venerdì 4 settembre 2015

Bach spiegato ai bambini





Dopo il bellissimo racconto di Chiara Carminati, che abbiamo recensito su Zazie nel dicembre 2012, torniamo su Bach e ci rallegriamo per Nonno Bach, pubblicato da Bompiani, fresco di stampa. Bach è ritornato per dialogare direttamente con un bambino, per rispondere alle sue domande. Veste una parrucca, non perché sia calvo, ma per eleganza. È un nonno speciale che deve far intendere al bambino, che due nonni ce li ha, che la funzione dei nonni, che è quella di tramandare, vale anche per le arti, che infatti si dicono a volte orfane perché abbandonate da chi dovrebbe proteggerle e promuoverle. Oltre che un libro divulgativo, molto utile per gli insegnanti che intendano aiutare i ragazzi a scoprire la bellezza della musica, è un libro che risveglia un sentimento civico, civile, che chiama a pretendere il diritto alla cultura, alla ricerca, alla libertà. Una grande lezione di amore per i bambini, da leggere a voce alta in classe, da tenere come riferimento per ritornare a dibattere, ad insegnare a dibattere in classe. L'insegnate può cominciare presentando l'autore, il musicista Ramin Bahrami, la sua storia, quella del suo paese, quella di suo padre, di suo nonno, e dei suoi antenati. Poi può invitare all'ascolto.
Ascoltare insieme la musica, quella di Bach e quella leggera, suggerisce l'autore.
Nonno Bach, dal paradiso, ha ascoltato i Beatles e anche Amy Winehouse, perché sostiene che il nostro orecchio può mantenersi aperto e curioso a diverse suggestioni.
È ascoltando solo musica povera che piano piano diventa sordo.

Grazia Gotti

giovedì 3 settembre 2015

Io e gli altri, nel ricordo della strage di Via Carini


Ci sono giorni che si ricordano più di altri.
Il 3 settembre 1982 avevo l'ultima revisione della mia tesi, felice di essere arrivata alla fine di un percorso pedagogico che mi aveva aperto brecce in un visivo che avrei, in seguito, molto frequentato.
Il 3 settembre 1982 la sera ero fuori con gli amici quando da un bar arriva la notizia di una strage.
Il 2 agosto 1980 è vicino e il termine strage ha un significato particolarmente forte per le strade di Bologna.
Le informazioni diventano più precise: a Palermo è stato ucciso il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la giovane moglie, l'agente che li accompagnava.
Una nuova storia di morte in una guerra di mafia che fatica, ancora oggi, ad avere contorni chiari e netti.
Nel ricordo di chi ha dato la vita in nome dello Stato, il suggerimento di un libro per ragazzi che non racconta la strage, ma si interroga sulla libertà, sul diritto individuale e quello collettivo.
Il titolo è Io e gli altri, lo firma Anna Vivarelli, in catalogo per Piemme.
Da una premessa che ricorda che siamo sempre cittadini, “siamo animali politici, scriveva Aristotele molto tempo fa. Questo significa che il nostro comportamento, le nostre scelte, i nostri progetti, non sono slegati dalla società in cui nasciamo e cresciamo...”, alle riflessioni sulla democrazia e le sue regole, ai conflitti, alla banalità del male.
Il libro è una intelligente incursione nel mondo della filosofia, della storia, del diritto, dell'educazione civica, un libro nel quale la brava scrittrice piemontese invita i ragazzi a leggere, trovando il giusto linguaggio, a confrontarsi, a riconoscersi, a trovare occasioni di riflessione, a scoprire il pensiero di Kant o di Jefferson piuttosto che quello di Rousseau.
Un libro libero per giovani menti aperte, pronte a superare confini e a cercare nuovi orizzonti.

Silvana Sola

mercoledì 2 settembre 2015

Marta Altés


Già pubblicata da Sinnos nel 2012 con Il mio nome è NO! di cui abbiamo parlato qui, l'autrice/illustratrice spagnola Marta Altés  ritorna in libreria con Io sono un artista, per Emme edizioni, un album un po' speciale che gioca con le immagini e le parole. Le immagini alludono alla storia della pittura, mentre le parole sono interpretazioni delle immagini. Da questo bisticcio creativo, molto ben tenuto e divertente, nascono una serie di situazioni che vedono madre e figlio interpretare in modo diverso ogni accadimento.
La carota lasciata nel piatto è un'opera dal titolo La solitudine della carota per il piccolo, mentre per la madre diventa La cena incompiuta. Il piccolo protagonista, calato nei panni dell'artista anche per via dei baffi alla Dalì che si è disegnato, si muove fra le pagine sempre sperimentando tecniche, materiali e poetiche artistiche, dal blu di Klein, all'Autoritratto multiplo, risultato dell'incrinatura dello specchio sul lavabo del bagno. Accanto alla foga artistica del piccolo, sempre preso dal progetto di produrre il capolavoro della settimana, fa da contraltare la quiete degli esercizi yoga della mamma. Quiete, raccoglimento, meditazione, riposo, versus creatività inarrestabile, action painting che non risparmia nessuna parete in nessuna delle stanze di casa, dalla camera da letto al bagno, al primo piano, fino alla porta di casa al piano terra. Gioco molto divertente e riuscito, una bella idea molto ben realizzata.
Marta Altés, dopo aver studiato a Barcellona è stata allieva di Martin Salisbury, in Inghilterra, "la più bella decisione che ho preso nella vita", dichiara l'autrice. Ora, è collega di Martin e insegna la sua arte ai più giovani. Bello!

