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giovedì 14 luglio 2016

Effetti dello stalinismo


Da molto tempo aspettavo un romanzo come questo è sono molto grata all'editore Piemme per questa bella scelta. Sto studiando le 21 donne elette alla Costituente e per alcune di loro il legame con la Russia è molto forte.
In questi miei studi appaiono anche tanti bambini, i figli dei rivoluzionari di professione provenienti da tante parti del mondo che hanno trovato in Russia una nuova patria.
Mentre questi trovavano una calda accoglienza, i figli degli epurati erano ospitati negli orfanotrofi. Come ci racconta l'autore, nato in Russia e trasferitosi negli Stati Uniti all'età di ventisette anni, i figli dei "nemici del popolo", raggiunti i dodici anni, considerati elementi pericolosi potevano essere giustiziati. Anche per loro valeva la legge degli adulti. Il trauma collettivo, sostiene l'autore, non è superato. Il trauma dello stalinismo, ecco il romanzo per ragazzi che mancava. 
L'eliminazione preventiva, continua l'autore, fu un metodo per prevenire una potenziale opposizione. Ora torno dalle donne italiane che, al tempo di Stalin, abitavano a Mosca, frequentavano le scuole di partito e organizzavano la rinascita dell'Italia.

Grazia Gotti

martedì 5 luglio 2016

La Russia sulle bancarelle


Conosco abbastanza bene il panorama mondiale dell'editoria, da anni frequento la Bologna Children's Book Fair, fiere internazionali, cataloghi; incontro editori,  autori, critici, storici della materia. E non ho dovuto camminare troppo perché tanti sono venuti a trovarci in libreria. 



Nel globo mi mancano i russi. Quanta fatica! Ho visitato anche la fiera del libro a Mosca, ma a tutt'oggi mi manca una visione generale. Da anni ci provo... sarebbe bello avere la Russia paese ospite a Bologna, così, finalmente anche l'anello mancante potrebbe ricongiungersi con la comunità internazionale. Ecco, intanto, qualche esempio (senza data) di ciò che la settimana scorsa ho trovato sulle bancarelle. Un tempo, quando il Partito Comunista Italiano aveva relazioni culturali oltre che politiche, attraverso l'associazione Italia-Russia era possibile conoscere scrittori, poeti, musicisti. 



Sono molto condizionata dal lavoro che sto facendo sulle donne elette all'Assemblea nel 1946. Molte di loro vissero in URSS, altre la visitarono, tutte ne furono conquistate. Vorrei essere conquistata da scrittori per ragazzi, illustratori, poeti... Sono caduti i muri ma per i libri per ragazzi sembra esistere una cortina di ferro. 

Grazia Gotti

martedì 7 luglio 2015

Una storia russa



È stata una piacevole sorpresa trovare nei tascabili ragazzi di Giunti editore un romanzo russo contemporaneo al prezzo di sei euro meno dieci centesimi.
Scritto a quattro mani, il racconto si sviluppa in montaggio alternanto, in parte ambientanto nel 1980 e in parte nel 2018. Quanti cambiamenti! Politicili, sociali, tecnologici. Cosa resta costante? Al lettore la sorpresa. Mi incuriosiscono i due autori. Chiederò ad amici che conoscono la lingua russa.
Mi diverte scoprire che Andrej Zhvalevskij, nato in Bielorussia nel 1967, ha firmato un libro dal titolo Porry Hatter e il filosofo di pietra, parodia del celebre romanzo inglese.
Lo ha fatto nel 2002, insieme a Igor Mytko, a noi sconosciuto.
Tutto può cambiare  è popolato di riferimenti letterari, da La macchina del tempo, a I tre Moschettieri. Si leggevano nel 1980, insieme a tanta letteratura "eroica".
Nel 2018 si legge meno, dicono gli autori, anche se si traducono molte opere straniere.
In questi giorni molti giornali hanno riportato la notizia del calo delle librerie in Russia.
Non ricordo i numeri a memoria ma ricordo l'impressione che ne ho ricevuto; un calo clamoroso. Da tempo cerco di informarmi sull'andamento dell'editoria russa per ragazzi. È molto difficile avere notizie. Su Zazie abbiamo recensito un romanzo russo che Beatrice Masini volle in Rizzoli. Beatrice è tradotta in russo, pubblicata dalla casa editrice Samokat, che gli Americani hanno premiato per il coraggio di aver affrontato tematiche omosessuali. Sono davvero molto contenta per il bel lavoro che la casa editrice di Firenze sta facendo: fra letterature mondiali e recuperi, buoni libri a prezzi contenuti. Una efficace strategia di promozione della lettura.

