martedì 26 luglio 2016

Perdersi nel labirinto tra bambù e letture


Franco Maria Ricci ha dedicato molto del suo tempo, delle sue energie, del suo denaro, per permettere ad un progetto, a lui particolarmente caro, di vedere la luce. Il progetto, ora realtà, è la realizzazione di un labirinto, il più grande al mondo. Composto da oltre 200.000 piante di bambù di specie diverse, il labirinto si estende per sette ettari.
E’ un labirinto vero, un dedalo di strade che si intersecano, si fermano davanti ad un cancello chiuso, o ad una zona di bambù più fitta delle altre. E’ un labirinto in cui ci si può perdere (se succede esiste un numero di telefono provvidenziale al quale indicare la posizione e qualcuno viene a riprendere chi è in difficoltà), è un labirinto in cui si può decidere di perdersi per allungare i tempi della visita e trovare, tra il verde, l’occasione per pensare, per guardare, per chiudere gli occhi, per leggere un libro.


Anch’io mi sono presa un altro tempo: in borsa da rileggere Il bambino delle ombre, firmato da Giorgio di Vita, in catalogo per Giunti. Libro che racconta l’infanzia di Rembrandt, i silenzi, le attese, i colori della terra olandese. Un romanzo che parla, con la giusta lingua, di vita quotidiana e di inclinazione artistica, di passione e di cambiamento.
Un libro austero (bellissimo aggettivo che descrive sobrietà) sulla bellezza necessaria da ritrovare nelle vite dei grandi della storia dell’arte. Un libro per adolescenti al quale fu assegnato, tra gli altri, il premio Laura Orvieto, nel 2011.
La mia lettura si ferma, bloccata dalla voce troppo alta di una signorina con cellulare in mano, bussola virtuale, mappa di Google che affronta il percorso munita della tecnologia per arrivare, in fretta, al traguardo.


Riprendo la lettura in una grande corte posta alla base di una piramide, fuori dal labirinto, seduta su una poltrona di bambù verde, sotto un portico che invita alla sosta.
Ricominciare dalla bellezza, dai silenzi, dallo sguardo che si muove tra natura e arte, dalle parole lette...

Silvana Sola

lunedì 25 luglio 2016

Fuori c’è la vita


Dario non ha un buon rapporto con la scuola e la scuola non ha un buon rapporto con lui.
E dopo l’ultima maniglia rotta arriva un incarico obbligato: il preside lo assegna al servizio scolastico che si occupa di studenti disabili. Dario si ritrova accanto a Andy, un ragazzo sulla sedia a rotelle, apparentemente incapace di comunicare con il mondo esterno. La quotidianità, le regole non discutibili, le prescrizioni mal si addicono alla vita di Dario, che le infrange portando con sé Andy.
Nel fuori, sulla strada, sulla spiaggia, i rapporti cambiano.
Dario deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte e Andy risponde al nuovo in modo imprevedibile. Differenze, disagi, difficoltà che si incontrano e diventano una risorsa per una possibile nuova vita, sia per Dario, ma in modo particolare per Andy.
Il romanzo mette in pagina una storia vera, quella di Andrea, una storia che dimostra che “la disabilità ha confini incerti e sempre-comunque- dilatabili.”
Il libro Il sole fra le dita, scritto da Gabriele Clima, in catalogo per San Paolo, si aggiungerà alla mostra bibliografica Un altro sguardo che, assieme alle tavole originali di sedici illustratori, raggiungerà Arezzo, nel prossimo autunno.

Silvana Sola

venerdì 22 luglio 2016

La grande avventura di una piccola linea


Serge Bloch, nato a Colmar nel 1956, è un virtuoso del segno molto popolare fra i bambini francesi che lo hanno trovato presto sulla loro stampa come Astrapi e Pomme d'Api. Negli Stati Uniti è pubblicato dai maggiori quotidiani. Ha cominciato la sua formazione alla scuola superiore di arti decorative di Strasburgo. I bambini italiani, che non hanno mensili tutti per loro, lo possono ammirare in libri come Moi j'attendes o nella bellissima antologia dedicata agli asini a scuola assai creativi. Questo libro di grande formato, che noi possediamo in edizione inglese, mentre in Francia è pubblicata da Sarbacane, è una ode alla linea, protagonista del racconto. 
Un libro riuscitissimo che vorrei obbligatorio alla scuola elementare per le attività grafico-espressive. Non dico che dovrebbe essere pubblicato in Italia. Il testo, molto semplice, non necessita di una grande competenza linguistica:

I was out walking one day when I saw it.
A little line, lying by the side of the road.

Il personaggio raccoglie questa piccola linea che diventerà una fedele compagna.
Non racconto lo svolgimento del plot, dico solo che ad una certa pagina si incontrano i protagonisti della linea, uno per tutti, Saul Steinberg. Sì un libro obbligatorio, un libro da curriculum, senza il quale non si può dire Buona Scuola. Io proporrei la Bella Scuola, cominciando dai bei libri.

Grazia Gotti

giovedì 21 luglio 2016

Una vita da funambola


L’equilibrio perfetto è cosa difficile da raggiungere.
I funamboli che camminano sul filo lo sanno. E ogni volta che mettono il piede sulla fune, nonostante il costante allenamento, si chiedono se tutto funzionerà “perfettamente”.
Nella vita di tutti i giorni è ancora più difficile aspirare ad una perfezione che metta in ordine le cose.
Amanda vive su un piano inclinato e ogni volta rischia di scivolare.
Ha sedici anni, è chiusa dentro un guscio di rabbia regalato da una vita che non fa sconti.
A casa una madre ammalata, gravemente ammalata, il padre sparito, le difficoltà economiche. A scuola ogni giorno deve scalare montagne. E poi ci sono i sogni. C’è quel ragazzo bello che occupa i suoi pensieri, oggetto del desiderio e l’altro, bruttino, secchione, invisibile ai più. Sull’asse che rifiuta di assestarsi e obbliga Amanda a cercare un modo per non cadere improvvisamente si fa strada qualcosa di nuovo, di imprevisto, di vitale e tangibile. Si fa strada una possibilità di cambiamento, la capacità di chiedere aiuto e di accettarlo. Amanda si muove in un vortice di sentimenti, di aspettative, di nuove emozioni. La vita è sempre la stessa, ma ora sulla fune non è sola. Qualcuno le tiene la mano. E lei la stringe fiduciosa.
Racconta questo Rita Dazzi nel bel romanzo per adolescenti, In equilibrio perfetto, uscito per i tipi di Sinnos nella collana “Zonafranca”.
Da leggere e da far leggere.

Silvana Sola

mercoledì 20 luglio 2016

Cambiamento


Stamattina, al lavoro in Accademia Drosselmeier, troviamo il CAMBIAMENTO già in essere. 
Libri da sistemare, archivio da catalogare... ci prepariamo al trasloco.


Andiamo ad abitare in Via Nosadella, in un luogo storico, che fu la scuola dei bambini sordomuti. Forse qualcuno a Bologna in occasione della  fiera ha visitato la mostra Un altro sguardo che proprio là era stata allestita. Per info Accademia clicca qui.

Staff Accademia Drosselmeier