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lunedì 30 novembre 2015

Ancora Natale



Senza una figura, tutto di parole è il Natale proposto dalla casa editrice Elliot.
Dei racconti proposti conoscevo soltanto Il dono dei Magi, celeberrimo racconto di O'Henry a cui sono stati dedicati importanti picture book che portano la firma di Lisbeth Zwerger, Afra Omit, Sonja Danowskj. Qui troviamo solo le parole e sono parole di grandi scrittori. Fanno compagnia a O'Henry, il grande L. Frank Baum che apre la raccolta con il racconto Hanno rapito Babbo Natale. Viene subito da pensare. Inside Out. Qui le sfaccettature dell'umano sono l'invidia, l'egoismo, l'odio, la cattiveria. Dopo queste caverne abitate da Demoni sembra non esserci più nulla. Ma in fondo al tunnel c'è la possibilità della Caverna del pentimento...un bellissimo racconto da leggere ai più piccoli con voce sicura. Poi dopo averlo lasciato sedimentare nella memoria, come in un gioco dell'avvento, si possono aprire le altre "finestre" letterarie, molto più saporite della sola cioccolata. Con Conan Doyle, i Fratelli Grimm, Andersen, Wilde, Willa Cather, Lucy Wheelock (che non avevo mai sentito) si arriva alla fine, un finale di Louisa May Alcott che rilegge Dickens e inventa uno Spirito del Natale Bambino che corre in soccorso dei bambini che si sono allontanati da loro stessi per far loro ritrovare la strada. Uno scritto straordinario, una voce materna che guida con sicurezza l'educazione di una bambina giunta al suo decimo Natale. Effie si è stufata del Natale, delle solite cose, tanto che desidererebbe che fosse l'ultimo... Alla fine del racconto ha cambiato idea: "Ed Effie si addormentò con un gioioso sorriso sulle labbra, il suo umile dono ancora stretto in mano e un rinnovato amore per il Natale nel cuore, un sentimento che non mutò mai nel corso della sua lunga vita spesa a fare del bene".
Grazie alla libreria Giannino Stoppani che mi ha fatto trovare sul banco, a fianco della cassa questo gioiello natalizio. Sarà uno dei miei best seller di questo Natale e di quelli a venire e suggerirò alle insegnanti, prese di mira dai media e da una politica farlocca che cerca voti parlando di presepi e di alberi di Natale. Per fortuna ci sono gli scrittori!

Grazia Gotti

martedì 10 novembre 2015

Strega Ragazze e Ragazzi


Il Premio Strega, promosso dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento, è dal 1947 uno dei più importanti premi letterari assegnati ad un autrice o autore di un libro pubblicato in Italia.
Quest'anno finalmente la prima edizione dedicata alla letteratura per ragazzi in collaborazione con il Centro per il libro e la lettura e la Fiera del libro per ragazzi di Bologna.
Ieri sono state annunnciate le due cinquine finaliste.

Categoria +6

Cuori di waffel, Maria Parr, Bo Gaustad, trad. Alice Tonzig, Beisler Editore

Il riscatto di Dond, Siobhan Dowd, Pam smy, trad. Sante Bandirali, Uovonero

La mucca volante, Paolo Di Paolo, Bompiani

Le nuove storie del piccolo Nicolas, René Goscinny, Jean-Jacques Sempé, trad. Maria Vidale, Donzelli

Salta, Bart!, Susanna Tamaro, Adriano Gon, Giunti

Categoria +11

Dalla parte sbagliata, Francesco D'Adamo, Giunti

Fuori fuoco, Chiara Carminati, Bompiani

La trottola di Sofia. Sofia Kovalevskaja si racconta, Vichi De Marchi, Simona Mulazzani, Editoriale Scienza

La fine del cerchio, Beatrice Masini, Fanucci

Zorro nella neve, Paola Zannoner, Il Castoro

Redazione Zazienews

mercoledì 4 novembre 2015

Disegni, parole, segreti e bugie


Ieri a Matera c'era il sole. Un giornata tiepida, colori bellissimi. Ad accogliermi, per il primo incontro del corso di formazione Nei panni degli altri, un'insegnante straordinaria, un'insegnante che ha segnato e segna la vita dei ragazzi che incontra nel suo percorso educativo.
Un'insegnante che, come ci suggerisce Massimo Recalcati in L'ora di lezione, "può cambiare la vita, imprimere al destino un'altra direzione."