Grazia Gotti

mercoledì 19 giugno 2013

Sharazad a Mosca



Il lettore fedele di Zazienews non ha avuto molte occasioni di leggere post dedicati alla letteratura russa.
La Madre Russia è protagonista di alcuni romanzi, ma resta lontana e remota nonostante il Muro sia crollato da un tempo più che bastevole per leggere e tradurre.
La notizia che la casa editrice Samokat stia traducendo Bambini del bosco di Beatrice Masini fa pensare che le relazioni porteranno nuove occasioni.
Pensavo a queste cose osservando le foto e i servizi televisivi dedicati ai Grandi della Terra, riuniti ieri in Irlanda, e seguivo Putin, mai sorridente, sempre raccolto in se stesso, poco incline a rivolgere la parola al suo vicino. Con il suo compagno di giochi Berlusconi sembrava più a suo agio.
Dopo la tv mi sono messa a leggere un piccolo libro che misteriosamente mi sono trovata sul tavolo. Non avevo nessuna intenzione deliberata di leggere Ljudmila Petrusevskaja, ma a volte succede di leggere qualcosa di inaspettato, un libro sugli scaffali da anni che si è fatto strada in modo misterioso. Favole dopo le favole, pubblicato da Il Nuovo Melangolo, contiene tredici storie: Pollo, Una Ghirlanda di uccellini, La ragazza naso, La cura di Vasilij, La gobba del cammello, Il gatto che sapeva cantare, L'orologio sveglia, Il maestro artigiano, La valigia delle cose da niente, Il coleottero d'acqua, Le teiere bianche, Il padre, La rosa.
La fiaba, come le “byline” e le saghe, deve essere composta in presenza degli ascoltatori, afferma la narratrice russa che in appendice al volumetto Favole dopo le favole spiega che è stata la sua attività di madre a trasformarla in una Sherazade, sottilineando che la sua esperienza va ben oltre le mille e una notte. In realtà se si considerano i pomeriggi, le sere, i viaggi di una intera infanzia...
Infatti la matrice orale di molti suoi racconti è riconoscibilissima. Ma le sue parole si adattano perfettamente anche alla pagina, e invitano a nozze le figure.



Due storie della prima raccolta ora sono custodite in splendidi albi illustrati, pubblicati da Orecchio Acerbo. Dopo un inatteso intermezzo russo, la serata continua su altre pagine. Mi sono fatta l'idea che Putin non ami Ljudmila e che, favole o no, la manderebbe a morte.
Grazia Gotti

