giovedì 29 settembre 2016

Due flaneur per le strade di Parigi


Delizioso il piccolo libro pubblicato Da Il Castoro, opera che vede insieme il grande Mo Willems, autore e illustratore, e Tony DiTerlizzi, l'illustratore che i giocatori di Magic conoscono bene. 
Entrambi americani, entrambi curiosi di visitare Parigi, hanno poi lavorato insieme per questa storia ambientata nella ville lumière che vede protagonisti una cagnetta e un gatto flaneur. 
Diva, la cagnetta, vive in compagnia della custode di un palazzo signorile, mentre Pulce è senza dimora. Tutto il racconto è narrato dal punto di vista basso dei due protagonisti, mentre degli umani vediamo sempre i piedi. Solo quando un personaggio si abbassa per accarezzare Diva, il lettore scopre un uomo dall'aria giovanile, con la barba e il capello un po' lungo, e immagina che sia l'autore. Infatti da controllo immediato, il personaggio è l'autore. 
Allora il racconto dentro il racconto svela anche la storia che tanti hanno raccontato: quella del flaneur di Baudelaire, figura che anticipa quella del turista, del passeggiatore nelle metropoli. E per un americano, anzi per due, Parigi è quella città dove oltre ad osservare una torre che sembra bucare le nuvole, leggi un libro seduto al caffè, o schizzi un disegno per la tua prossima storia, proprio come si vede in ultima pagina. Così deve essere nata La storia di Diva e Pulce, una storia di amicizia, molto ben raccontata e illustrata.

Grazia Gotti

mercoledì 28 settembre 2016

Christine Nostlinger


Mathias Ziegl sul "Wiener Zeitung" del 25 settembre intervista la grande scrittrice austriaca  prossima a festeggiare il suo ottantesimo compleanno.
Grazie ad Alessandra Valtieri che ha tradotto all'istante, seduta sul divano in Maremma, senza l'ausilio di un dizionario, di una matita o di un computer, e a Bernard Friot che ha postato l'intervista.
Io ho annotato rapidamente ciò che capivo e chiedo perdono per la forma un po' frammentaria.
Consideriamoli solo appunti di lavoro.
E' tempo di dedicare agli scrittori contemporanei uno studio approfondito. Ricordiamo che ricevette ex equo con Maurice Sendak l'Astrid Lindgren Memorial Award, cioè il Nobel della Letteratura dei Piccoli. 

"La letteratura è la trasposizione in parole di un pezzo di mondo e nel caso della letteratura per bambini del mondo come lo vedono loro. Facciamo un esempio, prendiamo un divorzio dei genitori. A un bambino non interessa quel che accade fra i genitori, bensì le conseguenze che lo riguardano."

E' più difficile invecchiando scrivere per bambini?

"Io oggi posso scrivere per bambini piccoli perché grossomodo sono rimasti gli stessi mentre non riesco a scrivere per quelli di dodici, tredici anni. "

Per via dei cellulari e tablet?

"Non lo so, anch'io ho un cellulare e un tablet... non riesco semplicemente a immaginarmi che succede nelle teste dei miei nipoti quando passano la giornata a guardare il loro smartphone e a muovere velocissimamente le dita  su quel piccolo schermo.
Queste cose a me non dicono molto."

I bambini di 45 anni fa erano più facili da comprendere?

"Secondo me sì".
(L'autrice usa un verbo "durchscaubarer" che abbiamo tradotto “ vedere attraverso").
Un autore che oggi ha 35 anni è sicuramente più vicino a loro.”

La sua infanzia è materia dei suoi libri?

"La mia infanzia ha giocato un ruolo molto importante perchè i bambini dei miei libri sono sempre un pochino toccati, picchiatelli, come ero io da piccola. "

E le sue figlie, quale ruolo?

"Nessuno. Testare i miei libri sulle mie figlie è stato sempre fuori questione. Ovviamente loro prima o poi si sono lette qualcuno dei miei libri, ma io non ho mai chiesto loro un'opinione."

Cosa è più difficile, scrivere per adulti o per ragazzi?

"Non ho mai provato a scrivere per adulti, non mi è mai venuto in mente, la cosa non ha mai acceso il mio interesse. "

Lei ha pubblicato più di 150 libri quanti invece non ne ha mai scritti e perché?

