venerdì 29 maggio 2015

Grégoire Solotareff e il piccolo Cesare



Abbiamo deciso di dedicare una settimana all’editoria francese, abbiamo tolto dagli scaffali gli albi illustrati che da sempre scegliamo per i nostri clienti e li abbiamo disposti in modo tale da dare loro il massimo risalto, abbiamo riguardato il lavoro degli autori e degli illustratori d’oltralpe, abbiamo letto i testi tradotti, attenti alla lingua dei traduttori e alle scelte degli editori italiani.
Abbiamo messo in teca, con l’aiuto di SalaBorsa Ragazzi, alcuni libri che furono oggetto di uno speciale percorso bibliografico e di una mostra datata 1995, abbiamo selezionato i titoli da raccontare ai ragazzi delle scuole che verranno in visita da lunedì prossimo.
E tra i tanti titoli che attestano la ricchezza di un’editoria che cresce lettori ho trovato Cesare, albo in catalogo per Babalibri, scritto e illustrato da Grégoire Solotareff.
Un incontro fortunato con parole e figure che raccontano di un piccolo uccello desideroso di scoprire il mondo, desideroso di vedere il paese d’origine, desideroso di dimostrare il suo coraggio, desideroso di fare sapere a tutti che non ha paura dei coccodrilli.
Un libro quasi “autobiografico” che riporta l’autore, assieme al protagonista della storia, nella sua terra natale.
Un libro divertente, pieno di colore, un colore che si rafforza, pagina dopo pagina, per esplodere nella luce abbagliante della valle del Nilo, nel rosso delle fauci del coccodrillo, nel rassicurante azzurro di un telo da bagno.
“ Mio caro papà 
   nel nostro paese c’è bel tempo,
   Faccio molti bagni e trovo sempre cibo a volontà...”

Silvana Sola

Domenia 31 maggio, la Libreria Giannino Stoppani dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19.30 accoglierà il pubblico per un'apertura straordinaria. E alle 17.30 Storie dalla Francia, letture di albi Babalibri in occasione dei 15 anni della casa editrice.

giovedì 28 maggio 2015

Silent Auction



Super affollata l'asta di illustrazione che si è tenuta il 26 maggio al pomeriggio sulla 42esima, a fianco della Central Grand Station. Tanta editoria  americana per bambini, autori, illustratori, librai, ha preso parte, con un ingresso a 105 dollari, ad un evento che va consolidandosi di anno in anno. To Benefit Free Speech in Children's Book.  120 illustrazioni battute in silenzio per promuovere la settimana contro la censura nei libri per ragazzi, azione promossa con grande energia e sostenuta da tanti. Contro i tabù ha scritto sin dagli anni Settanta Judy Blume, autrice a cui è stato dedicato l'evento. Il gruppo di librai che lavora su questi temi si raccoglie sotto la sigla ABFE che sta per American Bookseller for Free Expression ed è interno ad ABA, la potente associazione dei librai americani. Tante le persone che hanno provato ad aggiudicarsi le opere. 


Base d'asta 100$ e rilancio di 25. Io mi sono spinta fino a 250 per portare a casa una tavola di Nikki Mc Clure ma non sono riuscita ad aggiudicarmela. La più alta delle quotazioni è stata di 450$. Ho salutato tanti amici illustratori, da Sergio Ruzzier a Jon Klassen. Ho conosciuto Brian Floca e ammirandolo molto gli ho fatto tanti complimenti. Sergio Ruzzier ci ha dato notizia dei suoi libri in uscita per Topittori, già da settembre. Era ora che le opere di questo autore italiano venissero conosciute anche da noi! Elena Pasoli, Project Manager della Bologna Children's Fair, ha partecipato all'evento suscitando un grande interesse. C'era da immaginarselo che gli Americani tenessero il gran conto la fiera più importante del settore.


Utili queste serate: utili per incontrarsi, conoscersi, progettare, promuovere interesse intorno ai libri per ragazzi. Potrebbero essere ancor più ricche queste aste? Certamente sì. In Germania, ad esempio, per sostenere il museo dell'Illustrazione ho visto battere aste fino a 5.000$ per un originale di illustratori tedeschi. Quella di Francoforte era libera, senza biglietto di ingresso.
Nel nostro piccolo abbiamo promosso anche noi questa modalità, al fine di sostenere IBBY.
Con grande fatica,  data la scarsa propensione alla Charity dell'industria editoriale italiana, e al sostanziale disinteresse per le azioni che antepongano il bene comune a quello personale.
Possiamo  provare a migliorare?

Grazia Gotti

mercoledì 27 maggio 2015

Bernard Friot, l’autore che vorrei come amico



Bernard Friot è una persona speciale: colto, aperto, straordinariamente capace di trasferire ai ragazzi, attraverso i suoi scritti, quell’invito al riso civile che ha tanto caratterizzato la produzione letteraria di Gianni Rodari.
Lo abbiamo premiato, nel 2012, con il Premio Orbil (premio assegnato dall’associazione librerie indipendenti per ragazzi) e lui si è generosamente prestato ad un tour che lo ha portato in giro per lo Stivale, felice di poter condividere pensieri e parole con i suoi giovani lettori.
Sono da poco sugli scaffali due nuovi libri: pubblicati in Francia da Flammarion, sono in Italia per merito della casa editrice Lapis.


