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mercoledì 31 maggio 2017

Segni, colori, sguardi e parole


La luce e i colori sono quello di Raffaello, la città è meravigliosamente avara di rumori e generosa nell'offrire i suoni di una natura che vive tra le mura: Urbino accoglie così gli studenti che si apprestano a seguire, dentro al convento di Santa Chiara, sede dell'ISIA, il seminario Figure dell’identità, ruolo di illustrazioni e immagini d'arte nella costruzione della coscienza di sé.
Marco Dallari indagherà, con loro, il senso di identità (personale, culturale, etnica, sessuale…) che presuppone la relazione sociale. Relazioni sociali che, per l'essere umano, animale simbolico per eccellenza, consistono anche nella costruzione di competenze relative agli alfabeti verbali e iconici della storia e della cultura a cui appartiene, e le immagini (dalle illustrazioni degli albi ai repertori delle arti visuali) sono fondamentali per costruire modelli e figure dell'immaginario, del pensiero simbolico e della coscienza autobiografica.
Pensando a questo percorso, ma anche fuori da qualsiasi itinerario pedagogico visivo, la mia proposta è la lettura di un libro che trovo davvero speciale. Scoperto prima in francese e poi in inglese, salutiamo ora l'edizione italiana, La grande storia di un piccolo tratto, in catalogo per l'editore fiorentino Clichy.
Una storia, firmata dallo straordinario Serge Bloch, autore unico, che fa incontrare un piccolo tratto, abbandonato sulla strada, e un bambino.
Il tratto è apparentemente piccola cosa, ma diventa da subito materia viva, stimolo e prezioso aiutante capace di dare forma alle emozioni, ai sentimenti, ai luoghi, alle storie.
Bambino e tratto cresceranno insieme, insieme disegneranno il mondo, condivideranno il peso dei momenti bui e la solarità degli incontri gioiosi.
E poi, generosamente, il piccolo tratto si troverà casualmente di nuovo sulla strada pronto per essere accolto da un altro bambino/a per permettere alla storia un nuovo cominciamento.
Il libro è un dichiarato omaggio di Bloch a grandissimi del segno e del disegno, da Saul Steinberg a Topor, da Paul Klee a Sempé, da William Steig  a Tomi Ungerer e a molti altri ancora.


Vi rimandiamo anche al post di Grazia Gotti su questo libro, che potete leggere qui.

Silvana Sola

venerdì 3 febbraio 2017

Nino e Nina, l’anno presente, quello passato e quello che verrà


Cosa fanno Nino e Nina a febbraio?

“Nina si maschera da vetro di finestra
  Nino si maschera da cacca di cane
  Nina si maschera da gonna di maestra
  Nino si maschera da nespola di bosco”

E a marzo cosa faranno?
E in tutti gli altri mesi dell’anno?
Bruno Tognolini, il poeta, li racconta mentre si rincorrono in un gioco di rima che li vede passare da un mese all’altro, Paolo Domeniconi, l’illustratore, li mette in pagina sotto la neve, nel verde dei parchi, nell’azzurro del mare. Nino e Nina sono amici, vicini sempre, a ridere, a cercare, a scoprire.
Amici, vicini, ad annoiarsi, ad andare oltre il tempo, insieme, sempre.

Silvana Sola

Domenica 5 febbraio, alle 16 vi aspettiamo alla Libreria per Ragazzi Giannino Stoppani per una presentazione con gli autori .... per leggere e rimare!


giovedì 2 febbraio 2017

Peter Brown


La casa editrice Il castoro ha portato in Italia Peter Brown! Mi chiedevo come mai questo autore tenero e divertente non piacesse ai nostri editori. Lo avevo scoperto nel 2009 e avevo molto amato The Curious Garden, un albo che accostavo al saggio Il terzo paesaggio di Gilles Clément.


L'anno successivo era poi uscito Children Make Terrible Pets, che ha divertito e continua a divertire i piccoli del Nido Scuola Mast. Ora Brown si è cimentato con il romanzo per i lettori medi, quelli che leggono da soli e si avviano a diventare “lettori forti”.


Non l'ho ancora letto e mi auguro che arrivi presto anche sui nostri scaffali. Brown è popolarissimo in America e penso  che anche da noi potrebbe essere apprezzato da un grande pubblico. Fra tante pagine che intendono insegnare, evocare problematiche, illustrare temi, l'elemento comico porterebbe un po' di leggerezza. La sua comicità è bilanciata da una dolcezza mai zuccherosa, che trasmette una serenità rassicurante. 