"Uno. Era un'idea che mi sembrava così divertente che avevo già il titolo. Mutter reglos, Vater ratlos
Madre senza pace, Padre senza la  minima idea. La storia di una moglie frustrata e depressa che un giorno sente di non poter e non voler affrontare più niente e si mette a letto." 

Perché il libro non è stato pubblicato?

"Perché non ho trovato il modo di far alzare quella donna dal letto."

Una situazione che in forma più lieve avrebbe potuto accadere anche a lei sugli anni Settanta, prima che la sua carriera decollasse?

"All'inizio volevo dipingere ma poi ho optato per studiare grafica e dopo sono arrivati i bambini. 
A quel punto mi sono seduta; mio marito guadagnava a sufficienza e io non dovevo per forza lavorare. Ma poi mi sono messa a pensare che cosa potevo fare e a un certo punto mi è venuto in mente che mi sarebbe piaciuto illustrare un libro per bambini ma non ho mai avuto il coraggio di contattare un editore e dirgli cosa volevo fare. Invece ho scritto io stessa un testo che si ispirava a quelle illustrazioni a cui avevo avevo pensato. E quando è stato pronto l'ho spedito a un paio di editori e con mia grande sorpresa uno di questi l'ha preso, ma la cosa più sorprendente è che ci ho vinto il Friedch-Boedeker Preis. E non per le illustrazioni, ma per il testo. Nessuno, nemmeno ai tempi della  scuola avevo ricevuto un premio per la scrittura. Se da quel progetto di libro non fosse uscito nulla credo che mi sarei semplicemente detta: Vedi Christerl, non ci riesci...E chissà che cosa avrei tirato fuori da me stessa..."

Quello era il suo primo libro, Federica rosso fuoco Die feuer rote Friederike. Riesce a tenere il conto di tutti i libri che ha scritto dopo quello?

"Non ho ancora l'alzheimer e quindi riesco in qualche modo a mettere insieme tutti i titoli e dire di cosa parlano ma recentemente un padre il cui figlio aveva appena letto un mio libro mi ha chiesto: 
Si ma cosa c'era scritto allora in questa lettera segreta? 
Non ne avevo idea. D'altra parte di libri ne ho scritti 170 o 180, però se si pensa che il numero include anche diverse serie come le storie di Franz o Mini che hanno entrambe una sedicina di titoli con almeno 60 pagine illustrate tutto si riduce.  Certo le storie vanno inventate ma non è paragonabile alla scrittura di un libro concluso. "

Guardando indietro quali suoi libri le piacciono di più?

"Non ce ne sono tanti, cosa che in realtà non coincide con l'amore dei miei lettori, però Hugo. Il bambino nel fiore degli anni è uno di quelli. 
Credo che il libro sia piaciuto più a me che a molti lettori."

La disturba la definizione di autrice per bambini che le è stata cucita addosso?

"No perché in fondo lo sono e non lo sono. Ho scritto molte sceneggiature, ho lavorato per la radio
venti anni per il Currir; ogni giorno un contributo, poi ho lavorato per i giornali di Kurt Falk -oh anche gli scrittori devono pur campare di qualcosa-  e mi sono molto divertita.  Mi sono divertita anche quando ho dovuto immischiarmi nella politica, scrivere cose politiche tenendomi sempre a 45 righe di sessanta battute. Ed è molto confortante sapere che il giorno dopo la signora al mercato ci incarterà l'insalata."

Una grande scrittrice, una donna semplice e simpatica, da leggere e rileggere.

Grazia Gotti

martedì 27 settembre 2016

Che cos'è l'ossitocina?


