venerdì 29 agosto 2014

Non c’è tempo per asciugare le lacrime


Ogni giorno i media ci riportano situazioni di conflitti devastanti nei quali intere popolazioni subiscono, sulle loro esistenze, l’effetto della parola guerra.
Donne, uomini, ragazzi, bambini in balia di politiche di governo folli, di lotte di religione, di economie impazzite, di dimostrazione di un potere cieco e omicida.
Finché la terra piangerà, di Yaël Hassan, in catalogo per Lapis, ha come teatro le guerre mediorientali e come protagonisti tre ragazzi. Storie diverse, storie che si incontrano in una geografia che mette in relazione Francia, Israele e Palestina. Diversi sono anche la nazionalità e il credo religioso, mentre il loro punto d’unione è il conflitto tra Israele e Palestina.
Yaël Hassan costruisce il suo romanzo sulla condizione delle vittime: i suoi giovani protagonisti non sono eroi, ma vite in ostaggio della Storia, la Storia che decide della loro esistenza.
Una vita che non fa sconti, che assegna eredità non volute.
Un romanzo che lascia sul terreno di battaglie, spesso non riconoscibili come tali, troppe vittime innocenti.
Un romanzo dedicato a tutte le giovani vittime del terrorismo, in qualsiasi forma si manifesti, in qualsiasi luogo si palesi.

Silvana Sola

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