martedì 5 gennaio 2010

Il BRAW alle porte

Tra un mese circa Antonio Faeti, presiederà come ogni anno la giuria del Bologna Ragazzi Award, il premio che la Children’s Book Fair organizza da ormai 42 anni. Nei saloni della piazza coperta della Fiera, centinai di libri verranno esaminati da tre specialisti del settore.
Il premio è distinto nelle tre tradizionali sezioni, Fiction, Non Fiction e New Horizons (che raccoglie la produzione di paesi dell’America Latina, dell’Africa e alcuni asiatici), dall’anno scorso è stata ideata la sezione Opera Prima per premiare il lavoro di artisti (illustratori o scrittori) debuttanti, alla loro prima esperienza editoriale.
La selezione svolta dalla giuria oltre a riconoscere il lavoro editoriale delle case editrici, spesso facilita la circolarità di questi libri, tradotti poi in molti paesi.
Per due tra i vincitori 2009, per esempio, non abbiamo dovuto attendere molto tempo per poterli leggere in italiano.
Dell’Opera Prima, vinta da Kevin Waldron abbiamo già parlato nel nostro blog, del 3 Dicembre.
Non abbiamo invece mai accennato al libro che si è guadagnato la sezione di divulgazione, la Non Fiction, spesso poco considerata.
Il libro delle terre immaginate, creato dalla francese Seuil e tradotto prontamente da L’Ippocampo, è a mio avviso in assoluto il miglior libro dell’anno appena passato. 
Un lavoro, quello di Guillaume Duprat, di raffinata gioielleria, dalle mille letture, che pesca le sue storie, le sue spiegazioni dal mito di decine di culture e geografie differenti, per spiegare come nei secoli l’uomo abbia concepito la propria Terra.
La Giuria dell’anno scorso motivò la propria scelta in questo modo: “Lo splendido viaggio onirico di Duprat è orientato verso importantissime mete che hanno impressionato, impaurito, lusingato, stimolato la mente di molte generazioni di uomini. Qui le cartografie e i simboli, i modi insinuanti, onirici, di raffigurare la terra, ci dicono quanto sia toccante e commovente la fatica compiuta dall’uomo per ritrarre il suo pianeta. Il Mito è qui riproposto come uno splendido alleato della geografia, fornendo così, con la delizia di queste immagini stilisticamente coerenti, anche un itinerario attualissimo che oggi va percorso con nuove ragioni, pensando a nuovi traguardi.”
David Tolin

lunedì 4 gennaio 2010

Le idee hanno cuore, mani e piedi

Avevo dodici anni quando, al Teatro Storchi di Modena, vidi la rappresentazione di Tosca. Ero affascinata dalla musica, dalla potenza delle voci, ma più di tutto mi intrigava la storia.
L’amore, gli intrecci, gli ideali, la libertà e la morte.
Mario Cavaradossi era un pittore, con idee politiche distanti dallo Stato della Chiesa, Scarpia il terribile e subdolo capo della polizia papalina, che decise della sua vita. E io un’adolescente esaltata dall’800, da un opera lirica che raccontava l’Italia. E quell’Italia ottocentesca è il luogo e il tempo in cui sono ambientati anche i due romanzi per ragazzi di cui suggeriamo la lettura.
Si chiama Matilde, è nobile, appassionata, curiosa, bella e intelligente, la protagonista del libro Matilde la ribelle, che porta la firma di Paola Zannoner e la sigla editoriale Fanucci.
La scena è la Napoli del 1820, i moti per la firma della Costituzione, la Carboneria, il regno di Ferdinando, libertà e cambiamento che avranno vita breve, la Santa Alleanza e la Restaurazione. Il romanzo affida la conclusione della storia ad una lettera datata 1832: si parla di Marsiglia, di esuli, di movimento rivoluzionario chiamato “La giovane Italia”, di Giuseppe Mazzini, di nuove speranze.
E’ di recente pubblicazione    I ragazzi delle barricate, scritto da Daniela Morelli e pubblicato per i tipi di Mondadori. Un bel romanzo che racconta le Cinque giornate di Milano e l’adolescenza di un Martinitt, Enrico, orfano di padre, cresciuto nel celebre collegio/orfanotrofio milanese. Accanto a lui il giovane, ricco e nobile Malachìa, la popolana Serafina, lo stampatore Bernardoni e poi Carlo Cattaneo, Carlo De Cristoforis, Luciano Manara… e tutti i milanesi che si ribellarono agli austriaci, che costruirono le barricate, che sventolarono la bandiera italiana, che si prepararono al cambiamento.
E’ il 1848: il cambiamento però durerà solo pochi mesi, gli autriaci torneranno in città e occorrerà attendere il 1861 per parlare di una prima Italia Unita, di un parlamento e di un Re degli italiani.
Silvana Sola