Libri che uniscono la prosa unica, leggera, vitale di Bernard Friot, la traduzione a firma di Janna Carioli e il lavoro di editing di Luisa Mattia.
Un trio felice, come felici sono le storie “disastrose” di Ben Cardin, undici anni e la sensazione di essere più stupido degli altri.
Una stupidità da guardare con attenzione, perché produce effetti straordinari: a lui il record degli insulti, la palma d’oro per schifezze ingurgitate, per bugie impossibili da sostenere, per un tempo vacanze da riempire, e per molto altro.
Una vita accompagnata da disastri prodotti, ricercati, conservati gelosamente, a volte frutto degli errori degli adulti.
Il libro delle mie vacanze disastrose e degli scarabocchi e Il libro dei miei record disastrosi si leggono con piacere, portano nell’editoria per ragazzi quello humour sottile capace di far sorridere, di appassionare, di parteggiare per un protagonista che offre al lettore un diario da condividere, giorno dopo giorno, parola dopo parola, segni, schizzi, sottolineature, e note compresi.
Grazie allo “scrivano pubblico”, definizione di sé suggerita dallo stesso Bernard Friot.

Silvana Sola

I libri di Friot sono tra le proposte al lettore nelle giornate dedicate all’editoria francese, in lingua e tradotta, di cui trovate qui il programma.

martedì 26 maggio 2015

Il sole, dalla Corea alla Germania


Sostengo da tempo che l'editoria per ragazzi ha ripreso a pensare ai libri di divulgazione. Alcuni titoli presi in esame, fra i tanti che stanno uscendo in tanti paesi, mostrano quanto diverse possono essere le modalità per raccontare e mostrare argomenti di carattere scientifico.
Con un albo illustrato si può mettere al centro del racconto la gravità, come fa il grande illustratore Jason Chin, già autore di capolavori che si possono scoprire nel suo sito.


Il russo-tedesco Vitali Konstantinov, di cui abbiamo ammirato l'interpretazione di un racconto di Gianni Rodari, illustra un'opera dedicata pianeti, stelle e galassie.
Nella lontana Corea il sistema solare è mostrato con stile fresco e da quel che si capisce, non potendo leggere la lingua, anche con una vena umoristica.


Grandi illustratori, ottimi grafici, editori coraggiosi, lavorano insieme determinati a divulgare per il piacere conoscitivo dei bambini. Conoscere, scoprire, fare supposizioni, immaginare, trovare soluzioni fantasiose ai problemi pratici, guidati da un profondo rispetto per il pianeta, per chi lo abita, uomini o animali, riconoscendo alla terra la sua centralità per il cibo che ci regala e potenziando l'intelligenza collettiva; tutto questo attraverso l'educazione, di cui i libri sono gli strumenti principe.

Grazia Gotti

lunedì 25 maggio 2015

Ernesto Guevara de la Serna moriva il 9 ottobre 1967, Giovanni Falcone il 23 maggio 1992


Due giorni fa il ricordo amaro, doloroso, della morte di Giovanni Falcone, della moglie, della sua scorta.
23 maggio 1992 e quei nomi uniti ai tanti,  vittime di stragi, che portano una firma unica fatta di intrecci, intrighi, contaminazioni, omertà.
Luigi Garlando ha raccontato la storia di Giovanni Falcone, la storia delle sue scelte, la determinazione, il coraggio, in un libro dedicato ai ragazzi uscito undici anni fa, un libro “necessario”.
Per questo mi chiamo Giovanni racconta un rapporto tra un padre e un figlio, racconta la trasmissione della conoscenza, l’offerta di valori condivisi.
Parla di un rapporto speciale tra un ragazzo e un nonno L’estate che conobbi il Che, l’ultimo libro di Luigi Garlando, pubblicato da Rizzoli (di cui avevamo anticipato l'uscita qui)


Mette in pagina l’affetto di Cesare per un nonno straordinario, artista del legno, capace di visioni utili a determinare un’importante economia del territorio. Un nonno ammalato, ma pieno di energia quando racconta al nipote di un uomo che ha fatto la storia, un uomo diventato un’icona sulle magliette indossate in tutto il mondo.
E dalla voce che non conosce stanchezza Cesare scopre chi era Che Guevara, la sua vita avventurosa, le sue scelte, l’amore, l’etica e la libertà al centro.
Un medico e un guerrigliero, un uomo che si era battuto contro la diseguaglianza, che ha sempre creduto che l’educazione fosse l’arma più efficace contro la tirannia.
La storia del grande eroe sudamericano si fonde con il resoconto dei mondiali di calcio del 2014, con la misera figura della squadra italiana, si intreccia alle sorti di una fabbrica che rischia di chiudere, alle manifestazioni degli operai, ad una realtà che, all’apparenza vuota di colori, mostra impreviste e salviche sfumature.
Luigi Garlando offre, con la sua lingua pulita, perfettamente informato dei fatti, una narrazione in grado di affascinare il lettore, di portarlo dentro ad una storia che invita “a provare indignazione per le ingiustizie e i privilegi, a considerare il colore degli occhi prima di quello della pelle e a spezzare le catene con i libri”.

Silvana Sola