giovedì 13 dicembre 2012

Pennelli russi



All'icona della strega volante e alla Russia é dedicata la trentesima rassegna di Sarmede.
Come da tempo succede il tema si é fatto libro, curato da Luigi Dal Cin e pubblicato da Panini Ragazzi.
La raccolta di fiabe russe è stata accolta con interesse dai lettori e prefiguro una buona performance natalizia in libreria. La Russia, la sua storia, la sua cultura, la sua letteratura, hanno profondamente influenzato la cultura europea in vari campi, ma non si è ancora manifestato un incontro aperto nella vasta area della letteratura per l'Infanzia. Perché? Non lo so e da tempo indago e mi piacerebbe avere maggiori informazioni, scambi, relazioni.
Ho visitato la fiera di Mosca ma ne sono tornata con pochi materiali e poca informazione. Per quanto riguarda l'illustrazione ho conosciuto molti russi "scapati", con una sola p, come scrive Vitali Kostantinov che vive ad Amburgo. Abbiamo insieme cominciato la lunga lista per una mostra dal titolo appunto "Gli scapati", gruppo che potrebbe assomigliare agli Scapigliati, quelli cioé a cui le regole stanno molto strette ed elaborano delle poetiche (e delle etiche) molto personali e aperte al nuovo. Boris Kulikov, venuto a Bologna dagli Stati Uniti nel 2010, era molto sorpreso di avere degli ammiratori italiani, così come Vladimir Radunsky si stupí di essere stato annoverato fra gli americani nella mostra "Nello studio di Oz" tenutasi a Bologna nel 1999. Aliosha Blau, che ora vive e lavora in Germania, aspetta di essere chiamato a questa riunione degli "scapati".
Mentre le Pussy scontano la loro pena per aver vestito abiti colorati ed aver interrotto una funzione religiosa, molti pennelli russi lavorano alacremente in diverse parti del globo. Sono nati nella Madre Russia, hanno frequentato le ottime scuole d'arte dove il training è duro (disegno, pittura, tutte le tecniche e calligrafia) e per lavorare, specie nell'ambito dei libri illustrati, sono "scapati". Baba Jaga mi ha richiamato alla mente Vladimir Vagin, quello della Baba Jaga volante che io preferisco, il primo russo che ha collaborato con un autore americano prima della caduta del Muro. Il frutto del loro lavoro, Here comes the cat è stato di recente ristampato da McSweeney's McMullens, un altro gruppo di "scapigliati". Potró mai realizzare il sogno di una mostra sugli "scapati"? C'é qualcuno in ascolto?
Grazia Gotti










giovedì 10 maggio 2012

Il cuoco, il sarto e il facitore di figure


All'ISIA di Urbino, in questi giorni, Larissa Bertonasco sta conducendo un workshop dal titolo "Figure per una ricetta". La ricetta, recita il dizionario, è un insieme di istruzioni utili ad un procedimento di trasformazione. Attraverso varie alterazioni degli elementi, si determina qualcosa di diverso dalle materie originarie. Le riflessioni fatte con i ragazzi si sono spostate sul piano della progettazione. La ricetta è un progetto, un percorso di ricerca, di visione, di creazione. Un percorso che prevede attenzione, capacità di dosare gli ingredienti, di fonderli, di controllare il processo di trasformazione. Mentre seguivo il loro lavoro mi veniva in mente un'affermazione di Maurice Sendak relativa al picture book. Sendak nel libro Caldecott & Co. Notes on books & pictures, invitava a riflettere sulla complessità  insita in un libro di figure di qualità:" Bisogna riuscire a dominare costantemente la situazione per ottenere un'apparente semplicità, quella incredibile leggerezza che nasconde l'imbastitura. Come in un abito di buona fattura, basta che un solo punto salti all'occhio ed hai rovinato tutto...". L'abilità del cuoco e quella del sarto accanto a quella dei facitori di figure.

Ho in mano Salto, il nuovo libro di Maja Celia in catalogo per Orecchio Acerbo. E' un racconto di Lev Tolstoj nella bella traduzione di Olga Romanova, che, in appendice, propone un testo di Goffredo Fofi, dedicato al grande autore russo. Una storia breve, all'inizio leggera, poi densa, drammatica, piena di attese. Maja sa dosare gli ingredienti della storia, le sue illustrazioni descrivono la dinamicità delle azioni, raccontano il passaggio dal riso allo stupore attonito, si muovono, attraverso una calcolata regia, dal singolo alla folla, raccontano emozioni forti nel potente uso del colore, sottolineano l'importanza di un epilogo felice e liberatorio, predisponendo il lettore ad una nuova, possibile visione.
Silvana Sola