Nel viaggio tra autobus, taxi, aerei, mi ha accompagnato la lettura di un libro davvero bello in catalogo per il Castoro, Smart.
Opera prima della scrittrice inglese Kim Slater il libro racconta di Kieran, un ragazzino vessato, messo all'indice dai compagni con il nome di ritardato, maltratto dal padrino.
Una vita al margine, con poche persone su cui contare:  tra di loro un'insegnante di sostegno che aiuta Kieran a mettere in ordine i pensieri, una clochard, una nonna lontana, una mamma triste e implosa.
Sullo sfondo un cadavere, un fiume, la raccolta degli indizi, la passione investigativa, la straordinaria capacità di fissare sulla carta attraverso segno e disegno i fatti della vita, la passione per il pittore britannico L. S. Lowry.
Tanti disegni: disegni felici, disegni tristi e disegni che possono aiutare a risolvere un caso.
Il libro è incluso nelle shortlist del Children's Book Award 16, del Carnegie Prize 15 e del Waterstones Children's Book Prize 15.
La lettura del libro mi ha indicato una traccia possibile del futuro percorso sulla disabilità che abbiamo messo in campo per il prossimo anno.
I libri aiutano…

Silvana Sola

martedì 15 settembre 2015

La sirena quella notte non ha suonato: il Vajont, una storia italiana




Emanuela  Da Ros ha salutato il nuovo millennio con il riconoscimento per un suo lavoro inedito, insignito del Premio Pippi. Abbiamo visto nascere il premio e, come Giannino Stoppani Cooperativa Culturale, lo abbiamo seguito fino alla scorsa edizione.
Salutammo con gioia il lavoro di Emanuela, giornalista, direttrice del Quindicinale, lettrice appassionata, da quel giorno anche scrittrice di libri per ragazzi.
Ho finito di leggere, in questo momento, il suo nuovo libro, La storia di Marinella. Una bambina del Vajont, pubblicato da Feltrinelli Kids .
E' la cronaca di un giorno, un giorno solo, della vita di Marinella, una ragazzina che vive a Longarone.
Emanuela  Da Ros descrive il suo risveglio, il rapporto con i genitori, le amiche di sempre, un amico nuovo che le fa battere il cuore.
Marinella consuma le ore della sua giornata con l'appetito della crescita: tutto vuole fare, in particolar modo ciò che le apre nuove strade di conoscenza e sentimento.
E mentre Marinella corre, con le sue gambe lunghe, da un luogo all'altro del paese, gli adulti parlano e guardano in alto. Guardano alle montagne, guardano alla diga alta oltre duecentosessanta metri, guardano ai segnali di una natura che si ribella ad un progetto insano, segnali che molti non hanno voluto vedere.
E Marinella continua a correre, rosse le guance e un cuore che batte più forte del solito, Marinella pensa al domani, a Marco, al cagnolino, alla maestra Antonietta.
Ma il domani non ci sarà: quella notte, poco prima delle 23, il monte Toc si spacca e in un devastante effetto a catena, roccia, detriti, acqua, fango cancellano i sogni di 1910 vittime.
Il nome di Marinella è in quel terribile elenco.
La sua vita rivive per noi lettori nella penna attenta di Emanuela Da Ros che, dopo aver scoperto il quaderno di Marinella, conservato nelle teche del Cimitero monumentale di Fortogna, ha deciso di raccontare la sua storia, tristemente legata a quella di una delle più grandi tragedie del nostro paese, in tempo di pace (purtroppo non l'unica).
Gli interessi economici legati alla grande diga cancellarono il diritto alla vita.
Era il 9 ottobre 1963. Marinella aveva da poco compiuto dieci anni.

Silvana Sola

venerdì 14 novembre 2014

L'ora di lezione



Ieri è iniziato  il primo modulo del master dell'Accademia Drosselmeier e sono stati presentati i testi di studio obbligatori. Oggi si comincia con il canto di due città: Firenze per Collodi, Bemporad, Il giornalino della Domenica, Il giornalino di Gianburrasca, Laura Orvieto, Verona per la Lampada. Poi si attraverserà il Secolo breve (perché breve?) e per spezzare l'andamento diacronico, incursioni sincroniche in testi obbligatori per la condivisione. Ieri La grammatica della fantasia di Gianni Rodari, oggi La Prateria degli asfodeli di Antonio Faeti.
Il classico Paul Hazard si può leggere alla fine del percorso.

La redazione