mercoledì 30 dicembre 2009

La letteratura everlasting

“Winnie non credeva nelle fiabe, non aveva mai desiderato una bacchetta magica, non si aspettava di sposare un principe, e nutriva un certo disprezzo-quasi sempre- per gli elfi della nonna. Così rimase lì a bocca aperta, con gli occhi spalancati, senza sapere che cosa dire di quella storia straordinaria.”
E’ davvero una storia straordinaria quella scritta nel 1975 da Natalie Babbit, una delle più grandi scrittrici americane per l’infanzia, nata nel 1932. Negli Usa Tuck Everlasting gode di un’edizione speciale per il 25°, è considerato un classico moderno ed ha avuto due trasposizioni cinematografiche. Tradotto con il titolo Gli immortali era uscito nella collana Gaia per Mondadori, così come mondadoriani erano D come delizioso, Gli occhi dell’amaryllis, La strana scomparsa del Signor Goodys. Erano libri bellissimi, scritti fra la fine dei Sessanta e fino agli Ottanta del secolo scorso, libri di grande successo ma anche di grande spessore. Tuck Everlasting è stato poi recuperato da Beatrice Masini e da lei tradotto con il titolo La fonte magica, titolo che perde il tema centrale che è l’immortalità.
“ Quando ero un maestro, anno dopo anno, c’era sempre un mio alunno che mi chiedeva se, da qualche parte, nel mondo, poteva vivere un uomo che, nel corso dei secoli, non era mai morto. Una domanda del genere provocava spesso, in certi miei colleghi. Risposte del tipo:” Ma la vuoi smettere di fare lo stupido?” Ovvero risposte terribili, capaci di produrre disastri. I bambini di scuola elementare pongono spesso quesiti filosofici, e le risposte devono essere ben meditate, ricche di varie prospettive, accortamente problematiche.” Antonio Faeti nella postfazione al romanzo racconta delle sue risposte, dei suoi speciali libri-talismani per addentrarsi nel tema. Con la Babbit ci si entra per un’altra porta, diversa dalla fantascienza. Questa porta d’ingresso è stata individuata sempre da Faeti:
“La Babbit possiede qualcosa che è solo suo, qualcosa di inimitabile che la colloca vicina alle grandi narratrici di fiabe e di novelle, simili tra loro al di là delle culture, delle etnie, dei costumi, delle eredità storiche. Lo chiamo: il dono della mescolanza, perché non so come definirlo altrimenti, e in questo suo romanzo il “dono” si rivela con tanta chiarezza da far sì che io ne ricavi una ricetta…”. Per la ricetta bisogna leggere il libro, nella collana I delfini, Fabbri editore, a soli sette euro e cinquanta, un ottimo regalo per la calza della Befana per tutti i ragazzi dai 9 ai 99 anni.
Grazia Gotti