La tigre che vuole essere selvaggia se ne va, ma presa dalla nostalgia per i suoi simili se ne torna e trova che le cose cambiano, tutti desideriamo un po' di selvaggeria...
Il giardiniere metropolitano che pianta semi sui binari abbandonati, oltre che ricevere molti premi, è stato in classifica per molto tempo, la classifica dei libri di qualità, quella del New York Times, quotidiano che dedica da sempre grande attenzione ai libri per i più piccoli.

Grazia Gotti

mercoledì 1 febbraio 2017

Humor e invenzione


Sono andata in libreria in cerca di novità ed eccomi premiata con un albo pubblicato a Praga dalla 
storica casa editrice Albatros. Alcuni anni fa, durante la Bologna Children's Book Fair, abbiamo dedicato una serata in libreria a questa casa editrice. Avevamo visto molti titoli interessanti e ci auguravamo che molti editori potessero notare il loro lavoro. Siamo molte contente che Nord Sud 
(gruppo Salani) mandi ora in libreria la traduzione del libro di Katarina Macurova, autrice/illustratrice di cui non abbiamo tante notizie: vive a Edimburgo, ha frequentato l'Accademia di Belle Arti di Bratislava. L'albo racconta la storia, o meglio due storie, che si svolgono in parallelo,  quella di un giardiniere nel mondo di sopra e quella di una colonia di conigli nel mondo di sotto. Accostare due mondi non è un'idea nuova ma Katarina lo fa con tocco davvero singolare, con humor e leggerezza. Penso che così come ha divertito noi adulti, piacerà ai bambini. 
La cultura europea e i libri per ragazzi, un tema da convegno. Da un po' di tempo mi interrogo:   diamo il caso che in Ungheria qualcuno abbia pubblicato un romanzo come  I ragazzi della Via Pal, chi ce lo dice? Dopo tanti anni di esperienza nei libri per ragazzi, mi pare di poter dire che la curiosità non sia in cima alle motivazioni degli editori. Nemmeno la visione europea. Io penso che si dovrebbe stare in Europa anche cercando di attivare legami culturali e commerciali insieme. Gli editori per ragazzi possono dare un notevole impulso all'idea di Europa della cultura, degli incroci, degli scambi, a partire anche dalle pagine illustrate di un albo di autrice nata e cresciuta nella Repubblica Ceca o in Slovacchia, attualmente di stanza ad Edimburgo.

Grazia Gotti

giovedì 12 gennaio 2017

Dentro e fuori la notizia


Ennio Cavalli è giornalista e poeta, giornalista e narratore, voce radiofonica, scrittore anche di libri per ragazzi.
Dalla sua penna escono le storie de I gemelli giornalisti, in catalogo per Piemme.
Un padre e uno zio identici, gemelli che condividono anche la passione per la notizia.
Giornalista inviato radiofonico il padre, giornalista televisivo lo zio.
Assieme vanno in giro per il modo tra assegnazioni di premi Nobel, festival della canzone, tappeti rossi e ambiti oscar.


I libri che li vedono protagonisti sono già quattro. Ultimo, in ordine di apparizione, I gemelli giornalisti sempre in viaggio.
Papà e zio Marco hanno lasciato il lavoro “attivo”. Ora sono in pensione, ma l’energia, la passione, il desiderio di scoperta, la curiosità, continuano ad animare le loro giornate.
Nel libro il giovane protagonista si imbarcherà assieme a loro sulla Nave dei libri che fa rotta verso Barcellona. Ma tra le pagine ci sono tante geografie diverse, da piccoli paesi a grandi città e nuove occasioni di incontro.
Un incontro speciale è quello con una grande scuderia fondata da Paolo Orsi Mangelli, il padre del trotto italiano, nella campagna della provincia bolognese e con un’associazione, Il Paddock, che si occupa di riabilitazione e turismo equestre.
Assieme al Paddock domenica 15 gennaio, alla libreria Giannino Stoppani, presenteremo il libro e ascolteremo Ennio Cavalli raccontare le tante storie che animano il libro. Qui l'invito.
Vi aspettiamo.

