sabato 19 aprile 2014

Il fotoromanzo esiste ancora

Condividiamo il fotoromanzo pasquale realizzato nella sede dell'Accademia Drosselmeier da Enrica Colavero.

La redazione



venerdì 18 aprile 2014

Eroi in campo



Arriva dal Brasile questo libro scritto in versi. 
Racconta, in ventidue paragrafi brevi, un derby calcistico che vede in campo greci e troiani. Ispirato all’Iliade, il lavoro letterario di José Santos, scrittore ed educatore brasiliano, attivo nella letteratura per ragazzi del suo paese, mette in pagina Patroclo e Calcante, Achille, Paride o Agamennone in rappresentanza delle squadre epicamente rivali, impegnate in una partita che va oltre lo spazio del gioco.
Le illustrazioni nascono dalla penna di Eloar Guazzelli, noto in Brasile per il suo lavoro di illustratore, fumettista, direttore artistico per il cinema d’animazione che, con un segno umoristico, veloce, sintetico, capace di sottile ironia, muove i personaggi tra regole calcistiche e le storie della monumentale opera omerica. 
Futebolìada - Un derby épico ripropone un testo classico dichiarandone l’assoluta contemporaneità. Il libro esce in doppia lingua, portoghese e italiano, per Editora Dsop, casa editrice brasiliana di San Paolo e si avvale della traduzione di Roberto Parmeggiani.


Domenica scorsa José Santos è venuto a salutarci prima di proseguire il viaggio verso la  Germania e poi tornare in Brasile. E' ripartito con appresso le fotografie della mostra Sport. Figure e parole dai libri per ragazzi da mostrare a tutti coloro che non erano a Bologna nei giorni della Bologna Children's Book  Fair . Una mostra che ci ha permesso di condividere con il gruppo brasiliano della casa editrice Editora DSOP, e con molti altri, un'esperienza umana e professionale davvero speciale.
La mostra, ospitata al Museo Civico Archeologico, è aperta fino al 9 maggio prossimo, poi partirà per la città di Biella.

Silvana Sola





giovedì 17 aprile 2014

Il soldatino rivoluzionario del Maestro di Piadena



Durante la ricerca che ha portato alla realizzazione della mostra I nostri anni ’70, ospitata al Palazzo delle Esposizioni di Roma, ho seguito una linea del tempo che mi ha portato spesso ad incontrare il lavoro di Mario Lodi. Era un incontro che dichiarava alti contenuti pedagogici e capacità uniche che trasformavano la didattica in occasioni di straordinaria quotidianità. E’ da marzo in catalogo per Orecchio Acerbo Il soldatino del Pim Pum Pà, ristampa di uno speciale lavoro in versi del Maestro di Piadena. Un libro che denuncia l’indigenza, l’assenza di lavoro, la necessità di emigrare, che fotografa un mondo in cui il potere assicura privilegi a pochi e pone gli altri ai margini del sistema. Un libro che dichiara, attraverso una nuova consapevolezza del Soldatino, guerra all’ingiustizia, che toglie al fucile il potere di morte per assegnargli quello del cambiamento. Un libro rivoluzionario che affianca le parole di Mario Lodi al lavoro di Michele Rocchetti, giovane illustratore marchigiano che mette in pagina un segno ricercato, studiato, che guarda in modo personale ad importanti eredità visive.
Silvana Sola
Per conoscere meglio Mario Lodi suggeriamo il libro di Carla Ida Salviati, Mario Lodi maestro, in catalogo per Giunti


mercoledì 16 aprile 2014

Il sapore delle immagini


Fino al 26 Aprile adulti e bambini avranno la possibilità di visitare, allla Biblioteca Edmondo De Amicis di Anzola dell’Emilia, la mostra “Il sapore delle immagini” dedicata al lavoro dell’illustratrice Larissa Bertonasco (La nonna, la cucina, la vita, La Joie de lire, Ginevra, 2010; La cucina verde, Jacoby & Stuart, Berlino, 2010; La cucina dolce, Jacoby & Stuart, Berlino, 2012).