martedì 29 dicembre 2009

La patria non è un inno nazionale

Elizabeth Laird ha sessantasei anni: è nata in Nuova Zelanda, ma è cresciuta a Londra.
A diciotto anni è andata ad insegnare in Malesia. Poi è tornata in Inghilterra e poi di nuovo in viaggio. In Etiopia, in Iran, in India, in Libano… Suona il violino, ama il cioccolato amaro, legge e scrive.
Scrive romanzi che riportano nelle pagine le vicende delle genti che ha incontrato nei suoi molti spostamenti, racconta la vita, nei suoi libri per ragazzi.
Una vita che fa i conti con le difficoltà del conflitto infinito tra Israele e Palestina nel romanzo Un piccolo pezzo di terra, in catalogo per Feltrinelli.
Un romanzo che dichiara un’infanzia desiderosa di normalità e di spazi per giocare, di palloni e di amicizia, un libro di speranza e di positiva ostinazione.
“Ce la faremo…: noi sopravviveremo.” sono le parole finali del libro.
Sopravvivere per immaginare un futuro migliore, sopravvivere per dichiarare la propria esistenza, un’esistenza che passa attraverso terribili prove.
Tara è curda, dovrà lasciare l’Iraq, vivere sulle montagne del Kurdistan, fare l’esperienza del campo profughi in Iran, e poi raggiungere Londra.
La protagonista del romanzo La patria impossibile, edizioni El, ritrovabile oggi solo in biblioteca e in qualche remainders, è come il giovene raccontato nel bellissimo film di Philippe Lioret, Welcome.
La tragedia del popolo curdo, l’asilo politico, le leggi contro la clandestinità, la ricerca del rispetto, oggi come allora: sono trascorsi diciotto anni da quando venne scritto questo romanzo, ma la lettura del libro e la visione del film dichiarano lo stesso tempo. Un tempo che trascorre senza riuscire a porre fine alle ingiustizie.
E’ una scrittura “militante” quella di Elizabeth Laird, una scrittura che entra dentro la vita, sempre all’erta, per cogliere ciò che sta dietro le quinte.
E’ del 2008 la pubblicazione in italiano, per i tipi di Piemme, di Quando nel mio paese crescevano gli aranci.
Elizabeth racconta il Libano che ha vissuto, la città di Beirut, la convivenza con checkpoint e i rumori di guerra. E nella prefazione al romanzo, ricorda:
“Una mattina, mentre tornavamo a casa in auto, ci accorgemmo con inquietudine che le strade e il mercato erano deserti. C’era un banco della frutta e le arance color oro chiaro rotolavano ancora per la strada. L’aria fremeva di tensione: la battaglia stava per avere inizio.”
Silvana Sola

lunedì 28 dicembre 2009

Libri per bambini. Mode d’emploi per mamme e papà

Fin dal 1992, anche se in Francia ha iniziato ad essere pubblicato dieci anni prima, leggiamo i libri di Alain Serres usciti nelle storiche collane Un libro in tasca (EL Edizioni) e Pagine a colori (Emme edizioni).
Da anni andiamo a visitare il suo stand alla Fiera del libro per ragazzi.
Dal 1996 la sua maison indipendente Rue du monde crea libri che permettono ai bambini di “interrogare e immaginare il mondo”.
Lo scorso novembre, alla biblioteca dell’Heure Joyeuse di Parigi, l’abbiamo ascoltato durante la conferenza “Rodari et sa grammaire” (tra le altre cose è l’editore francese del celebre saggio “sull’arte d’inventare le storie”), mentre ci raccontava come anni prima, nel ruolo d’insegnante, aveva usato questo testo in una scuola “difficile” di Marsiglia.
Quest’anno due sono le pubblicazioni italiane che vedono Alain Serres protagonista nel doppio ruolo di editore (in Francia sono infatti pubblicate da Rue du Monde) e scrittore.
È de L’Ippocampo, lo splendido albo in cui arte e storia si mescolano per raccontare un pezzo di guerra civile spagnola: E Picasso dipinge Guernica.
Recentissimo invece è, Come insegnare a mamma e papà ad amare i libri per bambini, delle Nuove Edizioni Romane, la casa editrice di Gabriella Armando attenta ai temi della promozione alla lettura.
Nel libro sono i giovani lettori che, invertendo i ruoli, devono mostrare e leggere ai propri genitori come appassionarsi alla lettura. Un prontuario che ogni ragazzino dovrebbe prendere in mano per spiegare agli adulti che i lupi delle favole restano dentro ai libri una volta riposti, che al mondo c’è ben peggio di qualche cacca in testa ad un animale, che nella vita tutti hanno un “zizì” (leggi pisellino e passerina) e non si deve temere di trovarlo tra le pagine dei libri o che la poesia non è poi così difficile da capire…
Le immagini di Bruno Heitz sulla scia del testo ci fanno ridere, sognare e pensare… ed è proprio questo che Alain Serres vuole fare: i libri devono “minare le idee preconcette, arricchire l’immaginario, e non infantilizzare né edulcorare le complessità del mondo”.
David Tolin