Silvana Sola

giovedì 5 gennaio 2017

Un romanzo da mettere nella calza della Befana


La copertina è molto invitante: due ragazzini e una ragazzina, animali, valigie, giornali, trasmittente, mare, ghiacci...siamo nel cuore dell'avventura. Autore sconosciuto.
Cercando sulla rete lo ritroviamo ospite di Seven impossible things before breakfast nel 2011, per parlarci del suo lavoro di disegnatore e di inventore delle storie che hanno per protagonista Archer B. Hemsley, un ragazzino che sogna grandi avventure, ma che raramente si muove dal suo giardino. Nicholas Gannon, allievo della Parson di New York, dove insegnano Steven Guarnaccia, Leonard Marcus e dove ha tenuto lezioni Marcella Terrusi, ha incominciato le sue storie on line, inventando il giornale The Doldrum Press.
Nel blog di Julie sono pubblicati schizzi e disegni. Raccontare e disegnare: "Mi piace buttare giù piccole idee, così come vengono. Molte di esse non hanno uno scopo diretto e preciso, vengono dal mio desiderio di essere scritte. Solo più tardi le metto dentro le storie a cui sto lavorando. Creare linearmente una storia è molto difficile per me. La mancanza di chiarezza mi tiene sveglio, amo la sorpresa di quando le cose si mettono insieme in un modo diverso da quello che intendevo al principio. È lo stesso con il disegno: se ho un'idea, un'immagine, non bado al contesto. I miei schizzi sono molto meglio dei disegni finali. Fatico a ricreare l'energia spontanea di uno schizzo.
Le idee che preferisco vengono dalla vita reale. Sono cresciuto nella campagna nello stato di NY, c'era una casa in stile villa italiana che un italiano aveva fatto costruire per la moglie, voleva per lei l'atmosfera dell'Italia, paese che aveva lasciato. Quando la costruzione della villa ebbe fine e la coppia era pronta per abitarla, i due divorziarono.
Ci sono così tante 'vignette" nella vita reale, e mi piace appropriarmene e metterle nelle mie storie.".
Di seguito l'autore svela il suo grande amore per Matilde di Roald Dahl. Lo ha letto tre volte, cover to cover, tutto d'un fiato. Gli piace lo humor dark e il realismo magico.
Una magica atmosfera creata anche con le matite.
Deve essere accaduto che l'editore Greenwillow Books, accorgendosi di questo talento, gli abbia chiesto di trasferire su carta le sue storie. E Mondadori lo ha tradotto.
Nella calza della Befana per bambine e bambini di 10 anni. 350 pagine di godimento.
Non so se Gannon, oltre a Dahl, abbia amato Alphonse Daudet. Glielo chiederemo e chiederemo a Mondadori di portarlo in Italia.

Grazia Gotti

mercoledì 4 gennaio 2017

Viaggio nell'Italia delle classi senza confini


Un'amica, brava insegnante, me ne aveva consigliato la lettura un po' di tempo fa. E il libro aveva occupato un posto nella pila dei testi da leggere, assolutamente.
L'ho finito questa mattina: La scuola salvata dai bambini, libro scritto da Benedetta Tobagi e uscito per i tipi di Rizzoli.
Un viaggio nell'Italia della Scuola Pubblica, nell'Italia delle possibilità e dei luoghi comuni, nell'Italia dei migranti e dell'accoglimento nelle istituzione educative.
Il lavoro giornalistico di Benedetta Tobagi attinge a dati precisi, annota, sul suo quaderno gonfio di appunti, luoghi, persone, storie, meriti e inadempienze.
Racconta con slancio ciò che il suo sguardo ha fissato oltre alle parole. 
Parla di scuole, della fisicità degli edifici, delle differenze tra spazi di possibile inclusione, resi "belli" dal lavoro di insegnanti che si adoperano per offrire a bambini e ragazzi una vera opportunità di vita, oltre ciò che lo stereotipo ha già sancito.
Parla di mediatori culturali, di alfabetizzatori, ma anche di maestri appassionati, competenti, che credono in una scuola che va oltre lo spazio dell'apprendimento, maestri che vedono i bambini come persone, nella loro fisicità, nel loro desiderio di essere, nelle loro difficoltà e nelle loro abilità.
Dal libro esce un mondo di figure cardine della scuola che si spendono per una società diversa, dal libro escono i limiti di riforme che hanno azzerato i fondi, di esperienze che avvizziscono perché manca la linfa di uno Stato che, spesso, sembra non credere che la Scuola Pubblica possa essere il luogo delle possibilità, il luogo che contribuisce alla crescita dell’individuo.
Parla di genitori, parla di mobilità, di assenza di lavoro, parla di paura, di timore dell"invasione", di biblioteche, di cibi che si intrecciamo e di parole meticciate.
Una geografia che parte da Amatrice, ombelico d'Italia, parte da quella scuola primaria ristrutturata che oggi mostra affranta i cedimenti del sisma del 24 agosto 2016.

