera prima della scrittrice inglese Kim Slater il libro racconta di Kieran, un ragazzino vessato, messo all'indice dai compagni con il nome di ritardato, maltratto dal padrino.
Una vita al margine, con poche persone su cui contare:  tra di loro un'insegnante di sostegno che aiuta Kieran a mettere in ordine i pensieri, una clochard, una nonna lontana, una mamma triste e implosa.
Sullo sfondo un cadavere, un fiume, la raccolta degli indizi, la passione investigativa, la straordinaria capacità di fissare sulla carta attraverso segno e disegno i fatti della vita, la passione per il pittore britannico L. S. Lowry.
Tanti disegni: disegni felici, disegni tristi e disegni che possono aiutare a risolvere un caso.
Il libro è incluso nelle shortlist del Children's Book Award 16, del Carnegie Prize 15 e del Waterstones Children's Book Prize 15.
La lettura del libro mi ha indicato una traccia possibile del futuro percorso sulla disabilità che abbiamo messo in campo per il prossimo anno.
I libri aiutano…

Silvana Sola

mercoledì 9 settembre 2015

Cinque di noi


Da anni il tema della disabilità entra nei nostri percorsi di ricerca e formativi e nel tempo abbiamo dichiarato le assenze di libri capaci di raccontare vite speciali o salutato con plauso proposte editoriali che mettevano in pagina storie che tutti avrebbero dovuto leggere e guardare.
Oggi è un giorno di plauso: sugli scaffali delle libreria è arrivata l'edizione italiana The Five of Us, l'album illustrato firmato da Quentin Blake.
In catalogo per Gallucci, il libro parla di amicizia, di condivisione, di ciò che si può fare assieme.


Il titolo è stato tradotto in I fantastici cinque, sottolineando la straordinarietà di ognuno dei protagonisti della storia.
Straordinario portare gli occhiali, straordinario avere qualche chilo in più, straordinario sentire quello che si fatica a vedere, straordinario muoversi anche se le gambe non aiutano, straordinario fare uscire la propria voce quando serve.
Garbo, delicatezza, ironia, giocosità sono le chiavi narrative e visive che utilizza il grande decano della letteratura per ragazzi inglese, illustratore con molte medaglie, autore di albi illustrati che sono nella storia dell'editoria degli ultimi quarant'anni. 
Angela, Ollie, Simona, Mario e Eric sono cinque di noi.

Silvana Sola

giovedì 16 aprile 2015

DROMEDARI, CAMMELLI E LIBRI: LA DISABILITA' ALLA FIERA DEL LIBRO PER L'INFANZIA



31 marzo 2015, Bologna Children's Book Fair. Sono le 10.30 e decido di assistere alla conferenza "Il dromedario e il cammello - disabilità, specialità, differenze e risorse nei libri per ragazzi" organizzata da Ibby italia.
Mentre prendo l’ascensore per arrivare alla conferenza, mi domando se gli altri mi vedono come un cammello tra i dromedari o come un dromedario tra i cammelli. Intanto ripenso a una vecchia storia secondo la quale il cammello portava la gobba come punizione divina per la sua pigrizia...ovviamente in un modo o nell’altro quando si parla di handicap, l’idea della punizione divina si centra sempre. 
Ma questa volta l’handicap è per me una benedizione più che una punizione, perché mi permette di entrare in una sala conferenze già gremita e di restare comodamente  seduta in prima fila sulla mia sedia a rotelle mentre gli altri partecipanti si contendono un posto in piedi. 
La conferenza è iniziata da qualche minuto, ma i miei pensieri sfuggono: strano che a una fiera del libro per ragazzi ci sia tanta gente interessata al tema della disabilità e, come sempre, sono l’unica persona disabile tra il pubblico.
"Chiamereste disabili Einstein e Picasso?" con questa domanda la voce sicura di Sally Gardner, la prima relatrice, mi riporta in sala. Ora sono attenta, pronta ad ascoltare. Non userei mai il termine disabili per definire quei grandi geni, eppure, proprio come Sally, erano dislessici e Sally, proprio come loro, è un'eccellenza nel suo campo, la scrittura per i ragazzi. 
Nel suo intervento afferma che sono state proprio le sue difficoltà di scrittura e lettura a farle capire in profondità l’importanza di ogni singola parola e a trasmetterla nei suoi libri. La sua disabilità è diventata la sua forza. I libri si sono trasformati per lei da ostacolo in ricchezza, una ricchezza che, conclude l'autrice, deve diventare accessibile a tutti anche alle persone con difficoltà di lettura e di apprendimento.