mercoledì 23 dicembre 2009

Philippa Pearce

Philippa Pearce è morta d’infarto il 21 dicembre 2006 all’età di 86 anni. Ho letto il suo ultimo lavoro proprio il 21 dicembre e questa coincidenza mi lega ancor di più ad una delle figure più importanti della letteratura per l’infanzia del XX secolo. Il potere del tempo e dell’immaginazione, il peculiare rapporto fra il passato e il presente, i vecchi e i giovani, sono i temi sui quali l’autrice ha lavorato.
Il giardino di mezzanotte si aggiudicò la Carnegie Medal nel 1959 e grazie agli istrici Salani è possibile ancora leggerlo e farlo leggere. Mancano invece i lavori che Mondadori ospitò ai tempi della collana Junior (da ritrovare in bilblioteca).
Philippa ha cominciato a scrivere dopo i tren’anni durante una lunga convalescenza da tubercolosi; ha scritto della sua infanzia nello Cambridgshire, di giorni in riva al fiume e in canoa. Poi nel giardino di casa sua ha ambientato la storia che l’ha resa famosa nel mondo. Intanto stava a Londra e lavorava per la BBC occupandosi di programmi per bambini e come editor si prendeva cura dei libri degli altri. Era anche autrice di una trasmissione radiofonica settimanale dal titolo “The World of Books”.
E’ diventata mamma quando era già attempata, vedova ancor prima di diventare mamma ed è poi diventata nonna di due nipoti per i quali ha scritto La magia del Trovatore. Il progetto di libro per i nipoti era nato con l’altra nonna, Helen Craig, di una quindicina di anni più giovane, la nota disegnatrice di Angelina Ballerina, figlia e nipote d’arte.
Philippa non ha potuto vedere il libro ma guardando noi da un punto imprecisato del Creato proverà l’infinito piacere di rivedere in pagine di intensa bellezza, pagine ricche di matite, di schizzi, di colore, che incorniciano la scrittura accuratissima, controllata, sorvegliata, essenziale eppure profondissima, il suo amato mondo popolato di piante, animali e persone.
Non voglio accennare alla storia, temo di sciuparla. Entrateci come entrereste nella giornata della signora Dalloway, pronti a farvi trasportare dalla magia del Narratore.
Grazia Gotti

martedì 22 dicembre 2009

L'ultimo volo























Ritorna L’ultimo volo, omaggio di Hugo Pratt a Saint-Exupéry, già edito da Bompiani nel 1995, oggi nelle librerie con una nuova edizione per Rizzoli Lizard. Pratt incontra Saint-Exupéry nel suo ultimo viaggio, un viaggio attraverso i ricordi, un viaggio in cui l’aviatore ritrova amori, amicizie, avventure passate. Nella prefazione al volume, Umberto Eco ci parla di un incontro inevitabile fra il fumettista-viaggiatore e lo scrittore-aviatore, perché per entrambi è inevitabile lo stretto legame fra la scrittura e il viaggio.
Il volume, corredato da preziosi acquarelli, racconta, anche se solo in un flash, un nuovo incontro fugace con il piccolo protagonista del capolavoro dello scrittore francese, che domanda ancora una volta il disegno di una pecora. Il piccolo principe, scritto nel 1943, è stato tradotto in 180 lingue, e ad oggi è ancora ai vertici delle classifiche di vendita.
Per gli appassionati, da non perdere una nuova versione pop-up uscita da pochissimo in libreria, per i tipi dello storico editore italiano Bompiani.
Per rimanere in tema, segnaliamo il triplo cd, Note di Viaggio, ideale colonna sonora per le avventure di Corto Maltese. Curato da Alain Tercinet e Francois Le Xuan per la belga Casterman, edito in Italia da Rizzoli Lizard, annovera brani provenienti dal Brasile, l’Etiopia, le isole Marchesi o un più tradizionale tango argentino.
Elena Rambaldi

lunedì 21 dicembre 2009

Un fresco mattino di primavera nei boschi vicino al mare due bambine trovarono un uomo disteso all'ombra...