Benedetta Tobagi è attenta, si guarda attorno a 360 gradi e nelle belle pagine del libro cita anche Mamma Lingua, la bibliografia voluta da Giovanna Malgaroli e realizzata grazie alla collaborazione tra IBBY Italia e il Coordinamento Regionale di Nati per Leggere-Lombardia.
E si congeda dal lettore con queste parole:
"Non si tratta di essere ottimisti o pessimisti, bensì di credere che possiamo cambiare un pochino le cose. Ognuno di noi può farlo. Ciascun individuo, ogni giorno, compie una miriade di scelta che possono fare la differenza, per sé e per gli altri".



Silvana Sola

martedì 3 gennaio 2017

Sulle tracce degli antenati


Immagino questo volume come il libro di testo obbligatorio per una terza elementare.
Titolo del corso: L'avventurosa storia dell'umanità. Cartine alla mano, materiali per segnalare i luoghi dei ritrovamenti. Poi seguire la voce di Telmo Piovani, autore, professore di filosofia delle scienze biologiche all'Università di Padova. 
Che bella idea di libro! Che belli i disegni di Adriano Gon!
La scuola diventerebbe un luogo di ricerca, di crescita, per maschi e femmine, tutti incantati e rapiti dal piacere intellettuale. Ecco, con libri così, si trasmette proprio l'idea che lo studio è un'avventura, che la capacità di raccontare il sapere è importantissima.
Un sapere vivo, "flessibile", per usare il termine del professore.
"Per essere davvero sapienti e degni del nome della nostra specie, dalla grande storia dell'evoluzione possiamo imparare tantissime cose sul futuro: per esempio che siamo migranti da almeno due milioni di anni e che non abbiamo mai smesso di spostarci in cerca di una vita migliore per i nostri bambini".

Grazia Gotti

lunedì 19 dicembre 2016

Il peso del Caratteri

Chi era Giambattista Bodoni?
Figlio d'arte Giambattista viene introdotto ancora bambino nel mondo dei libri e della stampa.
L'arte tipografica scorreva nel suo sangue...
Così si dichiara nel libro scritto e illustrato da Giogio Camuffo, edito da Corraini.
Parole e figure si alternano, in elegante e calibrata alchimia nella costruzione della pagina, e si prestano a raccontare una storia esemplare, liberamente tratta da Vita del cavaliere Giambattista Bodoni, tipografo italiano, testo del 1816 firmato da Giuseppe De Lama.
Storia di una vita raccontata in prima persona che intreccia l'arte impressoria a passaggi epocali, in cammino tra Saluzzo, Roma, Parma, con la Rivoluzione Francese alle porte e con una rivoluzione dei caratteri in arrivo.
Un libro sapientemente leggero, capace di condurre dentro il mondo della stampa, tra esaltazioni e diatribe, un libro-biografia, lettura obbligatoria per tutti, per progettisti visivi, per illustratori, per studenti, per insegnanti che possono raccontare la storia di un secolo attraverso un altro sguardo, quello dei Caratteri.
Grazie a Giorgio Camuffo, grafic designer e docente di comunicazione visiva alla Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano, che nel suo Bodoni, ci mostra che è possibilie parlare del peso dei caratteri e del loro ruolo dentro e fuori il mondo della carta stampata, con ironia e grande competenza.


