
Tra un mese circa Antonio Faeti, presiederà come ogni anno la giuria del Bologna Ragazzi Award, il premio che la Children’s Book Fair organizza da ormai 42 anni. Nei saloni della piazza coperta della Fiera, centinai di libri verranno esaminati da tre specialisti del settore.
Il premio è distinto nelle tre tradizionali sezioni, Fiction, Non Fiction e New Horizons (che raccoglie la produzione di paesi dell’America Latina, dell’Africa e alcuni asiatici), dall’anno scorso è stata ideata la sezione Opera Prima per premiare il lavoro di artisti (illustratori o scrittori) debuttanti, alla loro prima esperienza editoriale.

La selezione svolta dalla giuria oltre a riconoscere il lavoro editoriale delle case editrici, spesso facilita la circolarità di questi libri, tradotti poi in molti paesi.
Per due tra i vincitori 2009, per esempio, non abbiamo dovuto attendere molto tempo per poterli leggere in italiano.
Dell’Opera Prima, vinta da Kevin Waldron abbiamo già parlato nel nostro blog, del 3 Dicembre.
Non abbiamo invece mai accennato al libro che si è guadagnato la sezione di divulgazione, la Non Fiction, spesso poco considerata.
Il libro delle terre immaginate, creato dalla francese Seuil e tradotto prontamente da L’Ippocampo, è a mio avviso in assoluto il miglior libro dell’anno appena passato.

Un lavoro, quello di Guillaume Duprat, di raffinata gioielleria, dalle mille letture, che pesca le sue storie, le sue spiegazioni dal mito di decine di culture e geografie differenti, per spiegare come nei secoli l’uomo abbia concepito la propria Terra.
La Giuria dell’anno scorso motivò la propria scelta in questo modo: “Lo splendido viaggio onirico di Duprat è orientato verso importantissime mete che hanno impressionato, impaurito, lusingato, stimolato la mente di molte generazioni di uomini. Qui le cartografie e i simboli, i modi insinuanti, onirici, di raffigurare la terra, ci dicono quanto sia toccante e commovente la fatica compiuta dall’uomo per ritrarre il suo pianeta. Il Mito è qui riproposto come uno splendido alleato della geografia, fornendo così, con la delizia di queste immagini stilisticamente coerenti, anche un itinerario attualissimo che oggi va percorso con nuove ragioni, pensando a nuovi traguardi.”
David Tolin








Fin dal 1992, anche se in Francia ha iniziato ad essere pubblicato dieci anni prima, leggiamo i libri di Alain Serres usciti nelle storiche collane Un libro in tasca (EL Edizioni) e Pagine a colori (Emme edizioni).

Philippa Pearce è morta d’infarto il 21 dicembre 2006 all’età di 86 anni. Ho letto il suo ultimo lavoro proprio il 21 dicembre e questa coincidenza mi lega ancor di più ad una delle figure più importanti della letteratura per l’infanzia del XX secolo. Il potere del tempo e dell’immaginazione, il peculiare rapporto fra il passato e il presente, i vecchi e i giovani, sono i temi sui quali l’autrice ha lavorato.


Ritorna L’ultimo volo, omaggio di Hugo Pratt a Saint-Exupéry, già edito da Bompiani nel 1995, oggi nelle librerie con una nuova edizione per Rizzoli Lizard. Pratt incontra Saint-Exupéry nel suo ultimo viaggio, un viaggio attraverso i ricordi, un viaggio in cui l’aviatore ritrova amori, amicizie, avventure passate. Nella prefazione al volume, Umberto Eco ci parla di un incontro inevitabile fra il fumettista-viaggiatore e lo scrittore-aviatore, perché per entrambi è inevitabile lo stretto legame fra la scrittura e il viaggio.






