Sugli scaffali della libreria sono sempre più numerosi i libri che parlano di emozioni.
Libri che invitano bambini e ragazzi ad esprimere le loro emozioni, anche quelle una volta sgradite alla carta stampata.
Sono lontani gli anni, era il 1963, in cui uscì, negli Stati Uniti, Where the Wild Things Are, pubblicato quasi vent'anni dopo in italia con il titolo Nel paese dei mostri selvaggi.
Si parlava di rabbia, la si metteva in pagina in un albo illustrato per piccoli, si dava spazio alla potenza narratologica delle immagini.
Le mie emozioni non è un albo illustrato, non è un racconto, neppure un romanzo.
E' un grande quaderno di attività ideato da Isabelle Filliozat, pedagogista e psicoterapeuta, firmato assieme a Virgine Limousin per i testi a a Éric Veillè per le immagini.
In catalogo per L'ippocampo Ragazzi, il libro invita il lettore a diventare padrone delle proprie emozioni scrivendo, disegnando, giocando in situazioni e contesti diversi.
Si rivolge ai bambini, diventa complice, amico rassicurante, compagno di strada nelle emozioni forti, discreto nel desiderio di vivere stati d'animo in solitudine,
E poi alla fine del percorso tra segni pieni, vuoti da colorare, azioni da compiere, strade da scegliere, dedica alcune pagine ai genitori, agli adulti educatori, ai grandi che stanno accanto ai bambini, ricordando che:
“ I bambini hanno una vita emotiva ricca e debordante...”

Silvana Sola

lunedì 26 settembre 2016

Favole d'oggi


Nicola Cinquetti, una delle voci più singolari della letteratura contemporanea per ragazzi, ci regala una moderna raccolta di favole. Al modo classico, molte hanno per protagonisti gli animali: orsi, cani, corvi, formiche, pesci, canarini, cammelli, galline, asini, gatti, balene, cicogne, pavoni, ragni...
ma a differenza di quelle di Esopo, qui fanno cose strampalate, ad esempio leggono libri in letargo e quando si risvegliano corrono in biblioteca. Insieme agli animali c'è il Bambino. Quello che tira sassi al mare,  il bambino fiore,  il bambino diverso, quello di traverso, quello che fa paura al buio, il bambino pappagallo, quello che rompeva le palle, il bambino che viveva al di là.
Poi c'è il verme, e il suo incontro con il Bambino. Fra queste si insinuano delle favole  strane. Ad esempio quella che ha per titolo Uno che scrive favole, sembra avere una vera e propria funzione di dichiarazione di poetica, si sarebbe detto un tempo, quando i critici analizzavano la Letteratura. 
Questa favola non è semplice e l'esercizio interpretativo richiede mestiere e competenza. 
Non è il mio caso. Io posso solo registrare l'eco che sento in queste pagine. Una voce è dichiarata dall'autore stesso, il grandissimo Toti Scialoja. 
Bastano due brevissimi versi per annullare il senso comune, nemico giurato della Letteratura. 
"Contro te povero verme/le lagnanze sono eterne.".
Della grande letteratura riconosco l'eco di Hans Christian Andersen, nelle favole che hanno per protagonisti gli oggetti. Lo straccio e la bandiera è una di queste. 
Anche il grande Louis Stevenson aveva scritto favole. Le sento molto vicine a queste di Cinquetti.
È più importante l'inchiostro o il calamaio? Anche Cinquetti apre a domande di questo genere.
Ma rileggendole tutte di nuovo sento che c'è molto di più, che va scavato più a fondo. Intanto il mio consiglio è di leggerle, poi di leggerle con i bambini. Per mia fortuna ho un gruppo di ascoltatori che aspettano storie di qui a giugno, nella scuola. Sono tutti bambini filosofi e chissà cosa diranno di Nicola...

Grazia Gotti 

venerdì 23 settembre 2016

Mare Matto


Domenica 25 settembre, ore 16 alla Libreria per Ragazzi Giannino Stoppani, paguri, aragoste, anguille, gamberi, pesci e altri abitanti del mare, vi aspettano per un pomeriggio di rime folli e matte illustrazioni. Alessandro Riccioni e Vittoria Facchini presenteranno Mare Matto, lo spumeggiante albo di rime e figure appena uscito in libreria per Lapis Edizioni.
Con l'occasione verrà inaugurata Per preparare un "ciambotto" (= leggi zuppa) di mar matto...  una piccola mostra che racconta il percorso di Vittoria Facchini per la realizzazione delle illustrazioni del libro. L'esposizione è un assaggio della mostra Ciottoli che fan cucù e matti pesci nel mare blu!!! che sarà ospitata all'interno di Passa la Parola 2016: I bambini e i ragazzi leggono. 6° Festival della lettura per ragazzi, a Vignola, dall'1 al 9 ottobre 2016.


Scarica qui l'invito.

La redazione Zazienews