Silvana Sola

mercoledì 14 dicembre 2016

Io sono soltanto una bambina


Hanna è una bambina tedesca contemporanea. Frequenta la quarta, è figlia unica, il suo babbo numero uno è andato in Australia perché affetto dalla malattia detta malinconia per i paesi lontani. Ora ha un babbo numero due e anche una nuova casa, una bella casa con due stanze tutte per lei. Avrà anche un gatto, grazie alla sua nonna, una divertente e frizzante signora alla guida di una cabriolet. Poi c'è la scuola. L'occhio della sempre acuta Jutta Richter coglie al volo la realtà e la restituisce al lettore con lievi accenni, senza insistenze e digressioni, basta un tocco di rosa per definire un personaggio.
La scuola tedesca, con psicologa in organico, è raccontata con lucidità e onestà 
Non piacciono i sistemi educativi di oggi alla nostra scrittrice. Tutto organizzato, le scarpe fuori dall'aula, il controllo della violenza. I ragazzi devono essere tutti belli e bravi.
Nella realtà regna l'ipocrisia e il disinteresse. Per Hanna comincerà ad andare meglio all'arrivo di una nuova compagna, una compagna non vestita di rosa che viene da New York. Scritto con brio, il racconto è un'istantanea della classe media occidentale. Il secondo babbo di Hanna adora la sua moto BMW e a Natale la famiglia se ne va a cercare un clima temperato...

Grazia Gotti

lunedì 12 dicembre 2016

La Formula esatta della Rivoluzione


14 luglio 1789. Impossibile dormire a Parigi, mentre tutto intorno è in subbiglio. Lo sa bene Armand, il ragazzino protagonista di questa vicenda, che si troverà improvvisamente catapultato dentro la Storia. Un'avventura per ragazzi e non solo, alla ricerca della “formula esatta” per creare qualcosa di stabile.  Ma ci può essere qualcosa di stabile nella vita? La risposta a questa domanda,  Armand, non la troverà nella testa di scienziati o rivoluzionari, ma in quella di Pierrette, la ragazzina ribelle, vicina di casa, che gli infonde un inaspettato senso di sicurezza…  Un libro che, coniugando la ricerca dei diritti universali e quella dei sentimenti individuali, sa far “reagire” le scoperte della chimica con quelle della Rivoluzione Francese.

La Formula esatta della Rivoluzione è il primo volume della collana “Rivoluzioni”- Cambiamenti in corso d'opera. 
Una collana innovativa per percorrere, con chi cambia ogni giorno, i giorni che hanno segnato i cambiamenti di tutti.

Vi invitiamo ad essere con noi per salutare la nascita della collana e la presentazione del libro. Clicca qui.

La redazione Zazienews

venerdì 9 dicembre 2016

Alla ricerca dell'uovo perduto


Ieri in libreria la richiesta più frequente è stata quella di storie divertenti.
Tra queste ho scelto, prima della lista, L'uovo per la contessa, edito da Sinnos.
Scritto Tanneke Wigersma, autrice olandese capace di un umorismo sottile, di un delicato invito al riso, il libro racconta di una contessina viziata, dispotica e caparbia, interessata solo al suo uovo del mattino.
Un uovo che deve essere presentato perfetto, non troppo molle, ma neppure troppo duro, insaporito dalla giusta dose di sale.
L'uovo che con dedizione, forse con amore, il cuoco Oreste le prepara tutte le mattine, guardandola, con le gote che si colorano di rosso, mangiare la prelibatezza.
Ma un giorno Oreste sparisce e con lui la consuetudine mattutina dell'uovo giusto.
La contessina irritata, disperata, rabbiosa inizia la sua caccia all'uovo muovendosi tra ristoranti stellati, scaffali del supermercato e molti altri luoghi alla ricerca del suo “cocco”.
Lasciamo ora al lettore il piacere di scoprire il perché della sparizione di Oreste e come si evolve la storia.
Accompagnano le parole le ironiche figure di Linde Faas, illustratrice che si divide tra la carta e le immagini in movimento per il cinema d'animazione.

Silvana Sola

lunedì 5 dicembre 2016

Fiori e Itzcuintli, rivoluzioni e amori


Palazzo Albergati, a Bologna, presenta la Collezione dei coniugi Gelman, dedicata al’Arte Messicana del ventesimo secolo.
Una mostra che mette in campo grandi artisti e tra loro Diego Rivera e Frida Kahlo.
Nella mostra lo spazio della straordinaria interprete messicana è arricchito dagli abiti ispirati al suo modo di vestire, ai suoi colori, abiti che portano la firma di Valentino piuttosto che di Marras.
Frida Kahlo è, in questo momento, anche al centro di pubblicazioni che si muovono tra il mondo degli adolescenti e quello degli adulti.
Pubblicazioni che raccontano la vita di Frida, che esaltano sentimenti e passioni, che esaltano la fauna che popola i suoi dipinti, che entrano nel suo corpo e nei suoi pensieri dichiarati alla Storia.
È prezioso quanto i suoi vestiti il libro Frida di Sébastien Perez illustrato da Benjamin Lacombe, in catalogo per Rizzoli.