Grazia Gotti

martedì 1 settembre 2015

Cosa succede se il mare si innamora della luna?


Il libro Leonardo e la marea è ben scritto, a quattro mani, dai coniugi Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone.
Di Malvaldi conoscevo i gialli del BarLume e l'omaggio ad un Pellegrino Artusi, detective per necessità, raccontato in Odore di chiuso.
Mi ha fatto molto piacere ritrovarlo, in compagnia di sua moglie, nelle pagine del libro pubblicato da Laterza.
Un libro che ha come protagonista un bambino e le sue domande.
Tante domande, ma una in particolare accompagna la vacanza marina di Leonardo: perché il mare è innamorato della luna?
La domanda gli è stata suggerita dalla madre, in una fantasiosa spiegazione che combina maree, legnetti e un mare artigiano.
Il libro è un viaggio alla ricerca di possibili risposte che innescano nuove domande, quesiti che coniugano appetiti scientifici a storie fantastiche, desideri di sapere ad animi romantici.
Le figure di Desideria Guicciardini accompagnano le parole seguendo il ritmo delle maree, si alzano e si abbassano, si allargano per invitare l'occhio ad uno sguardo aperto, si combinano in speciali alchimie che chiamano in campo Newton, narrano storie di gravità e di fisica, guardano al cielo suggerendo i versi di una poesia che racconta la vita.
E il piccolo Leonardo?
“Non sappiamo se da grande troverà la teoria unificante che gli scienziati rincorrono da secoli. Ad essere sinceri, non sappiamo nemmeno se diventerà uno scienziato. Magari diventerà un poeta...”
E continuerà a farsi domande, aiutato dalla marea.

Silvana Sola

lunedì 31 agosto 2015

Romana de Roma


È la città la protagonista del bel racconto illustrato di Marta Baroni, pubblicato da Bao Publishing, la città dove la protagonista è nata e ha vissuto fino all'età di 25 anni. Il racconto apre con il primo "trasferimento", la prima fuoriuscita dal guscio. Ed è poi il racconto dell'esplorazione del guscio il cuore della storia. Una Roma di palazzi, piazze, parchi, tangenziali, che non sono i monumenti che tutto il mondo conosce. Dice l'autrice: "Ai miei occhi Roma era un enorme libro senza fine, pieno di storie affascinanti, che avrei potuto ascoltare senza stancarmi mai". Anche noi lettori sfogliamo le pagine senza accusare la stanchezza. Seguiamo Marta che si fa Cicerone e ci conduce nei luoghi della sua crescita, dall'asilo "La casa dei bimbi", diventata poi la location di Caro Maestro interpretato da Marco Columbro per la TV. Era una villa romana del I secolo dopo Cristo ed è circondata da un immenso giardino. Anche gli spazi verdi sono raccontati con affetto, anche quelli con l'erbetta spelacchiata. 
L'occhio della bambina Marta si sposta dalla maestosità della Roma antica e via via scopre gli angoli più dimessi dei quartieri popolari. "Volevo scoprire ogni cosa, la più intima, di quelle vecchie borgate così autentiche, dolenti e incantate". Ecco allora Il Palazzo del giaccio, il grande magazzino, il cinema, il mercato, persino la tangenziale est, scempio urbanistico, si trasfigura per assomigliare a un polipo.
Non poteva mancare Piazza Vittorio, segno di una Roma di oggi.
È proprio a Piazza Vittorio oggi abitano due registi italiani, Sorrentino e Garrone.
Su in alto in vecchi palazzi calati nel presente, un presente autentico, dolente e incantato. 


Dopo questo tour in giro per Roma ho letto Adesso scappa, disegnato da Marta, scritto da Patrizia Rinaldi, pubblicato da Sinnos. Una bellissima storia di adolescenza, una storia sentimentale capace anche di farci scoprire un insegnante di quelli bravi che con poche battute sanno sottolineare cose che non tutti gli insegnanti sanno dire.

Grazia Gotti