C’é la Guerra! L’ultima o la “Grande”! Non una guerra eroica, piena di pericoli, armi, appostamenti o invenzioni tattiche per sconfiggere il nemico e accaparrarsi l’attenzione del giovane lettore, ma una guerra normale. La nostra, quella dei romanzi che vogliamo ricordare, è quella vera. La Guerra che lascia le donne a casa in attesa di mariti, padri o fratelli, di uomini che vedono i compagni cadere, uomini che vengono feriti o non fanno ritorno. La Guerra di bambini spesso affamati e infreddoliti, che continuano ad andare a scuola, a giocare, a volte, a parlare con gli animali.
Ci sono romanzi che hanno narrato questa guerra, più raccolta, o di cui si sentono solo echi lontani, e sono spesso passati inosservati, anche se scritti magistralmente e ricchi di personaggi indimenticabili.
Così è stato per Just Binnie, solo Binnie per la Feltrinelli Kids (2006), e per Lo Scacciacorvi (Rizzoli, 2008), entrambi scritti dal grande Dick King-Smith. Sarà forse così anche per L’asinello d’argento, uscito per la Rizzoli due mesi fa?
Cerchiamo quindi dei lettori che vogliano passare qualche ora tra le pagine di questo romanzo, in compagnia di due bambine francesi, Marcelle e Coco, e del loro fratello Pascal. I fratelli incontrano un disertore che che vuole tornare a casa dal fratellino ammalato. Cerchiamo lettori che vogliano ascoltare il Luogotenente Shepard e le sue storie di asini. Lettori che desiderano farsi catturare dalla lingua intensa di Sonya Hartnett, neo-incoronata del premio Astrid Lindgren Memorial (il Nobel della letteratura per l’infanzia), e già conosciuta in Italia con il romanzo Casa Willow, ora fuori catalogo come tanti bei titoli mondadoriani.
David Tolin

venerdì 18 dicembre 2009

Natale made in USA



















Great Joy, non ancora tradotto in italiano, è un albo illustrato natalizio che propaga una singolarissima luce interiore. Ambientato nella New York degli Anni Cinquanta, ha per protagonista una bambina che osserva e pone domande. Dove andranno a dormire il suonatore e la scimmietta che stazionano sul marciapiede innevato della Quinta Strada? La bambina, che si prepara a sostenere la parte di angelo per la recita in chiesa, cerca la verità e non si accontenta delle parole distratte della madre, vuole sapere e vedere con i suoi occhi. La verità la renderà muta sul palco, incapace di recitare, o meglio, incapace di far finta di niente. Di una struggente bellezza visiva, opera del russo-americano Bagmar Ibatoulline, questo albo contribuisce ad accrescere la mia smisurata ammirazione per la scrittrice americana Kate DiCamillo.
Intercettata da Francesca Lazzarato e pubblicata in Mondadori nel 2002 con il romanzo d’esordio Il cane più brutto del mondo, è stata poi riproposta da Giunti nel Natale 2007. Letto da pochi al suo apparire, ma via via fattosi strada per passaparola, Lo straordinario viaggio di Edward Tulane ha riconfermato il talento narrativo della signora della letteratura americana, (beloved in patria e all’estero, Russia compresa) nata nel 1964. Come Stevenson-Tusitala, affetta da asma infantile, la piccola Kate lascia Filadelfia per la Florida e legge tanto. Il
suo libro preferito è Il giardino segreto.
Per lavoro sceglie i libri e si impiega per cinque anni al terzo piano di un grande magazzino di libri, dove ci sono i libri per ragazzi. Comincia a scrivere a ventinove anni e da allora ogni giorno si siede al tavolo e scrive per ore. Dalle sue pagine ci giunge eco di una lontana America, ricca, povera, cittadina, rurale, quella della grande letteratura americana. Il tono è lieve ma il significato è profondo. Bastano poche ed essenziali osservazioni, veloci descrizioni, dialoghi secchi per farci entrare nelle vene di un’America che continua ad apparire amara, come la vide il nostro cronista Cecchi negli anni Trenta. Ma c’è l’elemento fantastico a stemperare l’amaro ed inoltre un sentimento di speranza e di fiducia, che già sorreggeva Pollyanna, aiuta a guardare lontano.
E’ il Natale di Kate questo che si avvicina: sugli scaffali due suoi libri, un romanzo, L’Elefante del mago, edito da Giunti, duecento pagine che mi gusterò davanti al caminetto nel meritato riposo. Luisa, le avventura di una gallina, illustrato da Harry Bliss è invece un albo pubblicato da Motta Junior, un albo che nel silenzio colpevole dei media, nella disattenzione dei più, nel disinteresse per i bambini, si farà
strada fra i lettori silenziosi, persone che non si vedono in giro, in televisione, nei non-luoghi del moderno, perché attente a cercare storie da raccontare, come Luisa, per tornarsene poi tranquilli nel pollaio, al caldo, mentre fuori piove o nevica.