Riporta  i colori della terra messicana l’illustratore francese, indaga un passato noto in bilico tra una realtà che non fa sconti e un universo onirico ricco di simbologia, racconta la complessità di un’artista che intreccia miti aztechi, comunismo, credenze popolari, visioni. 
Come Frida mette insieme i temi della Morte e dell’Amore, la Rivoluzione e il corsetto ortopedico, apre lo scrigno dei ricordi insieme ad un corpo violato dall’incidente, dai molti interventi, dalla realtà.
Lacombe è dentro Frida, un dentro fatto per narrare il femminile di un’artista che diventata simbolo della cultura messicana nel mondo.
“Ricordo la prima volta che i miei occhi hanno incrociato quelli di Frida. Avevo dodici o tredici anni e mi ero soffermato su quel viso dallo sguardo cespuglioso che mi squadrava circondato da alcune scimmiette nere. Quel “ritratto con scimmie” era stampato su una cartolina posta al centro di una vetrinetta insieme ad altre...”.
Le parole e le figure di Lacombe accompagneranno, assieme ad altre, il lavoro sull’Arte che stiamo mettendo a punto, pronto a rendersi visibile nella primavera del 2017. 
Un lavoro che guarderà agli illustratori che hanno prestato il loro segno per narrare la Storia dell’Arte e quella degli artisti che la abitano, che metterà, gli uni accanto agli altri, libri internazionali pronti a diventare una speciale ed unica biblioteca circolante.

Silvana Sola

giovedì 1 dicembre 2016

Rispondere all’appello



Quando ho letto il titolo del libro La classe dei banchi vuoti, in catalogo per le edizioni Gruppo Abele, ho pensato ad un libro sull’abbandono scolastico.
Uno sguardo più attento e poi una lettura con il giusto tempo, mi ha messo di fronte a tanti banchi vuoti di bambine e bambine, ragazze e ragazzi, che non sarebbero più tornati ad abitarli.
Ma non perché refrattari alle regole scolastiche o vittime di un mondo adulto che li ha obbligati a lasciare il mondo dell’infanzia velocemente, ma perché uccisi.
Uccisi perché figli di magistrati e presenti, accanto al padre, durante un attentato, uccisi perché testimoni di un omicidio, perché destinatari di proiettili che hanno sbagliato traiettoria, perché hanno infranto le regole della criminalità organizzata o semplicemente perché erano nel posto sbagliato, in geografie lontane da quelle associate, più frequentemente, ad azioni di mafia, di camorra, di ‘ndragheta.


Luigi Ciotti, don Luigi Ciotti, li racconta questi assenti “giustificati”, li racconta nella loro speranza di vita, di crescita, nel desiderio di normalità o di cambiamento. Ci fa sentire la loro voce, e poi, poco dopo, il silenzio assordante dell’assenza, ci obbliga all’ascolto di quel silenzio e ci invita a prendere parola.
Si chiamavano Dodò, Annalisa, Giuseppe, Nadia, Caterina, Simonetta, Benedetto, Salvatore. A loro Sonia Maria Luce Possentini dà loro un volto, ci riporta, nelle sue illustrazioni, le loro espressioni, i luoghi in cui hanno camminato, gli oggetti che hanno amato.
Li rende presenti ad un appello al quale un giorno hanno smesso di rispondere.
Un appello al quale possono rispondere, con tono forte, tutti gli altri, e anche noi, nel perenne ricordo di ciò che sono stati.

Silvana Sola

giovedì 3 novembre 2016

Storie di galline, di invidie, di amori e di piume


Di Becco in Becco, il libro appena dato alle stampe da Sinnos, ha una speciale dedica a Vinicio Ongini. Ho sentito Vinicio raccontare Vero verissino, la fiaba scritta da Hans Christian Andersen, in un'occasione dove il tema erano i libri e la mondialità. E una storia sul pettegolezzo, che determina il pregiudizio, risultava perfetta all'ascolto.
Ho ritrovato la storia rivisitata con le parole di Alice Keller nel libro Di Becco in Becco, mi sono divertita a leggere di Bianchina, gallina lettrice di poesie, e di quella piuma caduta per caso.
Parole volutamente leggere che diventano notizia ne “La Gazzetta della Valle”, parole che si perdono in un telefono senza fili e riappaiono diverse sul becco delle abitanti del pollaio.
Parole accompagnate da figure capaci di cogliere lo spirito della storia, ironiche nel descrivere pensieri, stati d'animo, notizie vere e false, figure che portano la firma di Veronica Truttero.
Una storia che ci ricorda che:
“ (…) basta un attimo affinché notizie così vengano trasformate e diventino pettegolezzi!”
Potrete trovare autrice e illustratrice anche fuori dalla storia, nella loro bella libreria per ragazzi Momo, a Ravenna.