venerdì 20 aprile 2012

Libri russi


In questo blog c’è un'etichetta russa che contiene un solo post. Non leggiamo i russi contemporanei, non conosciamo i loro libri, gli albi illustrati, le loro storie. Nonostante i grandi appuntamenti librari costituiti dalle fiere,  Bologna, Londra, Francoforte, New York, i libri russi per bambini sono invisibili. Sono andata alla fiera del libro di Mosca nel 2009 e nemmeno lì sono riuscita a vederli, ho provato ovviamente nelle librerie, ma ne ho portati a casa davvero pochi. Eppure sapevo che traducevano molto, ad esempio la nostra  maialina Olivia è molto apprezzata anche da loro, così come i romanzi dell’americana Kate de Camillo. Ovviamente i best seller globali sono ad ogni angolo e prodotti come l’italianissima serie di La bambina della Sesta Luna ha raggiunto anche là numeri impressionanti. Sono stata quindi felicissima di ricevere una mail dall’amica Anastasia Arkhipova, qualche giorno prima della fiera, che mi invitava a visitare lo stand russo e a partecipare  ad un incontro al cafè illustratori. Ecco alcune foto, non belle quanto i libri che ho sfogliato e che cominciano ad arricchire lo scaffale russo qui in Accademia.
Grazia Gotti










venerdì 18 settembre 2009

Dalla Piazza Rossa: i libri per ragazzi dell'era Putin Medvedev

Non avevo prestato attenzione a questo libro uscito nella collana Rizzoli Oltre in aprile 2008. Da tempo pensavo alla Russia, ai libri russi per ragazzi che non riuscivo a vedere. Gli editori russi non partecipano alla Bologna Children’s Book Fair e a Francoforte hanno uno stand abbastanza grande, ma privo di libri! Con questo libro tergiversavo, forse per via del cane nel titolo e in copertina. Lo riprendo in mano dopo aver visitato la Fiera del libro di Mosca e mi accorgo che sul fondo della copertina, appena accennati, svettano San Basilio e la Torre dell’orologio. La Piazza Rossa! Ora finalmente l’ho letto e il cane c’entra, ma non troppo. Lo dichiara anche l’autrice: “Cari lettori, il piccolo libro che avete fra le mani è la storia di un cane, ma allo stesso tempo è anche la storia dei suoi padroni: la storia di una famiglia vissuta, si direbbe, non molto tempo fa eppure, a quanto sembra, nel secolo scorso e, cosa più importante, in un’altra epoca, oggi detta ‘epoca sovietica’ ”.

Quanto ammiro, quanto amo
La mia bandierina rossa

Siamo al Palazzo dei Pionieri, all’epoca di Breznev, la piccola protagonista canta nel coro e il nonno sventola la Pravda.
“Il concerto andò bene, e dopo ci portarono tutti nella Piazza Rossa e lì ci elessero membri degli Ottobrini, e cantammo pure al mausoleo di Lenin, nonostante il nostro coro al concorso avesse ottenuto l’ultimo posto. Il nonno era comunque soddisfatto, e anch’io ero in uno stato d’animo festoso, sebbene avessi paura: dentro il mausoleo era buio, Lenin giaceva su una coperta rossa, il suo viso era illuminato da una lampada e la coperta gli dava un colore rosa. Strinsi forte i pugni per la paura e cacciai le mani dentro le tasche del cappotto, ma a un tratto la sentinella, che sino a quel momento se ne era rimasta immobile, si risvegliò, si piegò su di me e disse, con una voce da maestro severo: “Tira fuori le mani dalle tasche!”