Grazia Gotti

giovedì 17 dicembre 2009

Un libro per pensare, un libro per guardare

E’ un vero regalo di Natale la ristampa di La grande domanda e L’anatra, la morte e il tulipano, i bellissimi libri di Wolf Erlbruch presenti nel catalogo e/o.
Due libri speciali che parlano di vita e di morte, due albi illustrati che rispondono a domande formulando possibili risposte che sono, a loro volta, altre domande.
Qual è la “grande domanda”che dipana i fili della storia alla quale Erlbruch dà voce e corpo? Chi è quel bambino in equlibrio sul mondo?
Non è necessario trovare la risposta. La cosa davvero necessaria è sfogliare le pagine, guardare con attenzione esercizi di collage capaci di creare atmosfere poetiche, leggere, o farsi leggere, le parole. I libri di Erlbruch sono speciali, speciali i temi che affronta, speciali le immagini che il grande illustratore tedesco fissa sulla pagina. Immagini che trovano la giusta collocazione in una carta in grado di trattenere il segno, in libri che sono frutto di un progetto in cui il carattere, gli spazi bianchi, la distanza tra i diversi elementi, non sono mai casuali, ma il risultato di un’accorta regia.
Sono libri imperdibili, da tenere sullo scaffale e riprendere in momenti diversi, libri che nascono per un bambino che, in loro compagnia, diventerà un adulto pensante.
Pensa l’anatra nei giorni in cui famigliarizza con la morte diventata sua compagna di vita, pensa il bambino alle risposte che i grandi gli offrono. Pensa il lettore alla meraviglia di un racconto illustrato che non ha paura di affrontare i temi dell’esistenza, consapevole che ai bambini si può parlare di tutto, basta trovare le giuste parole e le giuste figure.
Silvana Sola

mercoledì 16 dicembre 2009

L’arte contro la crisi

9, 8, 7… inizia il conto alla rovescia…
Avvolti nei cappotti, imbacuccati in sciarpe e berretti, tutti si affrettano per le strade e nei negozi. Noi ovviamente consigliamo di entrare nelle librerie per gli acquisti natalizi. Da oggi fino a mercoledì prossimo, Zazie consiglia le sue strenne per piccoli e grandi, tra albi, romanzi e poesia, tra parole e immagini. E proprio di immagini, da comprare e regalare, vi diamo ora notizia.
Se qualcuno si trovasse domani, e solo domani, dalle 18 alle 22, a Parigi, al 4 di rue Dante (5° arrondissement) potrà acquistare un disegno, tra i 900 esposti, di alcuni tra i migliori illustratori d’oltralpe e non. A solo 9,90 euro un’idea particolare e assolutamente conveniente.
Alla Gallerie des arts Graphiques (cliccate qui per vedere il geniale carton d'invitation) alcuni artisti si sono uniti per sconfiggere la crisi.
L’esposizione “effimera” s’intitola “Art Against Crisis” e comprende i lavori di Serge Bloch, Gerard Dubois, Charlotte Gastaut, Donald Grant, Martin Jarrie, Jean-François Martin, Serge Ricco, François Roca e Carmen Segovia.
Chi non vorrebbe possedere un croquis, una pagina di quaderno con un “asino” di Bloch, una Biancaneve della Gastaut, una poesia di Maurice Carême (che abbiamo ospitato nella mostra “Figure poetiche”) illustrata da Martin. A chi non piacerebbe uno schizzo a matita di un cavallo bardato a guerra (come nel prossimo libro pubblicato da La Margherita, Manto d’acciaio, il cavallo ribelle) di Roca, dei “conti” di Jarrie o di un pinguino della Segovia….
Se scrivete alla galleria (frh@galeriedesartsgraphiques.fr), magari si può comperare anche senza essere in loco.
David Tolin