Silvana Sola

venerdì 28 ottobre 2016

Soffiava, spariva, appariva e di nuovo spariva


Alessandro Riccioni è un poeta.
È un poeta sempre: quando traduce, quando accoglie le persone in biblioteca, quando organizza eventi culturali, quando affascina bambini, ragazzi e adulti con la sua speciale arte affabulatoria.
È un poeta quando mette in fila parole, quando intreccia storie che fanno volare in alto i pensieri.
Volano i pensieri, si fermano gli occhi allenati a cogliere la sapiente lievità delle immagini nel libro titolato Il vento, in catalogo per Il leone verde.
Scritto da Alessandro Riccioni, illustrato da Simone Rea, l'albo si diverte a creare scompiglio nelle pagine e ad evitare la noia al lettore.
Il vento bizzoso muove le nuvole, gli alberi, le foglie e porta in giro cappelli di foggia diversa.
Il vento entra nelle vie della città, scompiglia le idee, modifica i gesti delle persone.
C'è qualcuno che può cambiare il disegno del vento?
Scrive di questo Alessandro Riccioni che domani a Fano saprà coniugare lettura e legalità, diritto e libera espressione, e farà volare alte le parole come nel bellissimo racconto “Falco”, raccolto in Nome di battaglia Provvisorio, l'antologia che narra la Resistenza ai ragazzi.

Silvana Sola

giovedì 27 ottobre 2016

Il guerremoto


La terra ha ricominciato a tremare.
Forte, e con particolare virulenza, il terremoto ha scosso molta parte dell'Italia Centrale.
E tra le Marche e l'Umbria ha provocato danni, obbligato migliaia di persone a lasciare le loro case.
Poi fuori, in strada, in tanti luoghi diversi.
Paura, spavento, anche là dove si contano i morti nell'agosto scorso.
E ancora la terra si muove.
“Gli scossoni della terra spesso arrivano al cuore.”
Scrive così Nadia Terranova nel libro Casca il mondo, libro uscito un mese fa e in catalogo per Mondadori.
Un libro che intreccia la storia di Oscar, della sua casa che non è più agibile, della sua vita dentro la tendopoli, delle parole che non riescono più a trovare la strada per uscire e rimangono ferme in gola, a quella di un bambino che arriva da lontano, che scappa dalla guerra, che la casa in Italia non c'e l'ha, un bambino invisibile, che per la società non esiste.
Si incontrano Oscar e Golan, incrociano le loro vite, intrecciano il loro sentire.
Il terremoto ferma il mondo, la guerra ferma il mondo. E paralizza i pensieri, paralizza le gambe, spezza la voce.
Ma a volte gli incontri inattesi, anche se nati nella tristezza e nelle difficoltà, possono diventare grandi occasioni per vivere il cambiamento.
Dentro e fuori di sè.
Interessanti le scelte cromatiche per le belle illustrazioni di Laura Fanelli, molisana, formatasi tra l'ISIA di Urbino e il Sant Luc di Bruxelles.
Il libro era già da parte tra quelli selezionati nel percorso di formazione che mi vede coinvolta, assieme ad altri, per Bill, La biblioteca della legalità: pagine, figure e parole per crescere liberi, a Fano, sabato e domenica prossimi. Qui un link informativo.

Silvana Sola

mercoledì 19 ottobre 2016

Oltre il limite


Sabato 22 ottobre, in tredici librerie diverse, sparse per lo Stivale, verrà presentato il libro Centrifuga, in catalogo per Sinnos.
Un'antologia di racconti a più voci, ventinove scrittori che mettono in pagina storie diverse, visioni diverse di un particolare spazio della città. Che cos'è la periferia? Il dizionario recita così:
periferìa s. f. [dal lat. tardo peripherīa «circonferenza», gr. περιϕέρεια, der. di περιϕέρω «portare intorno, girare»]. – 1. Contorno, bordo, orlo circolare, 2.. La parte estrema e più marginale, contrapposta al centro, di uno spazio fisico o di un territorio più o meno ampio. 3. l’insieme dei quartieri di una città più lontani dal centro.