L’autrice Natalia Nussinova nata a Mosca nel 1965, è figlia di Ilja Nussinov, sceneggiatore e drammaturgo, autore di diversi film per adulti e bambini, critico e storico del cinema ed è al suo primo libro per bambini. In Russia le famiglie dell’intellighenzia sono ben solide, e garantiscono quella stabilità e continuità di cui Putin sente tanto la necessità. Si è appena celebrato il funerale del novantaseienne Sergei Mihlkaikov, poeta per bambini, autore dell’inno sovietico, (più volte adattato alle circostanze della Storia), padre dei cineasti Nikita e Koncialoswki, marito della figlia del pittore Surikov.
La stampa russa ha ripreso la stretta di mano fra Putin e il vecchio Mihlkaikov, autore di rime popolarissime per bambini, che hanno per protagonista un poliziotto molto buono, molto alto, alto quanto Mihlkaikow stesso. La stampa europea ha dato notizia e commentato la figura del grande vecchio, figura che permette di ripercorrere la storia russa per un intero secolo. Interessante il pezzo del Guardian e strano quello di Dario Fertilio, firma de Il Corriere della Sera, che si trovano in rete. L’espresso della settimana ha pubblicato il carteggio fra la scrittrice Ljudmila Evgen’evna e il celebre detenuto Mikhail Borisovic Khodorkowskj. Anche loro citano un libro per bambini dal titolo Delitti e castighi, che non riesco a trovare. Il diritto di amare un cane è il solo libro russo per ragazzi in libreria, è un libro utile per capire la Russia di oggi, per scoprire la casa editrice indipendente Cakomat, diretta da una elegante giovane signora russa che in perfetto francese, pubblica la Murail e dialoga con Beatrice Masini, editor Rizzoli.
Intrecci forse sconosciuti al Kgb, che fanno sperare in una Repubblica delle Lettere senza confini.
L’Occidente deve temere la nuova Russia di Putin e Medvedev? La risposta al libro Stelle del Cremlino di Fabrizio Dragosei edito da Bompiani, da poco in libreria, è sì e no. Se dopo gli oligarchi arrivano i libri per ragazzi, allora c’è speranza.
Ma come arrivano i libri per ragazzi?
Beatrice Masini, gentile come sempre, racconta a Zazie come fu che…
Grazia Gotti

... tutto è cominciato con una mail di una ragazza siciliana, Caterina Balistreri, che si proponeva come lettrice dal russo. Ci siamo viste, mi ha raccontato la storia dei suoi studi e dei suoi soggiorni esotici, ha letto e commentato di sua iniziativa alcuni libri che non abbiamo poi scelto di pubblicare: ma, come succede spesso in questi casi, simili proposte servono
a valutare l'intensità, la curiosità, la competenza di una persona. Quando poi mi è capitato di sentir parlare del romanzo della Nussinova, era il 2007, l'ho richiesto, gliel'ho spedito, lei l'ha letto, apprezzato e raccontato così: "Trovo sia quanto di meglio la Russia abbia da offrire per la letteratura per ragazzi.
Leggendolo mi veniva in mente che questo il libro è il punto d'arrivo, o almeno fra i primi importanti frutti, di un percorso complesso e difficile vissuto in Russia da questo settore dell'editoria dalla fine dell'Unione Sovietica. Essendo stato un cavallo di battaglia della retorica di regime, si è liberato con maggiore difficoltà - mi sembra - da quel vischio, e ha continuato a proporre racconti sempre meno pregnanti, che spesso si rifugiano in una fantasia innocua, o sterile. Questo libro (...) si propone di stabilire un vero dialogo con il lettore, vuole davvero raccontargli qualcosa. Ed è vero che dalle sue pagine traspira molto amore per chi ha vissuto in quella che l'autrice definisce la Grande Illusione, magari essendone già allora cosciente, o magari con grande ingenuità". Il commento di Caterina specificava che questo non era e non è un libro facile per i ragazzi russi e non lo sarebbe stato per quelli italiani. Ma la difficoltà dalle nostre parti non è mai un ostacolo, e insomma, mi pareva che la storia di Jerik dovesse essere tradotta e diffusa. Ovviamente è a Caterina stessa che è stata affidata la traduzione. Ovviamente il libro non ha avuto un grande successo: ma aveva il diritto di essere letto e conosciuto, anche da pochi.
Beatrice Masini