Al centro della sala un pantagruelico tavolo bianco è apparecchiato con una selezione di libri per ragazzi che attraverso forme, tecniche e angolazioni sempre diverse, si rapportano alla tematica del cibo. Si passa dagli albi illustrati (ad esempio Succulentes sucreries, Pittau&Gervais, Gallimard Jeunesse Giboulées, Parigi, 2013) a ricettari provenienti da tutto il mondo (come Il mondo in cucina. Ricette di tutti i paesi, Terry Touff Cooper e Marilyn Ratner, ill. Tony Chen, Emme, Milano, 1977), a consigli su come coltivare un proprio piccolo orto (L’orto. Un giardino da gustare, Emanuela Bussolati, Slow Food, Bra, 2011), poi romanzi e racconti (Che pasticcio Clementina!, Lorenza Bernardi, ill. Sara Not, Edizioni EL, San Dorligo della Valle, 2013; Favole per bambini golosi, Gianni Rodari, ill. Mariachiara Di Giorgio, Editori Internazionali Riuniti, Roma, 2013), libri dedicati all’origine e provenienza dei cibi (Cosa si può fare con le mele?, Karine Harel, ill. Didier Balicevic, Il Castello, Cornaredo, 2012) e ancora poesie e filastrocche, libri d’arte e libri gioco (come Food Play, Saxton Freymann e Joost Elffers, Chronicle Books, San Francisco, 2006 e Fast Food, Arthur A. Levine Books, New York, 2006).


In questa stessa sala e attorno a questo lungo tavolo apparecchiato di libri, ho avuto modo di seguire alcune classi del territorio nei percorsi educativi collegati alla mostra. 
Appena arrivati, i ragazzi sono stati accompagnati verso le illustrazioni originali di Larissa. Guardandole da vicino abbiamo potuto osservarne i dettagli, accorgerci di particolari che sfuggirebbero nell’edizione a stampa e che ci possono rivelare informazioni preziose sulle tecniche adottate dall’illustratrice e sulla sua poetica visiva. Invito i bambini a comportarsi come piccoli esploratori, ad osservare bene le tavole esposte e raccontarmi cosa notano. Poi confrontiamo le nostre scoperte: “Usa il collage!” “Si, ma con cosa?” “Con le carte colorate” “E’ carta da parati!” dice un altro, “No per me è carta da regalo”  e qualcuno aggiunge: “Poi usa le lettere ritagliate dai giornali per scrivere delle cose”, “Ohh e lì usa proprio la confezione del cibo, la attacca sul foglio”.


Parliamo dello stile del disegno, della scelta dei colori (una bambina osserva intelligentemente: “In questa mostra è sempre primavera e estate!”), notiamo la morbidezza delle figure umane, i colori scelti per rappresentare i cibi. Quando si sono rapportati a tutti questi “segreti tecnici” arriva il momento in cui i ragazzi stessi si mettono all’opera e, con carta e fantasia, giornali e colori, disegnano, assemblano e decorano un piatto a loro scelta.


Aggiungo un aneddoto divertente: l’unica parete della sala non occupata dalle illustrazioni è una gigantesca lavagna. Durante l’inaugurazione della mostra Larissa Bertonasco ha disegnato su questa “parete-lavagna” alcuni cibi, invitando i bambini ad aggiungere i loro piatti preferiti usando i gessetti colorati, attività che li ha divertiti molto. Vedendo un ragazzino  che non disegnava un cibo ma un bel faccione tondo e sorridente gli chiesto come mai “Beh... è la faccia del bambino che ha mangiato tutte queste cose buone ed ora è contento!”


Germana Miele

martedì 15 aprile 2014

La banalità del bene di un eroe invisibile



Era il 1991 quando Enrico Deaglio dava alle stampe La banalità del bene
Una storia vera, appassionante, che racconta di quelli che aiutano fuori dai clamori dei media, una storia che Deaglio raccolse dalla voce di Giorgio Perlasca, commerciante padovano che nel 1944, in Ungheria, salvò, fingendosi un diplomatico spagnolo, cinquemilia ebrei da morte sicura.
La normalità della vita di Giorgio Perlasca, fascista della prima ora, diventa come un romanzo di avventura quando con genialità, intelligenza, inganno, perseveranza, riesce a intessere una rete in grado di aiutare un numero enorme di cittadini ungheresi destinati ai campi di sterminio.
Luca Cognolato e Silvia del Francia raccontano ai ragazzi la Budapest di questi anni, anni in cui la guerra porta fame, disperazione e morte in una città assediata.


L'eroe invisibile (davvero invisibile per molti anni, fino alla fine degli anni '80, quando sarà dichiarato, dallo stato d'Israele, "Giusto tra le Nazioni"), romanzo in catalogo per Einaudi Ragazzi, entra nelle pieghe della storia (quella personale e quella con la S maiuscola) segue Perlasca per le strade, negli anfratti, nelle cantine.
Le parole lo descrivono mentre cerca di portare a termine un compito più grande di lui, lo vedono elaborare strategie, trovare alleati, muoversi tra l'Ambasciata Spagnola e i luoghi in cui si intreccia il geniale inganno.
Un romanzo che ci riporta alle storie messe in pagina da Lia Levi, storie che descrivono la normalità di quelli che aiutano, i resistenti spesso senza volto che hanno contribuito a modificare il corso della Storia.
Silvana Sola