E gli scrittori portano il lettore “intorno”, lo fanno girare, lo accompagnano oltre il limite dello spazio urbano alla scoperta di ciò che a volte gli occhi non vedono.
Mettono in pagina le storie degli ultimi, ma anche la gioia della quotidianità, la speranza, il desiderio di cambiare, la fuga nell'immaginario e la fuga nel reale.
Il libro si congeda dai lettori con la "Filastrocca per leggere più forte" di Bruno Tognolini (da Rime Raminghe, Salani).

Ne citiamo la parte finale:

“Forte come i libri che ti cambiano la sorte
 Forte come un dono
 Forte più del danno
 Tu leggi più forte che vedrai
 Sentiranno.”

Sabato a Bologna ne parleranno, assieme a Bruna Gambarelli, Assessore Cultura e Periferie del Comune di Bologna, Mariagrazia Avallone, Presidente dell'Associazione Leggimi Forte, Francesca Bonafini, autrice e Della Passarelli, Direttrice Editoriale di Sinnos.

Vi aspettiamo!
Scarica qui l'invito.

Silvana Sola

martedì 18 ottobre 2016

Fortezza o coraggio


Fra le virtù cardinali (tema sul quale da tempo ragiono dopo aver lasciato le teologali a quelli che più di me credono a un Dio o a tanti Dei, anche se Fede, Speranza e Carità sono sostantivi che posso sentire a me vicini anche quando guardo il cielo stellato sopra di me e ascolto la legge morale che risuona nel cuore) il coraggio è una di quelle che prediligo. Pensavo a questa virtù passando in rassegna le notizie che ho potuto avere del bel festival cagliaritano che ha avuto al centro il tema appunto del coraggio.
La Temperanza, una virtù che ammiro, come la Prudenza, sono obiettivi del mio cammino, obiettivi non facili ma migliorare è possibile. Immaginate un festival che avesse la Temperanza come tema? La quarta virtù, la Giustizia, è in cima ai miei pensieri, da quando bambina fui folgorata dalle parole che indicavano le virtù. 
Tornando al coraggio, che nella mia memoria era Fortezza, ho visto in libreria la novità Minibombo, tutta nera. Ci vuole un bel coraggio per pubblicare un libro per piccoli su carta nera. Quindi grazie Silvia Borando per aver avuto il coraggio di sfidare il senso comune (colori zuccherosi per i piccoli). Il libro è divertente, le rime garbate e musicali.
Sistemate le virtù, un mio pensiero è tornato a Teofrasto e ai suoi trentatré caratteri. Ci vorrebbe il coraggio di un editore per ragazzi per illustrarli tutti. Non li rileggo da tempo ma quello che riguarda quelli che non vogliono invecchiare mi farebbe molto ridere e penso che potrei ridere insieme ai bambini. Provo una certa disaffezione ad molte storie perché non sento un legame con la tradizione, gli archetipi della nostra cultura. Però il coraggio rimesso in scena mi fa sperare...

Grazia Gotti

venerdì 7 ottobre 2016

Quanti neri ci sono nel buio?


Sembra impalpabile, quasi imprendibile il segno di Simone Rea (che ringrazio come presidente di IBBY italia per averci regalato negli anni scorsi un bellissimo manifesto a sostegno dell'associazione) per il libro Via buio, togliti!, in catalogo per Topipittori.
Un segno che entra dentro la storia firmata da Hélène Gaudy, artista e autrice francese, che accompagna le parole come i genitori accompagnano Oscar verso una notte serena.
Nell'albo illustrato Oscar afferma, in apertura, che non gli piace la notte, che l'immobilità richiesta dal tempo del sonno lo annoia.
E contro la noia mette in campo tutte le azioni possibili che possono ritardare quel momento.
Il momento in cui tutto è scuro, il momento del buio e dei neri.
Nelle pagine che dichiarano il desiderio, perfettamente riuscito, di creare un rapporto empatico con il lettore, forme e colori, figure e dettagli, pause e punteggiatura, concorrono a creare l'atmosfera di un'attesa piena, nella quale si muovono figure parentali pronte all'ascolto, disponibili, presenti nell'agire e nella visibile stanchezza.
Un libro bello, tenero e vibrante.
Lo definirei speciale, nell'accezione definita dal vocabolario: non comune.

Silvana Sola