martedì 15 dicembre 2009

Storie con figure, figure e storie

La Bohem Press Italia nasce nel 2001 con alle spalle la grande esperienza, nel campo dell'editoria per ragazzi, della Bohem Press, la casa madre svizzera ("La casa madre Bohem Press è nata a Zurigo, nel 1973, per volontà di due giovani boemi provenienti da Praga, che hanno voluto ricordare, anche nel nome della casa editrice, la loro terra d’origine. Uno era l’illustratore già affermato Stepan Zavrel, e l’altro era un giovane musicista di nome Otakar Bozejovsky von Rawenoff, figlio di collezionisti d’arte.").
Albi illustrati, storie semplici, ma profonde, libri pensati davvero come mediatori di relazione tra l’adulto e il bambino. Libri da leggere assieme, da scoprire, libri che dialogano con l’universo infantile, capaci di portare, nelle pagine, il mondo.
Oggi la casa editrice presenta una nuova collana, “bohemracconta”, che si rivolge a bambini più grandi, a bambini lettori che vanno alla ricerca di storie diverse.
Due autori svedesi, Asa Lind e Moni Nilsson, due brevi romanzi: nel primo, Lupo Sabbioso. L’incontro, si narra una storia di piccole solitudini e l’incontro con un amico immaginario, un amico di sabbia dorata, fedele, presente, pronto a dare a Zacharina le risposte alle sue innumerevoli domande; l’altro, Tsatsiki e Ma’, è il racconto divertente, pieno di humor di un ragazzino, Tsatsiki, di una madre davvero unica “- Se non fossi la mia mamma, ti crederei una strega. (…) No non era una strega, ma con lei non si poteva mai sapere. Non somigliava a nessun’altra mamma del mondo…”, che suona il basso, di un direttore puntiglioso, noioso e terribilmente, e ingiustamente, severo. E poi c’è l’amicizia, le risse, gli incontri, l’amore.
I libri sono accompagnati da bellissime illustrazioni in bianco e nero, segni lievi e decisi che portano la firma di Alessandro Sanna. Un lavoro attento, figure che accompagnano le parole, che mettono in evidenza un momento importante, che danno volto ai personaggi.
Immagini che fanno sentire quanta magia ci possa essere nell’incontro con un romanzo illustrato, quando è ben illustrato.
Alcuni tra gli originali del lavoro che Alessandro Sanna ha realizzato per Bohem Press Italia saranno visibili, assieme ad altre illustrazioni, nella mostra Come un sogno, ospitata presso la libreria per ragazzi Il Castello di carta, a Vignola, fino al 31 gennaio 2010. Sabato 19 dicembre laboratorio, a cura dell’autore, rivolto a bambini e ragazzi (per informazioni 059 773679).
Silvana Sola

lunedì 14 dicembre 2009

Premio Cento 2009

Ieri pomeriggio è stato assegnato il Premio Cento, un premio storico che ha visto Gianni Rodari premiare Roberto Piumini. In un teatro affollatissimo di ragazzi e adulti è salito sul palco lo scrittore italiano Aquilino. Il suo libro Ti salverò canaglia, edito da Giunti, nella collana “Le Gru”, si è aggiudicato il primo premio nella terzina dedicata alla scuola primaria. Aquilino è autore prolifico, i suoi libri sono pubblicati da diversi editori. Per bibliografia e notizie vedere il suo sito. È molto amico di Nicola Cinquetti con il quale ha scritto alcuni romanzi.
Nella terzina per la scuola media si è aggiudicato il primo premio lo svedese Finn Zettrholm con il romanzo Il segreto di Lydia, edito da Salani di cui Zazie ha parlato il giorno 10 luglio.
Fra i sei libri posti all’attenzione
della giuria composta di giornalisti, docenti universitari e scrittori, Zazie ha molto apprezzato il romanzo dell’australiano Bauer L’uomo che corre, sempre pubblicato da Giunti. Un romanzo che ricorda le atmosfere del capolavoro di Arper Lee, premio Pulitzer 1960 per Il buio oltre la siepe.
Grazia Silvana Elena David

