Quando: 31 ottobre, riunione di famiglia in casa Coudrier per il compleanno del nonno.
Dove: la Collinière, grande villa di famiglia tra boschi, stagni e colline nella campagna francese.
Personaggi: gli anziani coniugi Coudrier; i figli (Gil, Edith, Rose e Dimitri, morto da un anno); i nipoti (Hermes, le gemelle Annete e Violette, Colin, Madelaine); Clara, la donna di servizio; Blaise Rivière, il cacciatore… altre figure più o meno importanti e una schiera di animali più o meno selvatici!
Prologo: un uomo steso a terra, una nocciola che cade, un “diabolo”, una giacca color pied-de-poule, 12 rintocchi di campana…
Quello che successe prima… del ritrovamento del cadavere!: l’alba, la foschia, dolcetti di mele e frutta secca, un ragazzino sopra un sicomoro, una estemporanea fuga dal collegio, una lunga chioma tagliata, una zia malata, una volpe impaurita, un po’ di fegato di pollo, lezioni di violoncello, zucche "americane", l’orto…
Quello che successe dopo… : un groviglio di edera, un cacciatore, un ermellino, un'infatuazione, il vento, paure notturne, una visita al cimitero, festa di compleanno, nuovo nascondiglio, un falò, una bambola bruciata, la camera dei nonni, una lettera…
Quello che successe la notte… : confessioni, uno sparo, sangue, il solito cadavere sopra il tavolo, vecchie storie di famiglia, vecchi segreti svelati.
Livide zucche è un capolavoro di suspense e intrighi familiari. Un melange tra la “regina del giallo” e Alfred Hitchcock (evidenti i riferimenti a La congiura degli innocenti): la scrittrice è un appassionatissima cinefila. Una storia in cui colori, profumi, sapori rendono con straordinaria efficacia luoghi, ambienti e atmosfere. Un racconto corale nel quale i giovani protagonisti riescono a far cadere le “maschere” degli adulti, a far confessare le menzogne, a stanare ipocrisie e meschinità.
Il romanzo è uno dei più belli di Malika Ferdjoukh. Nel 2000 ha vinto l’ambito prix Sorcières, premio istituito dall’ALSJ - Associazione delle librerie specializzate per ragazzi. Dell’autrice algerina la Emme pubblicò, nel 1995 il divertentissimo "Voltapagina", Caccia alla moglie. Assolutamente da leggere (aspettiamo un editore che li pubblichi) i volumi, Quatre soeurs, quattro "piccole donne" (in realtà cinque con la maggiore) dei giorni nostri.
Livide zucche, da dieci anni nel catalogo de L’école des loisirs, in quello Salani ne è rimasto solo 4 (!?).
David Tolin


Menzione particolare per La bambina che mangiava i lupi, ironica rivisitazione di Cappuccetto Rosso, una fiaba a rovescio in cui una buffa bambina dai capelli rossi vive in una casetta sull’albero con una gallina che soffre di vertigini e che si chiama, indovinate un po’, Gallina. Bambina mangia i lupi per necessità e diventa suo malgrado lo spauracchio ad uso di mamme lupo i cui piccoli non vogliono dormire. All’arrivo della primavera però, Bambina è stufa di lupi, inizia a mangiare uova, fragoline… ma è troppo tardi, Bambina diventa un lupo “troppi avendone mangiati”. Questo albo, purtroppo fuori catalogo, ha le divertenti e colorate illustrazioni di Donata Montanari; ne consiglio il recupero in biblioteca perché è una di quelle storie che ai bambini (e ai genitori) piacciono tanto, tanto da tenerle care fra i ricordi anche dopo molti anni.






Siamo in Danimarca, Pigen non riesce a prender sonno. I suoi genitori dormono nella loro stanza, la casa è buia e silenziosa. La bambina non ha paura del buio e va verso il soggiorno pensando di accendere la TV. Lì trova una presenza sul divano, un signore in abito, scuro, occhiali neri: è la Morte, molto indaffarata a svolgere i suoi compiti.
Pigen si affaccia alla stanza dei suoi, la madre dorme a bocca aperta e il padre, nel suo pigiama russa lievemente, poi torna a letto.






