E'  il turno del secondo relatore, l'autore e illustratore argentino Gusti, che racconta di aver utilizzato le sue doti artistiche per affrontare la disabilità del figlio Mallko, nato con sindrome di down, che si è abbattuta come un esercito invasore sulla sua vita. 
Scrittura e illustrazione diventano per lui armi di difesa, ma col tempo si trasformano in strumenti per conoscere e comprendere il figlio, che non è un angelo, come alcuni gli dicevano, ma un bambino che ama giocare e suonare, che fa i dispetti e i capricci, un bambino unico e speciale come tutti i bambini. 
Gusti ha raccolto la sua esperienza nel libro Mallko y Papà; in seguito ha fondato un'associazione dove ragazzi con disabilità si dedicano alla musica e alla pittura e si stà impegnando a portare la sua esperienza a quelle popolazione in cui la persona con sindrome di down è ancora considerata indesiderabile e inutile. 
Mentre le illustrazioni del libro vengono proiettate Gusti conclude il suo intervento e la sua voce è incrinata dall’emozione. 
Rifletto ancora una volta e penso che è normale che l'intervento di Gusti si sia concluso con le lacrime: sono lacrime che testimoniano quanto sia liberatorio per di chi incontra la disabilità trovare il modo per raccontarla.


La difficoltà di raccontare con parole o immagini il mondo dell'handicap è al centro dagli interventi di Beatrice Masini e Vittoria Facchini, autrice e illustratrice di Siate gentili con le mucche, romanzo che racconta la vita della zoologa autistica Temple Grandin.
Beatrice Masini ricorda che una delle sue maggiori difficoltà è stata quella di trovare un modo per rapportarsi con la studiosa che, pur essendo ancora in vita, aveva difficoltà ad instaurare rapporti interpersonali a causa dell’autismo. Questa difficoltà di comunicare viene trasmessa dall’autrice dei testi con capitoli brevi e frasi concise e, nelle illustrazioni di Vittoria Facchini, si trasforma nella rappresentazione di un personaggio perfettamente integrato nell’ambiente naturale, ma il cui sguardo non incontra mai quello del lettore. 
Accettando di lavorare a questa biografia le due autrici hanno aperto una porta sul mondo della disabilità e, come la protagonista del testo, sono riuscite ad attraversare una soglia che le spaventava portando con loro i lettori. 
C’è una breve pausa, un avvicendamento al  tavolo dei relatori ed ecco che, nella mia mente, i libri, da chiavi che aprono porte, diventano ponti che mettono in comunicazione il mondo della disabilità con quello dei normodotati . 
A parlare sono Annalisa Brunelli e Roberto Parmeggiani dell'associazione Accaparlante -Centro Documentazione Handicap,  che spiegano come, utilizzando  i libri, la parola e l’animazione, possano e debbano essere le stesse persone disabili  a far conoscere la loro vita e le loro problematiche ead avvicinare le altre persone, diventando soggetti attivi nella società.
 Quella che i due relatori propongono  è una modalità di affrontare la disabilità che, almeno qui in Italia,  stà muovendo i primi passi. Forse è per questo che IBBY, che fin dalla sua fondazione ha utilizzato i libri per bambini per aiutare i piccoli lettori a costruire un futuro migliore, ha deciso di creare una bibliografia e una collezione di libri per l’infanzia che trattino il tema della disabilità o che siano utilizzabili da persone con disabilità. 
La collezione si trova ora nella biblioteca pubblica di Toronto e, come testimoniato negli interventi di Sharon Moynes e Leigh Turina, bibliotecarie responsabili del progetto, non solo attira l’attenzione degli studiosi, ma aiuta tutti i bambini, disabili e non, a ritrovare il libro più adatto a loro e a scoprire e ideare nuove forme di libro accessibile a tutti. 
A chiudere la conferenza è una riflessione di Silvana Sola, presidente IBBY Italia, che ricorda che un libro pensato per persone con disabilità può rivelarsi anche un libro adatto ad accogliere i ragazzi immigrati che spesso sono bloccati dalla barriera linguistica . 
Gli interventi sono finiti, mi faccio largo tra la folla e riprendo l’ascensore. Mi domando ancora una volta se sarò  dromedario tra i cammelli o cammello tra i dromedari, ma poi mi dico che, in fondo, non importa. Che non importa se per muovermi io uso una sedia a rotelle in un mondo di gente che cammina. Che non è importante se alcuni dei miei amici non vedono e se i bambini con sindrome di down o autismo osservano il mondo in modo diverso. 
Non importa, perché di fronte a un libro che si apre, alla magia di una narrazione che inizia, torniamo tutti un po’ bambini e, quando vediamo con gli occhi dei bambini, ci accorgiamo che, anche se siamo tutti diversi , siamo tutti importanti, siamo tutti persone. 

Annamaria Soldera