venerdì 11 dicembre 2009

I Portici della Memoria

La memoria prodigiosa di Antonio Faeti è nota a quanti hanno avuto la fortuna di seguire le sue lezioni. In privato si riveste di accenti, di colori, di toni che lasciano oltre che divertiti, attoniti da tanta potenza; può citare a memoria un dialogo filmico, declamare una poesia, fare le voci dialettali, recitare l’incipit di un romanzo. Qualche giorno fa, sulla stampa nazionale, Javier Marías, fra i massimi scrittori di lingua spagnola, lamentava l’assenza nelle giovani generazioni della capacità di tenere nella propria memoria fatti, date, eventi. A proposito della collocazione della scoperta dell’America nel 1780 che non riusciva a spiegarsi (almeno 1789 avrebbe dato il senso di qualcosa, di un riferimento), metteva in luce appunto la mancanza di riferimenti. I giovani che non leggono non hanno memoria, questa è la mia tesi. Possono diplomarsi, persino laurearsi, ma non ricordarsi di nulla, perché nulla si ferma nei loro cuori e nelle loro menti. Faeti è un lettore straordinario, lettore sin dall’infanzia e le sue passioni, Letteratura, Pittura e Cinema hanno nutrito la sua Memoria. Autore di memorie autobiografiche, prima con L’estate del lianto, per Topipittori, ora con Bologna. I Portici Raccontano, edito da Minerva, si situa fra i grandi scrittori classici. Non ho alcuna autorevolezza critica, ma da lettrice, metto le pagine di Faeti, accanto a quelle di Rousseau (Confessioni), Montaigne (Saggi), Nievo, Chateaubriand. La sua scrittura ricca di riferimenti e al tempo stesso popolare, muove gli animi di lettori giovani e anziani, colti e meno colti. La sua voce saggia e sempre giovane ha trovato anche un tono lieve per dire cose anche amare; agro e dolce, comico e tragico, un dosaggio equilibrato di ingredienti che rendon
o la vita quella che è.

Domenica 13 Dicembre
Presso la libreria Giannino Stoppani, alle ore 11
Antonio Faeti presenterà il suo nuovo libro
Bologna. I Portici Raccontano
Minerva Edizioni
Domenica pomeriggio, invece, presso la biblioteca Giana Anguissola di Piacenza, sarà presentato l’albo Chi sarà il nuovo re dei leprotti, edito da Giannino Stoppani. Un recupero di una delle più importanti scrittrici italiane del Novecento. Giana Anguissola (1906-1966) giornalista, sceneggiatrice televisiva, ma soprattutto scrittrice per ragazzi, ha pubblicato numerosi racconti e romanzi per Mondadori e Mursia, iscrivendosi così tra i principali autori del secondo dopoguerra. Nel 1964 vinse il Premio Bancarellino con il romanzo, Violetta la timida. Nel titolo riproposto dalle edizioni Stoppani, l’Anguissola scrisse una favola moderna e classica che parla di valori etici, utile per questi tempi di bugiardi e malandrini.
Grazia Gotti

giovedì 10 dicembre 2009

Carlo Magno, l'Oriente e un elefante

Fra gli albi illustrati italiani di questa stagione natalizia spicca Abul Abbas – Elefante imperiale, pubblicato dalla casa editrice romana Lapis.
Spicca per bellezza della copertina, per formato, per autore, per illustratore: Teresa Buongiorno firma la storia e Gianni De Conno le figure. Teresa racconta con quel suo piglio vivace, catturante, favolistico, leggero, una vicenda storica e ci offre una lezione straordinaria sulla narrazione storica anche per i più piccoli. Carlo Magno è un “re” pieno di fascino, come lo sono i personaggi capaci di grandi gesta. “Istituì scuole per tutti i bambini, anche i più poveri, perché riteneva che l’intelligenza valesse più della ricchezza…” Ma l’elefante? Aspettino i lettori. “ Carlo Magno era grande non solo di nome, ma anche di fatto: alto e robusto, andava a caccia, amava la buona tavola, disdegnava il vino e adorava l’acqua. Nella sua reggia, ad Aquisgrana, aveva voluto una grande piscina…Voleva sentirsi pulito e inventò le mutande di lino, da portare sotto le brache alla maniera dei Celti…”.
E l’ elefante? Ancora un po’ di pazienza. La Storia ci porta poi nell’impero arabo, a Baghdad, a casa dal califfo Harun al Rashid, marito della bella Sherazade. Qui arrivarono un giorno gli ambasciatori di Carlo Magno, guidati da Isacco, un ebreo che parlava tutte le lingue d’Oriente. Messaggi di pace e gesti cortesi, fra questi il dono dell’elefante che il califfo aveva ricevuto dall’India.
















Il viaggio per mare e per terra di Abul Abbas, l’elefante imperiale, è illustrato dalla maestria di De Conno, illustratore italiano apprezzato anche oltre confine. Una favola storica che parla all’intelligenza dei bambini che sapranno certamente cogliere fra le righe il messaggio di pace e convivenza civile fra culture e religioni.
Grazia Gotti

Teresa Buongiorno tiene domani una lectio magistralis al corso semestrale dell’Accademia Drosselmeir.